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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Equilibrio conservativo,conflitto e problema della democrazia in età moderna e contemporanea

Università degli Studi di Bari
Abstract
La ricerca verte sul concetto di “equilibrio conservativo”, inteso come grado più complesso del rapporto fra ordine politico e conflitto. Nella nozione di ordine appaiono oggi molte contraddizioni, soprattutto se si pensa all’attuale incertezza degli strumenti regolativi e alla perdita di principi politici universali. Perché l’idea di ordine, che dovrebbe porre limite al conflitto sregolato, è invece sopraffatta da guerre e tensioni spesso irriducibili? Perché sono sempre più in crisi le tecniche dell’ordinamento, sino agli equivoci sulla sovranità? Ecco le domande di fondo della ricerca, la quale seguirà due criteri. Il primo è un’impostazione storicistica e filologica, per distinguere contesti, scritture e autori; il secondo vede nel pensiero politico una dialettica fra istanze conservative e critica. Dal tardo medioevo al moderno, l’ordine è filtrato da una linea di contrasti: natura e storia, sovranità e crisi, mutamento e continuità, ragion di Stato e soggetto individuale, ecc. Si giunge quindi al presente, divenuto “ordine disordinato”, e senza spiegazione, mentre il succedersi dei conflitti porta il concetto semplice di ordine a confondersi con l’ordine dato, supportato dalla forza, o dall’assenza di critica. L’ordine, insomma, diviene un termine troppo generico per interpretare il reale processo storico-politico. Da qui nasce il bisogno di affrontare la nozione di equilibrio conservativo. Questa formula sembra più flessibile e più in grado, rispetto a quella di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Silvio Suppa Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto, in un aspetto teorico e uno storico, parte dal tardo medioevo e giunge al presente. Esso deriva da una lunga collaborazione fra le sezioni, che proseguono così la loro esperienza. Dal punto di vista teorico, la ricerca intende misurarsi su due concetti della politica, importanti per il pensiero e per i processi di decisione: i concetti di “equilibrio” e “conflitto”. In questa ricerca i due termini vanno osservati in collegamento fra loro, senza perdere di vista il problema del cambiamento e, di conseguenza, la continua alternanza nei processi politici, fra equilibrio e cambiamento, o fra equilibrio e crisi (si veda l’abstract della ricerca). L’equilibrio qui va inteso come una situazione instabile, una situazione che contemporaneamente inclina al cambiamento, ma lo fa per fasi quasi impercettibili, o per progressivi tentativi di salvaguardare nel cambiamento i caratteri della conservazione. Nella ricerca, conservare vuol dire evitare che il conflitto assuma un andamento catastrofico e totale, e quindi vuol dire anche ricorrere a formule di compromesso o di acquisizione del consenso politico attraverso strumenti di tipo differente: l’intervento ideologico, l’influenza culturale, l’influenza nell’analisi economica, le tecniche dell’opinione, ecc. Ma con il termine “equilibrio” si vuole anche indicare una concreta condizione della politica o dei processi di potere, da sottoporre a critica in quanto riconosciuti come fasi provvisorie, o fasi di artificio, o di >>>

Risultati parziali attesi
Per quanto riguarda i risultati, bisogna partire dal presupposto che qui si parla di una ricerca a carattere umanistico, e pertanto non è possibile introdurre il concetto di “potenzialità applicative”, adeguate, invece, alla ricerca nelle scienze mediche e naturali, o nelle diverse ingegnerie. In materia di risultati, possiamo considerare, invece, alcuni risultati immediatamente materiali, come libri, monografie, studi resi in scritture, generalizzazione di documenti e di testi di epoca in rete, articoli su rivista, contatti internazionali, ecc. Ma vi è anche un risultato di carattere morale e insieme scientifico, che va preso nella massima considerazione. La storia delle dottrine politiche, al di là degli aspetti più direttamente politici, oggi è una disciplina sempre più in grado di esercitare una approfondita analisi civile e ideale sui processi del passato e sulla comprensione di quelli del presente. In questa dimensione, risultato scientifico è anche il grado di conoscenza e di descrizione della complessità del mondo attuale e dell’importanza del mondo del passato, già grande crogiuolo di incontro di civiltà. In un’epoca di rappresentazione mediatica e abbreviata dei fenomeni, la ricostituzione di una coscienza civile nazionale e internazionale delle grandi questioni della conoscenza e della costituzione degli interessi, oggi impone l’approfondimento di temi apparentemente consegnati al loro definitivo significato storico-sociale (si pensi, per tutti, al concetto di >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Per ricostruire correttamente lo Stato dell’arte della ricerca, bisogna distinguere due aspetti: uno teorico generale e uno storico. Sotto il profilo teorico, va detto che la ricerca parte da studi che essa stessa ha acquisito da diversi anni. Tali studi vanno da Machiavelli fino ai giorni nostri, e si basano su scritti teorico-politici italiani e stranieri, su saggi critici, su fonti a stampa diffuse, o decisamente più rare. Le esperienze del passato hanno aperto, in seno alla sezione, una prima significativa direzione di analisi storica, in una fase di produzione – almeno in Italia – in cui la crisi è stata oggetto soprattutto di indagini politologiche (scienza politica) o di ambito filosofico. Sempre più frequenti, inoltre, sono stati i contributi di ordine sociologico che si sono soffermati su problemi più strettamente di storia del pensiero. In particolare, la diffusa categoria della crisi della modernità, impiegata spesso dalla sociologia e dalla filosofia politica, anche se non sono mancate riprese della medesima categoria in seno alla storia del pensiero politico, domanda un ripensamento mirato almeno a due obiettivi: il primo è la possibilità di storicizzare le forme della crisi, in autori e testi, così da seguire il progressivo processo di formazione di una coscienza del cambiamento e della necessità di equilibri nuovi, in grado di controllare gli effetti dirompenti del cambiamento stesso. Il secondo scopo, guarda alla verifica del rapporto fra tradizione della >>>