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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di BRESCIA
MATERNO-INFANTILE E TECNOLOGIE BIOMEDICHE
- Università Cattolica del Sacro Cuore
PSICOLOGIA
- Università degli Studi di BOLOGNA
PSICOLOGIA
- Università degli Studi di BRESCIA
MATERNO-INFANTILE E TECNOLOGIE BIOMEDICHE
- Università degli Studi di FIRENZE
SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Parole Chiave
PREVENZIONE DELLA SALUTE, RELAZIONE MADRE-BAMBINO, PSICOSOMATICA DEL PARTO, ATTACCAMENTO, PSICOPATOLOGIASVILUPPO PSICHICO E FISICO DEL NEONATO COME MATRICE DELLA PERSONA PER LA SOCIETA' PROSSIMA FUTURA
Università degli Studi di BresciaAbstract
E’ opinione pressoché unanime tra tutti gli studiosi che l’ottimalità delle strutture mentali di un individuo, delle sue funzioni, del suo maggiore o minore equilibrio, sono modulati dalle vicende psichiche succedutesi lungo l’arco evolutivo, dall’infanzia all’età adulta. Le strutture di base della personalità si formano nel clima relazionale, emotivo-sociale, della prima infanzia: le vicende successive possono modificarle, in meglio o in peggio, ma comunque dalle prime sono almeno in parte condizionate. Le neuroscienze hanno dimostrato come la micromorfologia del cervello (sinapsi, proliferazioni dendritiche e neuronali), e di conseguenza le reti neuronali che vengono a costruirsi, dipendano dall’esperienza degli individui, nel periodo neonatale ed anche fetale, e nella prima infanzia. La funzionalità del sistema neurale è pertanto peculiare per ogni individuo, poiché è conseguente alle prime sue esperienze: queste si traducono in apprendimenti, soprattutto di funzioni, che vengono in tal modo acquisite dal S.N.C., e che condizioneranno a loro volta tutti i successivi modi di apprendere, ovvero di elaborare le esperienze. In altri termini, primissimi apprendimenti elaborati in quel sistema mnestico oggi denominato memoria implicita vanno a costituire quelle elementari funzionalità che moduleranno la formazione delle strutture responsabili del tipo di elaborazione di ogni successiva esperienza, e che quindi presiederanno allo sviluppo mentale del bimbo.Le prime >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Imbasciati Università degli Studi di BRESCIAObiettivo del Programma di Ricerca
L’obbiettivo comune dei progetti delle unità di ricerca locali che compongono il programma generale consiste nella verifica di come la salute mentale e fisica degli individui possa realizzarsi a partire da uno sviluppo infantile ottimale, e di come questo dipenda dalle caratteristiche, positive o negative, dei genitori, a partire dall’epoca gestazionale e successivamente nel periodo neonatale e infantile. Per contro sarà obbiettivo comune individuare tutti gli indici premonitori di rischi relativi a complicanze, fisiche e psichiche, che possono sopravvenire nella gestazione, nel parto e nel puerperio, a compromettere le capacità della personalità del caregiver e comunque la relazione col bimbo. Tra queste saranno studiate le complicazioni della gestazione, del parto, della prematuranza del feto, della depressione post-partum, e comunque di tutti i disturbi affettivi (psichici e psicosomatici) che possono intervenire nel percorso che va dal concepimento ai primi due anni di vita.Saranno in particolare esplorate:
1) le caratteristiche della madre gestante, che saranno messe in relazione con l'andamento della gravidanza, del parto e del puerperio;
2) gli stili di attaccamento e altre caratteristiche di personalità dei genitori, che saranno messi in relazione con lo sviluppo dei bambini;
3) gli effetti di sopravvenute complicanze psichiche e fisiche, nella madre e nel nucleo familiare (p.es. prematuranza, patologie ostetriche/ginecologiche >>>
Risultati parziali attesi
Ci si attende:a) rilievi sulle condizioni psichiche, psicosomatiche e ostetriche in cui si svolge la gestazione, il parto, il puerperio e lo sviluppo del bimbo nei primi due anni di vita;
b) rilievi di quali e quante complicanze, gestazionali, ostetriche, puerperali, di tipo psichico e psicofisico, possano avvenire, nonché di quali conseguenze possano accadere per lo sviluppo psichico e fisico del bimbo;
c) rilievi su quali complicanze siano da ascrivere alle condizioni intrinseche di cui al punto a) e quali invece a eventi esterni sopravvenuti (complicanze di origine biomedica, o assistenziale, oppure eventi psicosociali);
d) rilievi di indici predittivi per il futuro sviluppo dell'individuo a partire dalla sua nascita, ottimale piuttosto che a rischio;
e) indicazioni per l'organizzazione dei servizi assistenziali, psicologici, ostetrici e sociali, per assistere al meglio i genitori e le famiglie e ovviare agli eventuali rischi.
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La relazione madre-bambino è considerata un aspetto centrale per lo sviluppo psichico infantile dagli anni '50 ad oggi così come concettualizzata da un punto di vista teorico-clinico psicoanalitico a partire da Donald Winnicott (1958, 1965) e da un punto di vista sperimentale, basato sull'osservazione diretta del comportamento, nella teoria dell'attaccamento di John Bowlby (1969, 1973, 1980). Negli ultimi anni l'attenzione degli studiosi si è rivolta alle fasi precedenti la nascita grazie all'enorme aumento delle conoscenze sullo sviluppo psichico prenatale le quali hanno evidenziato nel feto la presenza di sofisticate capacità sensoriali, motorie e proto-cognitive, per cui elementari processi di attenzione, memoria e apprendimento, risultano possibili già a partire dal 5° mese (Della Vedova, A., Imbasciati, A. 1998; Manfredi, P., Imbasciati, A. 2004). Sì è dunque cominciato ad indagare l'insieme di variabili ambientali che possono modulare lo sviluppo psichico fetale, dal momento che studi neuroembriologici (Gottlieb, G. 1976; Previc, F. H. 1991) documentano come il tipo di esperienza condizioni lo strutturarsi del sistema nervoso e la micromorfologia del cervello fetale. Anche nell'uomo diversi studi (De Casper, A.l., Fifer W. P. 1980; Hepper, 1988) documentano come, mentre il cervello fetale si struttura, la mente fetale "in nuce" esperisce ed apprende.La relazione gestante-feto viene concettualizzata attualmente come >>>



