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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
BILANCIO DEL CARBONIO NEL SUOLO, SISTEMI COLTURALI, SEQUESTRO CO2, ESPERIMENTI DI LUNGO PERIODO, QUALITÀ DELLA SOSTANZA ORGANICA

Influenza della gestione dell’agroecosistema sull’evoluzione quanti-qualitativa della sostanza organica del suolo e potenzialità di sequestro di CO2 in sistemi agrari di pieno campo.

Università degli Studi di Padova
Abstract
L'incremento del sequestro di carbonio nei suoli agricoli è auspicabile sia come sistema per il contenimento dell'incremento della concentrazione di CO2 atmosferica che per la sostenibilità nel lungo termine dei sistemi agricoli attuali. Per impostare una procedura corretta per la stima dei flussi e dei contenuti di carbonio organico del suolo, si devono avere informazioni precise sulle potenzialità di diversi tipi di terreni e di ordinamenti aziendali. Queste informazioni sono oggi scarsamente disponibili e tale carenza, insieme a problemi metodologici, costituiscono limiti e vincoli alle quantificazioni della dinamica del carbonio nel suolo. Il serbatoio di carbonio nel terreno è molto grande e piccoli cambiamenti percentuali sono difficili da valutare, anche se a lungo termine possono essere significativi. Un'analisi corretta del sistema è quindi possibile solo accoppiando a misure puntiformi di breve periodo l'analisi di sistemi complessi che presentino un elevato grado di stabilità degli effetti. Le prove di lungo periodo sui sistemi colturali si prestano particolarmente a quest'ultimo tipo di analisi, rappresentando una base essenziale per la corretta valutazione del potenziale di sequestro di C.
Le conoscenze scientifiche sui sistemi allo studio vanno poi inserite in un contesto modellistico, che permetta di ottenere delle stime affidabili della loro dinamica, e sviluppate in approcci territoriali per la pianificazione e la gestione >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Berti Università degli Studi di PADOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il considerevole aumento della CO2 e di altri gas serra nell'atmosfera sta creando notevoli preoccupazioni a livello Mondiale. Questo incremento è stato notevolmente accelerato dall'industrializzazione e dal conseguente incremento dell'uso di combustibili fossili. Anche l'agricoltura è stata una fonte di CO2 per l'atmosfera: l'espansione agricola ha causato una riduzione delle superfici boscate e tecniche agronomiche improntate a lavorazioni del terreno relativamente intense hanno favorito l'ossidazione della sostanza organica del suolo (SOM).
L'adozione di tecniche che permettano di incrementare la SOM in terreni impoveriti e di conservare i livelli esistenti nelle situazioni più favorevoli sono quindi auspicabili sia dal punto di vista della conservazione della fertilità dei suoli che per favorire l'immobilizzazione di parte della CO2 atmosferica.
Il progetto mira a quantificare il contributo di scenari Italiani agricoli al sequestro del carbonio nei terreni agricoli.
Una procedura corretta per la stima dei flussi e dei contenuti del serbatoio di carbonio organico del suolo (COS) dei terreni Italiani richiede una serie di informazioni sull'area coltivata e stime relative ai diversi tipi di terreni e di ordinamenti aziendali. Queste informazioni sono oggi scarsamente disponibili e tale carenza, insieme a problemi metodologici, costituiscono limiti e vincoli alle quantificazioni esposte precedentemente >>>

Risultati parziali attesi
ll progetto presenta caratteri di attualità, innovazione e ottime possibilità di ricaduta pratica dei temi affrontati. Esso infatti affronta la tematica del controllo della CO2 atmosferica, puntando a valutare le potenzialità dei sistemi agricoli sia con misure dirette che tramite lo sviluppo e la taratura di sistemi modellistici che tengano conto delle particolarità dell'ambiente Italiano. Le potenzialità dei sink agricoli Italiani sono ancora poco esplorate, e, vista la relativamente lenta dinamica temporale delle modificazioni della sostanza organica del suolo, la loro valutazione richiede un'analisi comparata dei risultati ottenuti in prove di lungo periodo. Il progetto è quindi finalizzato a porre in rete le principali prove di questo tipo, in modo da consentire un'analisi congiunta dei risultati ottenuti. E' da sottolineare che le U.R. partecipanti al progetto sono distribuite su tutto il territorio nazionale, permettendo di effettuare valutazioni sia in ambienti più temperati della Pianura padana, che nelle aree litoranee ed interne del Centro Italia e in zone più aride del Sud Italia. Anche i sistemi colturali considerati sono assai vari, costituendo un validi campione delle realtà agricole Italiane.
Dato che il processo di sequestro di C è tipicamente di medio-lungo periodo (20 anni e più per il raggiungimento di un nuovo equilibrio), è essenziale approfondire la conoscenza dei principali meccanismi che regolano la dinamica ed il turn-over >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Quale paese firmatario del United Nation Framework on Climate Change (UNFCCC), l'Italia ha aderito al programma di contenimento delle emissioni di gas serra. Una riduzione nelle emissioni nette può essere ottenuta riducendo il rilascio dei gas ad effetto serra e/o aumentando i sink di carbonio (il carbonio sequestrato nelle biomasse forestali (articolo 3.3) o nei suoli (articolo 3.4).
Ancora durante la COP6 nel luglio 2001 a Bonn l'Italia ha inoltre aderito alla ratifica di tale protocollo che prevede di poter contabilizzare i sink derivanti dalle misure di gestione forestale (3.3) fino ad un massimo di 0.18 Mt/y e quelli derivanti dalla gestione agricola dei suoli (3.4) in maniera illimitata.
Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica nel 2002 ha suddiviso gli interventi per la riduzione delle emissioni in 3 macro-gruppi, indicando un potenziale di riduzione delle misure da attuare in campo agricolo e forestale pari a 10.2 Mt CO2 eq. In particolare, il Programma di Implementazione Nazionale del Protocollo di Kyoto prevede esplicitamente l'adozione di programmi e iniziative per l'aumento e la migliore gestione delle aree forestali e boschive, il recupero di territori abbandonati, la protezione del territorio da rischi di dissesto e desertificazione, nonché ulteriori misure da definire, miranti all'assorbimento dell'anidride carbonica Ciononostante, ad oggi non sono ancora state implementate azioni reali per >>>