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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Parole Chiave
PREVIDENZA COMPLEMENTARE, FONDI PENSIONE, CONTRATTO COLLETTIVO, EUROPA, ITALIALE FONTI NORMATIVE E NEGOZIALI DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE IN EUROPA
Università degli Studi di MilanoAbstract
UNIMIBenché la vicenda normativa della previdenza complementare abbia seguito itinerari storici e sistematici molto eterogenei, si registrano, negli anni recenti, una parziale convergenza degli indirizzi di policy nazionali e forti assonanze negli items che caratterizzano i dibattiti politico-legislativi nazionali.
Ciò ha dato impulso agli studi di taglio comparato: escludendo gli studi economici, si è trattato, soprattutto, di indagini di natura politologico-istituzionale, focalizzate sulla modellistica inerente ai rapporti tra la previdenza complementare e quella pubblica di base; mentre la comparazione giuridica ha mantenuto un taglio prevalentemente descrittivo.
La piena maturità e il primario rilievo raggiunti dalla previdenza complementare nei diversi ordinamenti, rendono oggi possibile ricalibrare l’indagine comparata, mettendo a fuoco le molteplici problematiche giuridiche che accompagnano la previdenza complementare nei diversi Paesi, con il grado di analiticità corrispondente alla complessità delle questioni quotidianamente affrontate dagli operatori del settore.
Il criterio ordinatore adottato per condurre l'indagine è quello del sistema delle fonti: s'intende studiare, in prospettiva comparata, i problemi teorico-sistematici ed esegetico-applicativi sollevati dalla dinamica delle fonti regolative della previdenza complementare.
L’indagine è condotta su tre livelli.
Viene svolta, innanzi tutto >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Armando Tursi Università degli Studi di MILANOObiettivo del Programma di Ricerca
La definizione degli obiettivi finali di questa ricerca è strettamente collegata allo “stato dell’arte” (v. punto 12): essa muove infatti dalla convinzione,comune a tutti i ricercatori coinvolti, che la previdenza complementare abbia ormai raggiunto un grado di maturità e un’importanza tale nei diversi Paesi europei, da rendere possibile una comparazione giuridica che non si limiti alla descrizione dei diversi sistemi, come è in larga prevalenza accaduto fino a oggi, ma si spinga in profondità nell’analisi dei problemi esegetico-interpretativi e applicativi.Questa convinzione si basa altresì sulla constatazione di una significativa assonanza dei temi e dei problemi che circolano sia in ambito nazionale che in ambito comunitario, com’è del resto confermato dal tentativo in atto, da parte della Comunità Europea, di assumere un ruolo di orientamento dei processi di riforma dei sistemi di welfare, attraverso gli strumenti della soft law e del metodo aperto di coordinamento.
I ricercatori impegnati nel progetto sono, peraltro, consapevoli che non è dato ricostruire un quadro unitario di un inesistente “modello europeo” di previdenza complementare; né questo può essere l’obiettivo di una ricerca comparata.
La comparazione, però, può servire ottimamente a fornire linee guida e suggerimenti utili sia per una migliore focalizzazione dei problemi e individuazione dei rimedi, sia per ricostruire i sistemi nazionali in maniera coerente con le policies c >>>
Risultati parziali attesi
I risultati attesi dalla ricerca sono molteplici, molteplici essendo gli obiettivi della medesima.Obiettivo centrale della ricerca essendo quello della focalizzazione di problemi comuni, del raffronto tra i rimedi adottati o in discussione nei diversi contesti esaminati, della verifica della loro capacità di circolazione e adattamento all’interno dei sistemi nazionali, e in particolare all’interno del sistema italiano di previdenza complementare, i risultati attesi non potranno che essere così riassumibili:
a) la messa a punto di una griglia di temi e problemi, in materia di previdenza complementare, comuni a molti, se non a tutti i Paesi europei esaminati;
b) la individuazione di un set di possibili rimedi, di natura non necessariamente legislativa, ma anche, in ipotesi, contrattuale, giudiziale, amministrativa, di cui sia possibile valutare, da un lato, l’efficacia nei Paesi che li hanno adottati, e dall’altro, l’esportabilità e l’efficacia potenziale in altri Paesi.
Con particolare riferimento alla prospettiva di analisi qui adottata, che è quella del sistema delle fonti, ci si aspetta, per esempio, di ottenere utili suggerimenti, de iure condito o de iure condendo, anche sul piano dell’ordinamento italiano, su problemi che, esemplificativamente, possono così individuarsi:
- l’obbligatorietà o la volontarietà dell’adesione alla previdenza complementare;
- la libertà di scelta della forma pensionistica complementare;
- i >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Benché quello della previdenza complementare sia diventato un item centrale nel dibattito politico-scientifico europeo, registrandosi, negli anni recenti, perfino una parziale convergenza degli indirizzi di policy nei diversi Paesi europei; e benché si registri, al livello sopranazionale, un crescente impegno riformatore delle istituzioni comunitarie, basato, da ultimo, sull’esigenza di guidare i processi nazionali di riforma del welfare attraverso gli strumenti della soft law, devono riscontrarsi, sul piano scientifico, almeno due lacune.In primo luogo, si riscontra una carente sistematizzazione della ormai ampia produzione normativa comunitaria. Ciò, però, è imputabile alla asistematicità di fondo dell’approccio comunitario, mosso da esigenze e da basi giuridiche plurime ed eterogenee.
La lacuna più rilevante, in realtà, è dunque quella che si registra sul versante comparato, dove i numerosi studi disponibili sono per lo più accomunati dalla impostazione prevalentemente politologico-istituzionale, che li porta a focalizzare la modellistica inerente ai rapporti tra la previdenza complementare e quella pubblica di base, senza penetrare nei molteplici problemi giuridico-esegetici sollevati dalla previdenza complementare, con il grado di analiticità corrispondente alla complessità delle questioni quotidianamente affrontate dagli operatori del settore.
Se dunque i tempi non sono maturi per impostare uno studio sistematico della previdenza complementare >>>



