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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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- 10 - Mineralogia delle fasi responsabili della mobilizzazione e rimozione di elementi contaminanti nelle aree minerarie
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Ingegneria civile e Architettura
- Area scientifico disciplinare: Scienze della terra
Classificazione brevettuale
- PHYSICS
- MEASURING (counting G06M); TESTING
- GEOPHYSICS; GRAVITATIONAL MEASUREMENTS; DETECTING MASSES OR OBJECTS (detecting or locating foreign bodies for diagnostic, surgical or person-identification purposes A61B; means for indicating the location of accidentally buried, e.g. snow-buried persons A63B29/02; investigating or analysing earth materials by determining their chemical or physical properties G01N; measuring electric or magnetic variables in general, other than direction or magnitude of the earth\'s field G01R; electronic or nuclear magnetic resonance arrangements G01R33/20; radar, sonar or analogous methods in general, detecting masses or objects involving these methods G01S)
- WEIGHING (sorting by weighing B07C5/16)
- MEASURING (counting G06M); TESTING
Classificazione geografica
- Regione: Campania
Parole Chiave
PIOGGIA, SISMA, ZONAZIONE, SUSCETTIBILITÀ DA FRANA, PERICOLOSITÀ DA FRANAAnalisi e zonazione della suscettibilità e pericolosità da frane innescate da eventi estremi (piogge e sisma)
Università degli Studi di SalernoAbstract
I fenomeni franosi sono ampiamente diffusi in tutti i continenti dove producono, con sistematicità, numerose vittime e consistenti danni economici. Le cause innescanti i fenomeni più catastrofici sono le piogge e gli eventi sismici. La riduzione del rischio da frana legato a tali cause rappresenta, quindi, una tematica di primario interesse, come riconosciuto dall’ONU che ha dichiarato “International Decade for Natural Disaster Reduction” il decennio 1990-2000, individuando nelle frane uno degli hazards naturali dalle conseguenze più gravi e ricorrenti, oltre che per le importanti interazioni con altri hazards naturali.Per quanto riguarda l’Italia, la complessità dell’assetto geologico e fisiografico lo rende il Paese europeo maggiormente suscettibile a frane, in massima parte innescate da piogge o dal sisma, con conseguenze spesso catastrofiche. Ne sono testimonianza i fenomeni occorsi a Salerno nel 1954 (319 vittime), nell’Irpinia nel 1980 (ingenti danni economici), in Valtellina nel 1987 (38 vittime) e in cinque comuni della Regione Campania nel 1998 (160 vittime). In particolare, quest’ultimo evento ha dato un forte impulso allo sviluppo di programmi di ricerca organici e sistematici per lo studio delle frane, la loro previsione e prevenzione, la valutazione e gestione delle loro conseguenze. I risultati sinora conseguiti dalla Comunità Scientifica Nazionale, pur rappresentando un notevole avanzamento delle conoscenze, necessitano di ulteriori e significativi >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Leonardo Cascini Università degli Studi di SALERNOObiettivo del Programma di Ricerca
In un panorama così variegato di movimenti franosi quale quello offerto dal territorio nazionale, i fenomeni di primo distacco innescati da piogge che coinvolgono pendii costituiti da rocce sciolte di bassa plasticità sono sicuramente quelli ai quali è attribuibile il maggior livello di rischio, in quanto la fase di innesco non è preceduta da segnali premonitori chiari in assenza di idoneo monitoraggio. Ne consegue la difficoltà di mettere a punto efficaci strategie di salvaguardia dei beni esposti anche in considerazione dei caratteri cinematici dei fenomeni che possono essere classificati da rapidi ad estremamente rapidi e che coinvolgono, in genere, ampie porzioni di territorio densamente urbanizzate. Laddove la causa innescante è rappresentata dal sisma, risultano di sicuro interesse i fenomeni di primo distacco ovvero di riattivazione, parziale o totale, che interessano volumi considerevoli di pendii in formazioni sciolte a grana fine da media ad alta plasticità.Le motivazioni alla base della Ricerca sono, quindi, legate alle gravi conseguenze, sia in termini di perdita di vita umana che di danni economici, che molto frequentemente si associano all’accadere dei predetti fenomeni franosi. Di conseguenza, la comprensione dei meccanismi fisici che ne regolano l’innesco e l’evoluzione rappresenta una tematica di grande attualità, oltre che di fondamentale importanza per la zonazione della suscettibilità e pericolosità connessa a tali fenomenologie.
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Risultati parziali attesi
I risultati attesi dalla ricerca sono molteplici e si propongono un consistente avanzamento delle conoscenze, sia di base che applicative, con ricadute importanti in un settore strategico quale è quello della Difesa del suolo e del suo corretto uso.Una descrizione dettagliata di risultati attesi non può, comunque, prescindere da un richiamo dell’obiettivo finale del progetto consistente nel fornire criteri e metodi per la zonazione della suscettibilità e pericolosità da frane innescate da piogge o sisma, alle diverse scale di rappresentazione del territorio (1:100.000 – 1:2.000). A tal fine si è segnalato, al punto 11 della presente richiesta di finanziamento, che si renderà necessario perseguire alcuni obiettivi parziali consistenti nel valorizzare, utilizzare e promuovere ricerche teoriche e sperimentali, ad alto contenuto scientifico.
Sulla base di tali obiettivi, i principali risultati attesi riguardano:
- la messa a punto di modelli costitutivi in grado di interpretare il comportamento dei terreni oggetto di studio sotto l’azione di carichi quasi-statici o ciclici;
- la formulazione di modelli numerici originali nei quali implementare i risultati degli studi teorici;
- l’individuazione di Leggi di Attenuazione Regionali dell’energia sismica, utilizzabili anche per un’eventuale rivisitazione della classificazione sismica regionale;
- la definizione di metodologie standardizzate per la zonazione della suscettibilità e >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
In riferimento al progetto per il quale si richiede il finanziamento, si ritiene che lo Stato dell’Arte debba riferirsi ad una molteplicità di aspetti, strettamente connessi alle tipologie di fenomeni (frane innescate da piogge o sisma) oggetto delle attività di studio che si intende svolgere, agli obiettivi (analisi e zonazione delle predette tipologie di fenomeni) che si intende perseguire e agli strumenti che, a tal fine, si intende utilizzare (indagini geologiche, indagini in sito e di laboratorio, studi e modelli geologici e geotecnici).Tra le fenomenologie franose innescate da eventi meteorici intensi rientrano le colate rapide di fango, caratterizzate da un’elevata distruttività e dall’assenza, in generale, di chiari segnali premonitori, soprattutto in assenza di idoneo monitoraggio. In Italia, tali fenomeni coinvolgono, sistematicamente, i depositi piroclastici della Regione Campania che ricoprono una superficie di circa 3000 kmq. In tale contesto si colloca l’area che è stata interessata, nel maggio 1998, dal contemporaneo verificarsi di circa 100 eventi di colata rapida all’interno di 25 bacini montani, caratterizzati da differente estensione, ordine gerarchico, assetto morfo-stratigrafico ed idrogeologico. A seguito di tale evento, sono stati intrapresi da parte della Comunità Scientifica numerosi studi sugli aspetti che concorrono alla zonazione della suscettibilità e della pericolosità connesse all’accadimento di fenomeni di primo distacco; si >>>



