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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Parole Chiave
BIZANTINO, INNOGRAFIA, MUSICA, MANOSCRITTIPer un Corpus dei manoscritti innografici bizantini "antiquiores"
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"Abstract
Il progetto di ricerca si propone di offrire la descrizione dei più antichi manoscritti greci liturgico-musicali d'età bizantina giunti sino a noi: l'obiettivo è quello di fornire una dettagliata analisi testuale, materiale, semiografico-musicale e paleografica dei singoli testimoni manoscritti presi in esame. Il fine ultimo è quello di creare un'ampia base di dati elettronica relativa ai manoscritti innografici antiquiores, con il censimento di molte migliaia di manoscritti conservati presso biblioteche e musei di tutto il mondo (relativamente a codici datati o databili entro l'anno Mille), e ospiterà inoltre la descrizione analitica di diverse centinaia di codici. Ciò è finalizzato: a) a consentire finalmente di avanzare nello studio storico dell'origine e dell'evoluzione delle singole collezioni innografiche (Paracletica, Triodio, Pentecostario, Menei, ecc.); b) a permettere un'agevole euristica della tradizione manoscritta per le svariate centinaia di inni antichissimi che sono ancora inediti; c) a livello paleografico-musicale, a produrre un avanzamento nello studio delle più antiche forme di notazione musicale bizantina.Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco D'aiuto Università degli Studi di ROMA "Tor Vergata"Obiettivo del Programma di Ricerca
Il fine ultimo è quello di creare un'ampia base di dati relativa ai manoscritti innografici antiquiores, che possa, in un prossimo futuro, costituire il punto di partenza per ricostruire la struttura più antica dei singoli libri liturgico-innografici della Chiesa bizantina (Triodio, Pentecostario, Paracletica, Meneo, Irmologio, ecc.). Il lavoro di descrizione sarà il primo passo per poter tracciare le linee evolutive delle singole collezioni-contenitore innografiche, circa la cui facies primitiva si sa, a tutt'oggi, molto poco. Lo studio è inoltre finalizzato: a permettere un'agevole euristica della tradizione manoscritta per le svariate centinaia di inni antichissimi che sono ancora inediti; e, a livello paleografico-musicale, a produrre un avanzamento nello studio delle più antiche forme di notazione musicale bizantina.Risultati parziali attesi
Il risultato principale della ricerca consiste in una base di dati relativa ai manoscritti innografici antiquiores, che possa, in un prossimo futuro, costituire il fondamentale punto di partenza per ricostruire la struttura più antica e la storia dei singoli libri liturgico-innografici della Chiesa bizantina (Triodio, Pentecostario, Ottoeco-Paracletica, Menei, Irmologio, ecc.). Ricadute positive importanti si potranno avere anche sulla conoscenza storica delle più antiche notazioni (o "quasi notazioni") musicali bizantine, della loro diffusione e storia. I dati raccolti nel data-base potranno essere, inoltre, ulteriormente impiegati per molti obiettivi diversi, come per esempio: 1) a fini di ricerca paleografica-codicologica; 2) per la ricerca filologica (in particolare, per allestire edizioni dei numerosi testi inediti che saranno reperiti); 3) per ricostruzioni storico-culturali complessive (ad esempio, in relazione al ruolo della produzione di poesia liturgica su base locale, nelle diverse regioni bizantine e post-bizantine; in relazione al rapporto fra innografia e altre forme letterarie, per fasce cronologiche; ecc.).Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Fra i manoscritti greci medievali, quelli innografici sono forse una delle categorie meno studiate. Sono spesso liquidati troppo frettolosamente nei cataloghi sommari, non di rado con la semplice indicazione della tipologia di libro liturgico rappresentato (e talora persino con indicazioni erronee, o con diciture non aggiornate). Ma anche nei cataloghi analitici sono in molti casi descritti solo con riguardo agli inni «maggiori» (contaci e canoni), omettendo gli elementi di innografia «minore» (sticheri, catismi, apolitici, ecc.); oppure, sono descritti «al risparmio», evidenziando solamente la presenza di testi diversi rispetto a un'eventuale edizione a stampa di riferimento. Anche a livello di cataloghi speciali, va rilevato come non esistano a tutt'oggi esempi validi di catalogazioni dedicate agli aspetti testuali dell'innografia; e, d'altro canto, i cataloghi di manoscritti «musicali» si rivolgono in maniera privilegiata ai soli codici con notazione musicale, e sono spesso insufficienti nell'analisi degli aspetti testuali dei testimoni.Fra l'altro, lo stato embrionale della ricerca si riflette nella mancanza di uno strumento euristico complessivo, quale può essere un mero spoglio dei manoscritti innografici più antichi per ciascuno dei libri innografici bizantini: non sappiamo dire, così, neppure quali siano i più antichi testimoni di ciascuna collezione, o definire un quadro d'insieme dei materiali. Urge dunque un primo >>>



