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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Politica, mercato e costruzione sociale della legalità

Università della Calabria
Abstract
Oggetto di questa ricerca è studiare come avviene la costruzione e/o la de-costruzione sociale della legalità nella formazione della legittimità del potere e più specificamente nei rapporti tra politica e mercato. L’obiettivo è quello di individuare, nei vari casi di studio e nei diversi ambiti analizzati, le cause che determinano condizioni di forza o di debolezza della credenza nella legalità. L’ipotesi che si vuole verificare (Martinelli 1998) fa riferimento agli studi sulla modernizzazione politica e in particolare agli studi sulla modernizzazione variabile di Eisenstadt (1974, 1990), che sottolinea come nel quadro dei diversi percorsi di modernizzazione sociale e politica realizzatisi nel mondo, un fattore decisivo ai fini della specificazione locale dei caratteri del cambiamento è costituito dall’azione dell’èlites. Esse hanno, nei diversi settori della società, un compito insostituibile nella selezione tra tradizione e innovazione, tra fattori esogeni ed endogeni del cambiamento, ed è appunto questa opera che orienta i processi di istituzionalizzazione e di legittimazione e che produce la regolazione sociale. Un’altra prospettiva utile per la nostra ricerca sono le riflessioni di Alessandro Pizzorno sulla corruzione politica nate in concomitanza degli scandali di tangentopoli degli anni novanta e riguardanti l’eguaglianza di opportunità nel mercato politico e la trasparenza degli interessi e delle relazioni tra politica ed economia. E’ in questo contesto teorico che >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pietro Fantozzi Università della CALABRIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Nella sfera politica e istituzionale, si intende concentrare l’analisi sulla formazione e riproduzione del ceto politico regionale e locale, sulle modalità di costruzione e di raccolta del consenso nonchè sui risultati elettorali regionali dal 1970 al 2005, sui rapporti tra politica e burocrazia. La scelta del livello regionale di analisi è collegata ai processi di trasformazione istituzionale ed economica che, nel corso di questi 35 anni, hanno fatto diventare le Regioni come una istituzione fondamentale nei processi di formazione e di gestione delle politiche pubbliche, di progettazione degli investimenti e di distribuzione dei finanziamenti pubblici (in settori differenti, dalla sanità alla istruzione, dal lavoro all’ambiente e alla gestione del territorio, e in forme assai diverse, che vanno dagli interventi infrastrutturali alla programmazione urbanistica e territoriale, dal sostegno alle attività imprenditoriali agli interventi di sussidiazione, di assistenza o a quelli di natura clientelare). Pertanto, sempre di più le Regioni si sono caratterizzate come un luogo essenziale per gli scambi tra la politica e l’economia. Scambi che nelle varie parti d’Italia hanno dinamiche, attori, caratteristiche e logiche d’azione economica e istituzionale in parte comuni e in parte diversi: per esempio, quando trattasi di regioni dotate di un ricco ed esteso apparato produttivo e quindi di un’imprenditoria e un mercato almeno parzialmente autonomi dalla politica, ovvero di regioni in >>>

Risultati parziali attesi
L’ipotesi fondamentale che si vuole sottoporre a verifica fa riferimento agli studi sulla modernizzazione politica (Martinelli, 1998) e, in particolare, alla teoria della modernizzazione variabile di Eisenstadt (Eisenstadt, 1974, 1990), che sottolinea come, nel quadro dei diversi percorsi di modernizzazione sociale e politica realizzatisi nel mondo, un fattore senz’altro decisivo ai fini della specificazione locale dei caratteri del cambiamento è costituito dall’azione delle elites. Ad esse tocca, nei diversi settori della società, un compito insostituibile nella selezione tra tradizione e innovazione, tra fattori esogeni e fattori endogeni del cambiamento, ed è appunto quest’opera che, in larga misura, orienta i processi di istituzionalizzazione e di legittimazione e che produce la regolazione sociale. E’ in questo contesto teorico che, in cinque regioni dell’Italia contemporanea che la attraversano dall’estremo Nord, la Lombardia, fino all’estremo Sud, la Sicilia, intendiamo verificare se le elites con le loro credenze e le loro condotte sono capaci o incapaci di produrre regolazione e legalità. A tale proposito, l’ipotesi generale è arricchita dalle riflessioni proposte da Alessandro Pizzorno già all’inizio di questa lunga fase di transizione politica, allorché, nella prima metà degli anni novanta, sono esplosi gli scandali di tangentopoli che hanno evidenziato tanti casi di corruzione politica e il collegamento di una parte di essi con la criminalità organizzata. Per cui >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell’Italia contemporanea si registrano complessi e mutevoli rapporti tra la politica, il mercato economico ed i processi di costruzione sociale della legalità (e dell’illegalità). Da più parti si osserva che il nostro paese vive ormai da oltre 15 anni una lunga e tuttora incompiuta fase di transizione politica, che coinvolge le istituzioni rappresentative, le associazioni politiche, i modelli elettorali, i sistemi regionali e locali, gli apparati amministrativi centrali e periferici, nel mentre grandi trasformazioni economiche hanno ridisegnato e ridisegnano continuamente i caratteri della produzione e del mercato economico, le molteplici interazioni interne al sistema economico e quelle che collegano il mercato alle istituzioni pubbliche e all’intera società. I cambiamenti nella sfera della produzione, nel lavoro, negli scambi e nei consumi, così come nella circolazione di uomini, merci e denaro modificano le componenti sociali e le relazioni sociali (quindi le classi, i ceti e le categorie sociali, ma anche le aree di opulenza, di benessere, di precarietà, di bisogno, di povertà), gli stili di vita e le culture. Questi cambiamenti si intrecciano e interagiscono con le dimensioni politiche (consenso, legittimazione, decisione, finanziamenti pubblici ecc.) e mettono in luce la rilevanza e l’ambivalenza del processo di produzione sociale delle norme, sul piano formale e su quello informale.
Tale processo, infatti, può orientarsi verso la manipolazione (Catanzaro >>>