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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
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Classificazione geografica
Parole Chiave
MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE, VIRUS HERPES SIMPLEX, PAPILLOMAVIRUS UMANO, VETTORI VIRALI, IMMUNIZZAZIONE PRIME/BOOST

Risposte innate ed adattative contro le infezioni erpetiche e papillomatose sessualmente trasmesse: nuovi approcci preventivi

Università di Pisa
Abstract
Riassunto

Le infezioni sessualmente trasmesse (sexually transmitted infection, STI) costituiscono una emergenza sanitaria globale. Nonostante il generale miglioramento delle condizioni socio-sanitarie, aumento di densità e mobilità di popolazione e cambi comportamentali e sociali hanno portato ad un continuo e progressivo aumento di incidenza delle STI al mondo. Nel periodo 1995-2000 il numero di nuovi casi di STI in Europa è più che triplicato e, mentre nei Paesi in via di sviluppo il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) è certamente il flagello più letale, nei Paesi Occidentali le STI virali più diffuse sono causate da herpes simplex (HSV) e papilloma (HPV) virus. Nella classifica generale delle STI, l'infezione HPV è al primo posto e quella da HSV genitale al quinto, davanti a HIV ed altri batteri, funghi e protozoi tipici delle STI. Negli Stati Uniti, ogni anno vi sono 6.2 milioni di nuove infezioni da HPV mentre per herpes genitale oltre un quarto della popolazione adulta è infetta (fonti CDC). Spesso l'infezione è asintomatica e non diagnosticata e quindi trasmessa inconsapevolmente ai partner. Altre volte invece l'infezione è causa di malattie con importanti sequele. Nelle infezioni sintomatiche da HSV genitale, causate dai sierotipi HSV-1 e HSV-2, si osservano invece dolore ricorrente, ulcerazioni ed aumentata suscettibilità a tumore alla cervice uterina e ad altre STI. La profilassi vaccinale è molto probabilmente l'unica >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mauro Pistello Università degli Studi di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto ha come focus lo sviluppo di strategie preventive contro le infezioni sessualmente trasmesse (sexually transmitted infection, STI) da papillomavirus umani (HPV) e virus herpes simplex (HSV). Sebbene l’incidenza di infezione da HPV, la STI più diffusa al mondo, tenderà a ridursi nel tempo grazie alla recente introduzione di un vaccino profilattico, rimane ancora aperto il problema per i soggetti già infetti da HPV ed a rischio di insorgenza per carcinoma della cervice uterina. Quest’ultimo è innescato e sostenuto dalle proteine regolatorie E6 ed E7 di HPV, verso le quali il vaccino, virus-like particle della proteina capsidica L1, non induce alcuna risposta immune specifica. Infatti, se la profilassi contro i genotipi HPV ad lato rischio tumorigenico non sembra più un problema, non vi sono al momento indicazioni certe che il vaccino possa proteggere dalla progressione neoplastica (Raffle, BMJ 335: 375-377, 2007; Schiller and Lowy, Cancer Res. 66: 10229-10232, 2006). Ancora più allarmante invece il quadro per l’herpes genitalis, causato dai sierotipi HSV tipo-1 e -2, quinto nella graduatoria mondiale delle STI, in costante aumento (Xu et al., JAMA 296: 964-973, 2006) e senza alcun vaccino profilattico efficiente.
Il progetto intende quindi approntare strategie preventive contro l’evoluzione in senso neoplastico dell’infezione da HPV e l’herpes genitale. La problematica è affrontata con due approcci: a. Sviluppo di vaccini preventivi; b. ) Identificazione e >>>

Risultati parziali attesi
Il progetto ha importanti ricadute sia in ambito profilattico che scientifico perchè offre un momento unico di confronto tra innovativi approcci preventivi applicati a due tra le infezioni sessualmente trasmesse (sexually transmitted infection, STI) più rilevanti per sanità pubblica. Oltre all’interesse cogente della tematica affrontata, importante valore aggiunto del progetto è la razionale comparazione di strategie vaccinali moderne ed utilizzate per la veicolazione degli stessi antigeni negli stessi modelli animali che verranno sfidati per la stessa via e con gli stessi preparati virali.
Ciascuna Unità di Ricerca (UR) ha proposto sistemy di delivery e criteri di profilassi che utilizza da anni e di cui ha profonda conoscenza. Non ultimo, gli animali immunizzati con i vari approcci verranno analizzati per gli stessi parametri immuno-biologici consentendo l’individuazione di potenziali correlati di protezione; confronto che è un pò mancato nella storia della vaccinazione contro il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e che forse è responsabile dei modesti risultati avuti finora (Cohen J. 2001. Shots in the Dark. Norton Press, New York, USA,).
Come ulteriore elemento qualificante, le UR collaborano assieme da anni ed hanno già avviato questo percorso comune nell’ambito del precedente PRIN 2005, di cui questo progetto rappresenta la logica continuazione. Queste collaborazioni di fatto eliminano gli inevitabili periodi di rodaggio delle fasi iniziali e >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le infezioni sessualmente trasmesse (sexually transmitted infection, STI) costituiscono un problema sempre più rilevante di sanità pubblica. Cambiamenti dello stile di vita, aumento di densità di popolazione mondiale, mobilità e promiscuità sessuale hanno certamente avuto un drammatico impatto sulla diffusione delle STI che sono in rapido e drammatico aumento. A differenza di altri agenti infettivi, ad es. virus dell’immunodeficienza umana (HIV), per il quale l’infezione si diffonde senza sosta nel soli Paesi in via di sviluppo, per papillomavirus umano (HPV) ed herpes simplex virus (HSV) il divario tra Paesi Occidentali e a basso reddito per quanto riguarda incidenza di infezione e’ molto piu’ contenuto e, sfortunatamente, livellato verso l’alto (http://www.who.int/topics/sexually_transmitted_infections/en/). Nella graduatoria mondiale delle STI, le infezioni sostenute da HPV e HSV sono rispettivamente al primo ed al quinto posto, seguite da HIV, batteri, funghi e protozoi tipici delle STI (Mims et al., Medical Microbiology, 3rd Edition, Mosby, Elsevier Science, 2004).

Il Center for Disease Control degli Stati Uniti stima che tra il 50 ed il 75% di soggetti sessualmente attivi hanno contratto infezione da HPV e che ogni anno vi sono circa 6.2 milioni di nuove infezioni (CDC: HPV-STD Infection, www.cdc.gov/std/hpv/STDFact-HPV-vaccine.htm). Sebbene la recente introduzione di un vaccino profilattico contro genotipi di HPV ad alto rischio tumorigenico ridurr >>>