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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Parole Chiave
LUOGHI DI CULTO, PRATICHE RITUALI, ARCHITETTURA, ARCHEOLOGIA, ARCHEOMETRIA

Archeologia dei luoghi di culto nel Mediterraneo. Approcci integrati allo studio dei complessi monumentali e delle pratiche rituali

Università Cattolica del Sacro Cuore
Abstract
Il gruppo di Ricerca intende affrontare lo studio del santuario di Astarte/Hera a Tas Silg (Malta), quello di Alaimo a Lentini e di Apollo a Hierapolis di Frigia. Lo studio dei monumenti vuole definire le loro successive trasformazioni, proporre una restituzione virtuale dell’articolazione architettonica nelle diverse fasi costruttive, comprendere la destinazione di alcune strutture in rapporto al culto.
A Tas-Silg l’indagine è complessa, vista la stratigrafia del luogo, che copre un arco di tre millenni. L’Unità di Ricerca di Roma “La Sapienza” prenderà in esame le fasi del periodo preistorico (fine IV/inizi I millennio a.C., approfondendo lo studio dei reperti ceramici, litici e organici per fornire un inquadramento cronologico, paleoambientale e paleoeconomico, finalizzato al riconoscimento delle modalità di svolgimento delle attività rituali e delle loro trasformazioni. L’orizzonte temporale sarà precisato tramite datazioni radiometriche (AMS), mentre l'analisi funzionale dei manufatti e l'esame della loro distribuzione spaziale nelle diverse fasi cronologiche si baserà sull’uso di un database relazionale e su un programma GIS. Il Gruppo di Ricerca dell’Università del Salento indagherà l’assetto del santuario nelle fasi pre repubblicane, completando lo scavo dei depositi stratigrafici nell’area degli altari, ricchi di ceramiche e di reperti organici, adottando tecniche specifiche: microscavo dei livelli di cenere, analisi del terreno interessato da >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maria Pia Rossignani Università Cattolica del Sacro Cuore
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di raggiungere una conoscenza non settoriale di alcuni complessi di culto dell’antichità, facendo dialogare i dati ricavabili dall’analisi delle strutture – considerate sia sotto il profilo della loro collocazione reciproca all’interno delle aree santuariali, che nei loro caratteri architettonici – con i dati ricavabili dall’analisi dei contesti stratigrafici, indagati come strumento per la ricostruzione delle pratiche cultuali. Le analisi dei contesti ceramici saranno quindi prevalentemente orientate allo studio funzionale degli oggetti, utilizzando a tal fine anche le risposte dell’analisi chimica sui residui organici conservati sulle pareti dei vasi. Si intendono inoltre applicare i metodi dall’archeologia quantitativa nello studio della distribuzione spaziale dei materiali, al fine di sfruttare appieno le informazioni contenute nei depositi archeologici pluristratificati che caratterizzano le aree cultuali, generalmente caratterizzate da lunghe vicende di frequentazione.
L’obiettivo è quello di giungere a una ricostruzione globale della vita dei luoghi di culto in esame nei diversi periodi; oltre a una conoscenza più approfondita dei diversi casi, interessa testare un metodo di analisi integrata, applicabile anche ad altri contesti. L’originalità e la rilevanza della proposta nel suo complesso va valutata in relazione all’area mediterrranea e all’attuale livello degli studi sulla dimensione cultuale nell’antichità. Venendo agli obiettivi >>>

Risultati parziali attesi
In coerenza con gli obiettivi finali, i risultati attesi dalla ricerca possono essere inquadrati nei seguenti ambiti:
1. nell’avanzamento delle conoscenze:
- in ordine ai casi di studio in esame, in particolare quelli sui quali convergono le ricerche di diverse Unità: il santuario di Astarte/Hera a Tas-Silg (Malta) e il santuario di Apollo a Hierapolis di Frigia;
- in ordine alla comprensione della articolazione delle aree di culto, della funzionalità e della integrazione reciproca dei diversi edifici e monumenti, dei percorsi e delle pratiche rituali, dei caratteri compositivi delle architetture in funzione di tali pratiche, dei sistemi di comunicazione visiva affidati ai programmi iconografici. Il fatto che gli stessi complessi di culto vengano affrontati da diverse Unità, connotate da specializzazioni differenziate, garantisce che possa essere superata una visione parcellizzata e frantumata di realtà in origine fortemente unitarie;
2. nella sperimentazione e nell’affinamento di metodologie di ricerca, in particolare:
- nella gestione della documentazione relativa a siti indagati per un lungo periodo di tempo, il cui studio richiede l’utilizzo di un sistema in grado di gestire sia dati di scavi effettuati in passato sia dati delle indagini più recenti, condotte con rigorosi metodi stratigrafici;
- nello studio e ricomposizione delle architetture antiche e nella gestione della documentazione relativa, in particolare nei casi dove >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il progetto di ricerca ha come base di partenza scientifica da una parte la problematica metodologica connessa allo studio delle aree cultuali nel Mediterraneo, dall’altra le ricerche su siti campione scelti per l’applicazione dei metodi di indagine: il santuario di Astarte - Hera a Tas Silg (Malta), il santuario di Apollo a Hierapolis di Frigia (Turchia), il santuario di Alaimo (Sicilia).
1. Aspetto metodologico
La comunità scientifica internazionale rivolge un’attenzione sempre più rilevante allo studio dei contesti stratigrafici come strumento per la ricostruzione delle pratiche cultuali, soprattutto in riferimento alle fasi storiche. Nella storiografia delle ricerche archeologiche nel Mediterraneo, gli scavi nei grandi santuari dell’antichità classica rivestono un ruolo fondamentale per lo studio delle architetture antiche, e per le analisi di complessi di materiali. Piuttosto lacunoso è invece il quadro delle ricerche finalizzate alla disamina degli aspetti più strettamente attinenti l’articolazione delle pratiche cultuali, attraverso un’analisi della documentazione archeologica orientata verso lo studio funzionale degli oggetti (v. HAGG, MARINATOS, NORDQUIST 1988; BOOKIDIS 1993; BOUMA 1996). Rari sono inoltre gli studi relativi ai resti organici (reperti faunistici, botanici ecc.) nonostante le informazioni che è possibile estrarne circa la tipologia dei sacrifici, delle offerte, la pratica dei pasti rituali. Le tecniche di indagine finalizzate >>>