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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Religioni, democrazia economica e cooperazione nello spazio euromediterraneo. Partenariato e "buone prassi"

Università degli Studi di Bari
Abstract
L'analisi delle problematiche del rapporto e delle connessioni tra religione, democrazia ed economia costituisce una imprescindibile conseguenza nella valutazione delle dinamiche che costituiscono il partenariato euromediterraneo. Particolare attenzione, pertanto, richiede lo studio dei contenuti e delle pratiche di cooperazione economica, culturale e sociale, politica. Il programma partirà dall'esame dei risultati successivi all'attuazione del partenariato euromediterraneo, definito dalla Dichiarazione di Barcellona del 1995, che costituisce un fenomeno di manifestazione diacronica delle relazioni tra tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Infatti, il partenariato, secondo la Dichiarazione di Barcellona riguardava tre campi diversi di intervento: politico e di sicurezza; economico e finanziario; sociale e culturale. Il seguito della Dichiarazione prevedeva una serie di iniziative che interessavano le aree più varie. Tra esse si ricordano come più importanti: le reti di cooperazione euromediterranee per facilitare le scambio di conoscenza; la cooperazione tra le società civili e all'interno delle stesse nel coinvolgimento di differenti istituzioni come religioni, organismi non governativi, università, associazioni professionali; il riavvicinamento delle politiche economiche settoriali; il riconoscimento delle reciproche relazioni e lo sviluppo del dialogo interculturale e interreligioso; lo sforzo convergente per la creazione di una zona di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gaetano Dammacco Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Con riferimento alla relazione individuata tra religione, democrazia ed economia, gli obiettivi finali del progetto di ricerca sono:

1. Verifica del livello di attuazione del partenariato euromediterraneo a partire dalla definizione della Dichiarazione di Barcellona (1995), nei tre campi diversi di intervento: politico e di sicurezza, economico e finanziario, sociale e culturale.

2. Definizione delle innovazioni istituzionali che certifichino e garantiscano l'evoluzione del partenariato democratico in contesti giuridici e socio-economici differenti.

3. Individuazione dei livelli di integrazione e delle "buone pratiche" istituzionali e socio-economiche che contribuiscano alla realizzazione di uno spazio condiviso di pace, sicurezza e stabilità.

4. Verifica della possibilità di valorizzazione delle differenze religiose e culturali, come elemento di impulso al consolidamento strutturale del partenariato tra sistemi socio-giuridico economici diversi nello spazio euromediterraneo.

5. Definizione di un quadro di riflessione sul rapporto tra dinamiche migratorie, sistema di partecipazione democratica e tutela del diritto di libertà religiosa in un ordinamento dato. La riflessione si articolerà attraverso un'analisi del rapporto tra finanziamento delle istituzioni religiose e società multiculturale.

6. Formazione di una banca dati finalizzata ad individuare quali fattori >>>

Risultati parziali attesi
- Dimostrare che le difficoltà che si registrano in tema di partenariato, non sono meri ostacoli, ma costituiscono una necessità strutturale nel processo di insediamento dello stesso partenariato, come modello ottimale di cooperazione internazionale e sovranazionale tra sistemi socio-giuridico-economico-culturali diversi;
- dimostare che il processo di costruzione del partenariato consegue risultati positivi nella misura in cui manifesta il suo carattere intrinsecamente interdisciplinare, che coinvolge l'economia, la politica e la religione;
- dimostrare l'esistenza di uno stretto legame tra i valori della sicurezza, della pace, della stabilità economica e della stabilizzazione democratica come elementi del partenariato;
- dimostrare il rapporto tra dialogo interreligioso, cooperazione economica e finanziaria e stabilizzazione dell'area euromediterranea;
- dimostrare l'importanza del coinvolgimento delle istituzioni sociali e non governative (di carattere finanziario, economico, sociale e religioso), quale supporto indispensabile all'attività di cooperazione governativa;
- dimostrare l'importanza dell'attuazione dei principi posti a base della Dichiarazione di Barcellona;
- dimostrare la necessità di creare innovazioni istituzionali, particolarmente euromediterranee, e la loro strategica rilevanza nelle dinamiche della cooperazione;
- dimostrare che le differenze religiose e culturali >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Tra gli obiettivi della Conferenza interministeriale Euro - mediterranea, svoltasi a Barcellona nel 1995, vi era quello generale di fare del bacino del Mediterraneo una zona di dialogo e di scambi e di cooperazione finalizzata a garantire la pace, la stabilità e la prosperità attraverso il rafforzamento della democrazia ed il rispetto dei diritti dell'uomo. La Conferenza ha costituito un importante momento nell'iniziale processo di pacificazione e di sviluppo tra la riva nord e la riva sud del Mediterraneo. Le due novità più consistenti erano, da un lato quella di riconoscere l'importanza del coinvolgimento della società civile nel costruire le condizioni culturali, sociali ed economiche per assicurare pace e prosperità, dall'altro nell'individuazione di una precisa zona geografica "euromediterranea". La Conferenza di Barcellona ha individuato, al fine della realizzazione del partenariato di pace e stabilità, i principi ispiratori del partenariato nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nella tutela della libertà di coscienza e di religione, nel rispetto delle diversità e del pluralismo, ed infine nel dialogo tra le culture e le religioni,nella costruzione di politiche economiche-finanziarie e nel riavvicinamento della economia di settore, nella cooperazione tra le parti sociali. In questo complesso scenario si è inserita la Dichiarazione di Barcellona, che individua lo spazio euromediterraneo come area geo-politica >>>