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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Arte al servizio del potere. Modelli celebrativi di committenza negli Stati italiani tra tardo Medioevo ed età moderna

Università degli Studi di Firenze
Abstract
Il presente progetto intende riallacciarsi e sviluppare la ricerca intitolata "Arte e politica: celebrazioni pubbliche e private. Casi esemplari, tipologie e confronti", finanziata dal PRIN 2005 e condotta dalle medesime unità di ricerca (cui ora si aggiunge quella dell'Università di Firenze). Le precedenti indagini avevano messo a fuoco una serie di importanti casi di intreccio tra arte e politica in alcune corti rinascimentali italiane. Partendo dai cospicui risultati raggiunti, gran parte dei quali già pubblicati sotto forma di saggi, articoli e relazioni a convegni internazionali, lo scopo che oggi ci prefiggiamo è di ampliare ulteriormente il raggio d'indagine, sia da un punto di vista cronologico (dal tardo Medioevo all'età barocca), che territoriale, analizzando casi di committenza con spiccate finalità politiche e celebrative che abbiano come sfondo contesti e situazioni istituzionali significativamente differenziate tra di loro. Teatro di tali episodi di mecenatismo artistico sono, infatti, tre grandi corti signorili che fecero della committenza artistica uno dei loro maggior vanti e punti di forza (la Napoli angioina ed aragonese, la Firenze medicea e la Ferrara estense), ma anche la corte pontificia, con le sue ben note peculiarità che ne fanno un caso a parte ricco di implicazioni politico-religiose, ed infine Genova, che ci offrirà l'occasione di analizzare modelli di committenza politico-celebrativa alternativa in quanto svoltasi >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Pinelli Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di indagare una serie di casi esemplari di rapporto tra arte e potere, che oltre ad essere significativi ed interessanti di per sé si prestano a vagliare differenti tipologie e modelli di committenza a sfondo politico-celebrativo. Tra i risultati che intendiamo perseguire riveste un particolare rilievo l'elaborazione e l'affinamento di un metodo d'indagine, capace di chiarire quali siano i principali meccanismi che regolano il complesso rapporto tra arte e potere, saggiando alcune ipotesi su questioni di fondo riguardanti la genesi stessa e lo statuto dell’opera d’arte. In particolare, ci proponiamo l'obbiettivo di verificare in concreto, attraverso esempi particolarmente calzanti e indagati in profondità, la disponibilità dell'opera d'arte a veicolare i più disparati messaggi ideologici e politici, mettendo al servizio del committente un’ambiguità semantica che le consente di riciclarsi e mutare di segno politico, adattandosi a contesti e finalità sempre mutevoli. In questo quadro, intendiamo anche mettere a fuoco il ruolo svolto dai programmi iconografici - e dunque dai consulenti che erano chiamati a svolgere un ruolo di mediazione tra i desideri del committente e l'attività degli artisti - nell’esplicitare ciò che lo stile, ovvero il linguaggio delle forme, si limita ad adombrare in modo ambiguo e, in ultima istanza, reversibile.

Risultati parziali attesi
Dalla ricerca ci attendiamo risultati concreti in termini di analisi e di approfondimento di singoli casi esemplari di committenze artistiche a fini celebrativi e politici, ma anche l'abbozzo di un'ampio ventaglio tipologico di tali modelli di committenza e un affinamento sul piano metodologico delle modalità di indagine in questo genere di studi storio-artistici. In molti casi il grosso del lavoro troverà sbocco in una catalogazione informatica di corpus di opere d'arte e di fonti archivistiche e letterarie destinata a successivi ampliamenti e messa a disposizione degli studiosi attraverso la rete. Ma i risultati più corposi della ricerca saranno pubblicati in saggi e studi specifici o verranno comunicati nell'ambito di convegni nazionali e internazionali, al fine di far avanzare le conoscenze in un campo tanto fertile quanto ancora poco battuto dalla storiografia artistica.
Se saranno sufficienti i fondi, non è esclusa l'organizzazione, a ricerca conclusa, di un convegno internazionale, in cui illustrare i risultati del lavoro svolto e confrontarsi con studiosi di diversa nazionalità sui metodi d'indagine e le implicazioni teoriche degli studi sul rapporto tra arte e potere politico.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Negli ultimi decenni, gli studi storico-artistici hanno sviluppato una maggiore attenzione nei confronti del rapporto tra le opere d'arte e il contesto storico-sociale che le ha prodotte, dando vita a ricerche di notevole livello sui rapporti tra artisti e potere. Un testo pionieristico in tal senso è il saggio di Hugh Trevor-Roper, "Principi e artisti mecenatismo e ideologia in quattro corti degli Asburgo (1517-1633)" (Torino,1980), opera di un grande storico dell’età moderna e contemporanea, che tuttavia denuncia qualche limite proprio nell'affrontare la specificità del messaggio figurativo. Tra le indagini più acute nell'approfondimento del nesso arte/politica vanno senz'altro ricordate quelle condotte da Francis Haskell sul mecenatismo artistico nel XVII, XVIII e XIX secolo("Mecenati e pittori. L'arte e la società italiane nell'età barocca, (London, 1963) 3. ed. ital., Torino, 2000; "Arte e linguaggio della politica e altri saggi", Firenze, 1978), mentre per venire a pubblicazioni più recenti merita senz'altro un posto di rilievo il riesame di uno dei casi apparentemente più noti e sviscerati, quello della Firenze medicea quattrocentesca, pubblicato da Francesco Caglioti, responsabile della nostra Unità di ricerca dell'Università di Napoli (Francesco Caglioti, "Donatello e i Medici: storia del David e della Giuditta, Firenze, 2000). A questi titoli, vanno aggiunti studi di carattere generale sul nesso >>>