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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Aspetti della verità.

Università degli Studi di Torino
Abstract
Nel contesto della ricerca filosofica sulla verità degli ultimi decenni (soprattutto in ambito analitico), ci proponiamo di occuparci di questioni che hanno a che fare con la definizione e la concezione della verità, con l'epistemologia della verità, con il contestualismo e il relativismo. Alcune delle domande a cui si cercherà di dar risposta sono le seguenti: ha senso definire la verità come corrispondenza con i fatti? La teoria del linguaggio può fare a meno del concetto di verità? Che cos'è un contesto? Esiste il significato letterale di una parola o di un enunciato? Che cosa vuol dire che una certa proposizione è vera PER qualcuno? Che cosa si intende per 'regola costitutiva'? Che cosa rende attendibile un testimone? Sembra chiaro che queste domande intersecano molti problemi filosofici oltre a quello della verità, e che le eventuali risposte possono avere ricadute di qualche interesse anche per molte questioni pubbliche attualmente in discussione.

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Diego Marconi Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di contribuire alla discussione di alcuni dei problemi che sono stati individuati nell'ambito delle discussioni sulla verità degli ultimi decenni. Distinguiamo tre aree, all'interno di ciascuna della quali intendiamo portare alcuni contributi.

A) Nozione di verità e concezioni della verità. - Si è visto che la concezione della verità per certi aspetti più naturale e intutiva, quella che la considera come corrispondenza con i fatti, va incontro a varie obiezioni importanti, alcune delle quali investono la nozione stessa di corrispondenza. La ricerca intende stabilire se, utilizzando l'apparato concettuale messo in opera da Tarski nel suo lavoro sulla verità, si possono soddisfare almeno alcune delle intuizioni che sono alla base della teoria della corrispondenza.
Si è visto che la tradizione antirealistica in semantica (Dummett, Prawitz) e la concezione del linguaggio (e della scienza del linguaggio) proposta da Chomsky convergono nella critica del concetto realista di verità e della sua utlizzabilità nella teoria del linguaggio. Molti chomskiani hanno concluso che la nozione di verità non abbia nessun posto nella teoria del linguaggio. Essendo invece convinti che una teoria semantica non possa fare a meno del concetto di verità, ci proponiamo l'obiettivo di formulare una concezione (epistemica) della verità che sia coerente con una teoria computazionale della mente, cioè una concezione della verità che sia >>>

Risultati parziali attesi
Come si è accennato nella sezione sullo Stato dell'arte, negli ultimi decenni il tema della verità è stato sia un argomento di intensa ricerca e discussione filosofica (in ambito analitico come in ambito continentale), sia al centro di una discussione pubblica spesso accesamente polemica, motivata da eventi politici e sociali di rilievo. Ci aspettiamo di dare un certo numero di contributi specifici alla discussione filosofica sulla verità (in particolare sui punti che verranno indicati fra poco), ma non escludiamo di contribuire anche al miglioramento della qualità intellettuale della discussione pubblica, quando essa chiami in causa temi come la relatività o assolutezza della verità, la stabilità o variabilità dei significati, l'attendibilità delle testimonianze.

I contributi strettamente scientifici che ci proponiamo di fornire sono soprattutto i seguenti:

- Per quanto riguarda la discussione su, e tra le concezioni della verità, (a) analizzare a fondo l'idea di corrispondenza e mostrare entro che limiti può essere esplicata da una teoria plausibile; (b) proporre una concezione della verità che sia compatibile con le critiche rivolte da Chomsky e da altri alle concezioni realistiche della verità e del riferimento (sostenendo in questo contesto l'indispensabilità della nozione di verità in una teoria del significato).

- Per quanto riguarda i problemi epistemologici della verità, (a) analizzare in modo preciso >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Negli ultimi due decenni il tema della verità, di cui la filosofia non ha mai cessato di occuparsi, è stato in primo piano non solo nella ricerca filosofica ma anche nel dibattito pubblico. Alla base della centralità pubblica del tema stanno senza dubbio due fenomeni in parte connessi tra loro: in primo luogo, gli eventi geopolitici che hanno indotti alcuni a parlare (a torto o a ragione) di uno "scontro di civiltà", che coinvolgerebbe in particolare da un lato il mondo occidentale, tollerante e largamente secolarizzato, dall'altro il mondo islamico, arretrato, aggressivo e restio a distinguere tra sfera religiosa e sfera civile e politica. In secondo luogo, i fenomeni migratori che hanno interessato più intensamente che in passato l'Europa occidentale, rendendo culturalmente più plurali società che erano abituate a percepirsi come omogenee. In entrambi i casi, è sembrato ad alcuni che le esigenze della pace tra le nazioni e della convivenza civile imponessero di mettere in parentesi le questioni di verità, e anzi di attenuare o respingere l'idea stessa di verità. La tolleranza e il rifiuto della chiusura dogmatica -si è sostenuto- potevano fondarsi soltanto sulla rinuncia a presentare le proprie credenze e opinioni come verità. Altri, al contrario, hanno ritenuto che la fedeltà alla propria tradizione e alle proprie convinzioni richiedesse una difesa intransigente anzitutto del concetto di verità, e hanno rivendicato il diritto di presentare come >>>