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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Parole Chiave
DIRITTO COMMERCIALE, IMPRESA E TUTELE SPECIALI, PRIVATE ENFORCEMENT, SANZIONI PRIVATEEnforcement ed effettività delle tutele nel diritto commerciale
Università degli Studi di CataniaAbstract
Il progetto di ricerca intende indagare sulla materia delle tutele speciali dei diritti nell'ambito del diritto commerciale, considerando sia i meccanismi di autotutela e di risoluzione dei conflitti per via non giurisdizionale, sia le ipotesi in cui viene affievolita la tutela giurisdizionale di interessi contrapposti a quelli dell'impresa.L'ipotesi di studio è che, attualmente, nei sistemi economico-giuridici dei Paesi dell’Unione, come peraltro in tutti quelli avanzati, la tutela giurisdizionale ordinaria è spesso inadeguata nella materia commerciale in ragione dei suoi tempi, del suo costo, e della sua insufficiente dimestichezza con la cultura dell'impresa. Pertanto, talvolta, i diritti che sorgono intorno all'impresa ottengono una tutela peculiare.
Lo studio vuol sottoporre a verifica questa ipotesi in diverse prospettive. Esse sono sì distinte, ma tutte accomunate dall’obiettivo di conseguire con particolare efficacia la tutela delle situazioni giuridico-soggettive relative al mondo dell’impresa, e segnatamente:
a) Esistenza di una tutela privata più efficace di quella giurisdizionale.
b) Attribuzione del compito di risolvere il conflitto relativo all’impresa ad un’autorità non giudiziaria o all’autorità giudiziaria in sede volontaria giurisdizione, piuttosto che in sede giurisdizionale.
c) Indebolimento della tutela giurisdizionale ordinaria.
È previsto il coinvolgimento nel >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Vincenzo Di Cataldo Università degli Studi di CATANIAObiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone in particolare di raggiungere i seguenti obiettivi finali:- censire i casi nei quali sono previste soluzioni non giurisdizionali per conflitti riguardanti il mondo degli affari;
- individuare le ragioni di tale fenomeno, anche sulla base della ricostruzione storica e soprattutto comparata.
- valutarne i costi e i benefici.
- individuarne i limiti che non è consentito superare, anche per ragione delle regole della Costituzione;
- prospettarne gli sviluppi.
Risultati parziali attesi
I risultati attesi dalla ricerca sono i seguenti:1)aggiornamento scientifico all'estero dei soggetti partecipanti al programma
2)pubblicazione di monografie e saggi sugli argomenti indicati nel programma di ricerca
3)organizzazione di convegni e seminari da tenersi in Italia, anche con relatori stranieri, su alcuni dei punti indicati nel programma di ricerca.
Il progetto mira all’avanzamento delle conoscenze in ordine alle ragioni profonde del fenomeno della tutela sia non giurisdizionale sia giurisdizionale, ma affievolita, nella soluzione dei conflitti riguardanti il mondo degli affari.
La ricerca trova anche notevoli potenzialità applicative anzitutto, “de iure condito”, nell’individuazione dei limiti che non è consentito superare nella disciplina del fenomeno esaminato, pure in ragione delle regole della Costituzione, con incisive ricadute nell’interpretazione sistematica degli istituti coinvolti.
Di non minore interesse appare, poi, “de iure condendo”, la prospettazione dei possibili sviluppi normativi del fenomeno nell’ordinamento italiano rispetto ai sistemi stranieri, anche in una logica di concorrenza fra gli ordinamenti nel perseguimento della migliore ed efficiente tutela dei diritti d’impresa
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Unità I –Nel campo del diritto della concorrenza, è ormai consolidata la convinzione secondo cui un efficace sistema repressivo dei comportamenti anticoncorrenziali delle imprese deve avvalersi di un mix di strumenti pubblicistici e di strumenti privatistici.
Non hanno trovato accoglimento, infatti, né la tesi estremistica che afferma l’assoluta centralità del private enforcement, che – opportunamente incentivato – potrebbe da solo assicurare la repressione piena ed efficace di tutti gli illeciti, né la tesi non meno radicale che sostiene che l’azione pubblica potrebbe risultare sufficiente a garantire il raggiungimento di un livello ottimale di effettività dei precetti antitrust.
In Europa, dove il peso del public enforcement è stato sempre storicamente prevalente, l’idea di incentivare il ricorso agli strumenti di tutela privatistici è maturata a partire dal riconoscimento di alcuni limiti intrinseci dell’attività di public enforcement, che è per sua natura selettiva, e che, anche quando perviene alla scoperta degli illeciti, affida la loro repressione esclusivamente al meccanismo dell’imposizione di una sanzione pecuniaria, che spesso rischia di rivelarsi ineffettivo, in quanto l’importo dell’ammenda può essere anche sensibilmente inferiore al profitto ricavato dall’autore dell’illecito.
Di qui, l’aspirazione alla costruzione di un sistema di antitrust enforcement che, senza negare il ruolo centrale svolto dall’azione pubblica (che ci si >>>



