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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze biologiche
Classificazione brevettuale
- PHYSICS
- CONTROLLING; REGULATING (specially adapted to a particular field of use, see the relevant place for that field, e.g. A62C37/00, B03B13/00, B23Q)
- CONTROL OR REGULATING SYSTEMS IN GENERAL; FUNCTIONAL ELEMENTS OF SUCH SYSTEMS; MONITORING OR TESTING ARRANGEMENTS FOR SUCH SYSTEMS OR ELEMENTS (fluid-pressure actuators or systems acting by means of fluids in general F15B; valves per se F16K; characterised by mechanical features only G05G; sensitive elements, see the appropriate subclass, e.g. G12B, subclass of G01, H01; correcting units, see the appropriate subclass, e.g. H02K)
- NUCLEAR PHYSICS; NUCLEAR ENGINEERING
- NUCLEAR POWER PLANT (electric or magnetic analogue computers, e.g. simulators, for nuclear physics G06G7/54)
- CONTROLLING; REGULATING (specially adapted to a particular field of use, see the relevant place for that field, e.g. A62C37/00, B03B13/00, B23Q)
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Parole Chiave
CONSERVAZIONE EX SITU, FLORA ITALIANA MINACCIATA, DIVERSITÀ GENETICA, BANCA DEL GERMOPLASMA, BANCA DATI"Conservazione ex situ e caratterizzazione tassonomica, ecofisiologica e genetica di specie minacciate della flora spontanea italiana"
Università degli Studi di PalermoAbstract
La costituzione nel 2005 di una rete italiana delle banche del germoplasma per la conservazione ex situ delle piante spontanee della flora italiana (RIBES), i cui nodi sono rappresentati prevalentemente da orti botanici, si pone tra gli obiettivi la conservazione della flora spontanea a rischio di estinzione e l’adozione di metodologie comuni atte a favorire non solo gli scambi d’informazione ma anche la condivisione di obiettivi e lo svolgimento di azioni coordinate in sintonia con analoghi progetti internazionali.La collaborazione tra le unità condurrà all’ottimizzazione delle procedure per il miglioramento delle conoscenze nel settore della conservazione della diversità vegetale. I risultati della collaborazione porteranno all’adozione di direttive comuni, coerenti con gli obiettivi dell’Unione Europea e all’elaborazione di politiche di sviluppo del territorio che siano rispettose della conservazione della biodiversità.
Il presente progetto propone la conservazione ex situ delle specie rare e minacciate italiane, sia come collezione di semi che di piante in campo e costituisce una progetto pilota utilizzabile per la conservazione in situ ed ex situ di altri taxa. Partendo dalle osservazioni in natura saranno analizzate tutte le tappe che conducono alla conservazione e al mantenimento della diversità genetica in una collezione, affrontando la problematica della conservazione ex situ con approccio olistico. Questo approccio prevede sinergie professionali >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco Maria Raimondo Università degli Studi di PALERMOObiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo del progetto si colloca nell’ambito degli accordi internazionali che hanno avuto inizio con la Convenzione di Rio de Janeiro (1992) ed è coerente con le convenzioni sulla biodiversità e le priorità europee di costituire e sviluppare ricerche ecologiche per la conservazione degli elementi più importanti della biodiversità. In considerazione che fattori antropici e condizioni bioclimatiche costituiscono una minaccia ambientale limitante per la rigenerazione dei sistemi naturali, il presente studio assume particolare significato nel Mediterraneo dove si concentra la maggiore biodiversità europea.Il ruolo centrale dell'Italia nella conservazione della biodiversità all’interno dell'area del bacino del Mediterraneo è riconosciuto a livello internazionale, ed è evidenziato dalla presenza di due dei dieci hotspot di biodiversità di quest'area (Médail & Quézel, 1997; Médail & Quézel; 1999; Casazza et al., 2005): rispettivamente le Alpi Marittime e Liguri e le isole del Tirreno (Sicilia e Sardegna). Inoltre, nelle regioni insulari sono presenti i 2/3 degli endemismi italiani. L'Italia non è stata adeguatamente monitorata anche se per la notevole varietà ambientale e biogeografica si pone fra i paesi europei più ricchi di biodiversità e, quindi, gli aspetti della conservazione sono particolarmente importanti anche sotto il profilo della ricerca scientifica. Su questa base la scelta delle specie prioritarie per le quali occorrono >>>
Risultati parziali attesi
I risultati della ricerca nel complesso accresceranno le conoscenze nel campo della biologia della conservazione di specie rappresentative della flora italiana minacciata, fornendo gli strumenti di base per l’adozione di direttive comuni di conservazione e coerenti con gli obiettivi dell’Unione Europea. Essi, inoltre, consentiranno la pianificazione di politiche di sviluppo del territorio nel rispetto della tutela e della valorizzazione della biodiversità vegetale in ambito globale.In particolare, i risultati attesi dal progetto sono qui di seguito riassunti:
a) definire i criteri di priorità per la selezione delle popolazioni minacciate sulla base della variabilità ecologica degli habitat, delle caratteristiche delle popolazioni, del valore biogeografico dei taxa, della biologia della riproduzione e della stima della diversità genetica;
b) creare il cuore della collezione per i generi Brassica, Centaurea, Dianthus, Ferula, Helichrysum e Pyrus, da utilizzare come modello applicabile successivamente ad altri taxa;
c) delineare le caratteristiche ecofisiologiche di alcune specie selvatiche dei generi Brassica, Centaurea, Carex, Malcolmia, Bidens, Crypsis e Cyperus mantenute ex situ, stimandone la capacità funzionale, il ritmo fenologico, la soglia di tolleranza alle variazioni ambientali per pianificare correttamente le azioni di reintroduzione in natura.
d) stabilire il grado di diversità genetica delle collezioni dei diversi taxa indagati >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Alla base del problema della conservazione delle piante sta la mancanza di conoscenza delle specie minacciate e anche della loro reale distribuzione e localizzazione. Si stima che attualmente circa 30.000 specie di fanerogame, corrispondenti al 10% del totale, sia prossima all’estinzione. L’interesse per questa problematica riguarda il contingente di specie endemiche o rare, al quale spesso appartengono anche i parenti selvatici delle piante coltivate. Secondo autorevoli rapporti, esiste in Europa un contingente di oltre 2000 taxa specifici e intraspecifici minacciati di cui una buona parte è imparentata con le piante coltivate (Heywood & Zohary, 1995). Questa problematica, nel contesto europeo ha suscitato interesse e i risultati di dibattiti dedicati, organizzati sotto gli auspici del Consiglio d’Europa (Valdés, Heywood, Raimondo & Zohary, 1997) costituiscono una documentazione fondamentale per la salvaguardia dei progenitori selvatici.Nella logica della conservazione non c’è soltanto la protezione delle specie, ma anche l’obiettivo di garantire l’esistenza di un numero accettabile di genotipi e di combinazioni genetiche. L’ammontare della variabilità genetica all’interno di una specie determinerà la sua abilità di rispondere a breve termine (capacità adattative) e a lungo termine (potenziale evolutivo) ai cambiamenti ambientali. Tuttavia, quando si stabiliscono le strategie di conservazione, la diversità intraspecifica è spesso tralasciata, perch >>>



