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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Parole Chiave
DE BENEFICIIS, COMMENTO TEMATICO, DONO, PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE, MODELLI ETICI E IDEOLOGICIBenefattori e beneficati. Per un commento tematico al de beneficiis di Seneca
Università degli Studi di PalermoAbstract
Il progetto qui presentato mira a dotare il “de beneficiis” di Seneca di un commento tematico, e dunque organizzato intorno alle molteplici problematiche che attraversano l’opera. Il trattato necessita infatti di un’interpretazione puntuale che consenta una revisione del suo senso complessivo e una sua più adeguata collocazione nell’ambito della produzione filosofica senecana. Si tratta di un’operazione importante per ragioni di immediata evidenza: in primo luogo perché al “de beneficiis” manca un simile strumento di corredo, essenziale per restituire al testo centralità e circolazione sia nell’ambito degli studi di settore sia nel più vasto dibattito culturale contemporaneo, che manifesta notevole interesse nei confronti di tematiche quali lo scambio di prestazioni e le relazioni che queste innescano. In secondo luogo, un commento tematico appare, allo stato attuale degli studi, la modalità di indagine più adeguata per riannodare intorno ad un testo di rilevante complessità ‘reti’ di questioni che attraverso il tempo sono state affrontate, o che, per contro, sono state fin qui ignorate.La concreta sperimentazione- attuata nel seminario conclusivo del PRIN 2004 (Marsala, 19-22 ottobre 2006)- di una prassi critica in grado di integrare sinergicamente le prospettive teoriche delle tre Unità di ricerca, ha fornito una significativa verifica in ordine all’effettiva possibilità di costruire uno strumento esegetico innovativo, utile a riaprire il dibattito sul >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giusto Picone Università degli Studi di PALERMOObiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo finale di questo programma di ricerca è la stesura di un commento che valorizzi, attraverso un approccio ‘plurale’, realizzato cioè mediante strumentazioni disciplinari differenziate, gli esiti scientifici degli studi fin qui condotti. Esso dovrà in primo luogo configurarsi come strumento utile a migliorare l’intellegibilità del “de beneficiis” nell’ambito specifico della produzione senecana e degli studi di antichistica in generale, dal momento che si tratta di un’opera che nel tempo è stata oggetto di attenzione discontinua e di interesse incostante. D’altro canto, lo stato dell’arte e gli esiti dei lavori condotti nel corso del PRIN 2004 inducono a ritenere che il trattato senecano, proprio per la sua riconosciuta complessità strutturale e argomentativa, debba ricevere finalmente una considerazione adeguata al suo valore superando le prospettive parziali o, al contrario, troppo ‘larghe’ e generiche che hanno in passato spesso condizionato ogni tentativo di fornire dell’opera un’interpretazione complessiva. Crediamo che tale risultato possa essere raggiunto ancorando intorno al testo una serie di griglie tematiche che lo rendano leggibile e interpretabile; l’organizzazione di un commento di tipo tematico sarà infatti funzionale a gettare luce sullo spessore complesso del beneficium nel mondo romano e sulle permanenze e modificazioni entro la relazione fra benefattore e beneficato che il trattato lascia emergere. Molto più che un commento continuo di tipo >>>Risultati parziali attesi
Il “de beneficiis” è un trattato lungo e complesso. La messa a punto di un commento che intrecci interpretazioni sul versante dei modelli letterari, etici e ideologici a ipotesi per la ricostruzione antropologica del modello di scambio proposto da Seneca, ad approfondimenti pragmatici della ritualità del beneficium e dell’interazione che lo struttura, mira a conseguire risultati che appaiono degni di nota per molte ragioni. In primo luogo la ricerca colmerebbe una evidente lacuna nella letteratura secondaria, rendendo finalmente disponibile uno strumento di corredo indispensabile per l’intellegibilità e per l’esegesi dello scritto senecano; in secondo luogo, proprio per la sua natura tematica e per l’approccio ‘plurale’ alle questioni discusse, il commento conferirebbe spessore storico e assicurerebbe spazio adeguato alla riflessione critica su problematiche cui il dibattito culturale contemporaneo è particolarmente sensibile, come il tema del dono, della diseguaglianza e del modello di società su di essa costruito, delle terapie possibili delle relazioni interpersonali, delle logiche paradossali.Occorre inoltre aggiungere che la scelta della stesura di un commento tematico comporta l’attivazione di strategie operative coerenti e di innegabile interesse proprio sul piano specifico della sperimentazione: è difatti evidente che la ricerca, per realizzarsi compiutamente, deve eleggere il confronto e l’interazione quali modalità necessarie per un’interpretazione >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il “de beneficiis” è tra gli scritti senecani meno studiati e manca tuttora di un commento continuo. Tale lacuna va addebitata da un lato alla sua mole e alla sua complessità, dall’altro al persistente pregiudizio che individua nel trattato una mera riproposizione della dottrina stoica sui benefici, ponendo l’accento sulla sua presunta natura di opera disorganica, asistematica, filosoficamente poco coerente, connotata prevalentemente in senso retorico.La tradizione di studi sul “de beneficiis” si è sviluppata intorno ad alcune grandi questioni: in primo luogo quelle di carattere testuale, a partire dall’edizione critica di Préchac 1926-27 (Alexander 1934, 1937, 1950; Axelson 1933, 1939; Mazzoli 1974 e 1977). In secondo luogo, la letteratura critica ha privilegiato la ricerca delle fonti filosofiche greche; agli interrogativi posti da un’indagine sui possibili modelli hanno provato a rispondere Fowler 1886, Sonntag 1913, Giusta 1964-1967. Di fatto, esiste una sola monografia che abbia tentato di offrire, oltre che una ricognizione sistematica della Quellenforschung e delle questioni filologiche, un’interpretazione globale del trattato, e si tratta di Chaumartin 1985.
Negli ultimi anni nuovi approcci al “de beneficiis” sono stati tentati soprattutto da studiosi dell’area anglosassone e francese. Inwood 1995 e Griffin 2003 hanno valorizzato le questioni relative alle pratiche culturali dello scambio nel testo senecano, mettendone in luce gli aspetti etici e >>>



