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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Libertà religiosa e pluralismo giuridico nell'Europa multiculturale: paradigmi di integrazione a confronto

Abstract
La ricerca intende studiare le modalità di risposta degli ordinamenti europei al crescente pluralismo giuridico di matrice religiosa. Specifico oggetto della ricerca sarà, infatti, l’analisi delle modalità con cui le ortoprassi derivanti dai sistemi giuridici religiosi si integrano od entrano in conflitto con i sistemi normativi statali del “Vecchio continente”.
La ricerca si propone dunque di:
a) verificare la funzionalità del modello europeo di libertà religiosa a rispondere alle sfide poste dal pluralismo religioso;
b) comparare le modalità con cui tre modelli nazionali di integrazione (Regno Unito, Francia e Italia) si pongono di fronte al pluralismo religioso;
c) verificare le risposte fornite dall’ordinamento italiano alle questioni sollevate dal pluralismo religioso e valutare il potenziale di esportabilità del “modello italiano” su scala europea;
d) verificare lo specifico ruolo svolto dalla religione musulmana nel processo di pluralizzazione del sistema giuridico europeo;
e) comparare le modalità di risposta al pluralismo religioso del sistema giuridico europeo e di quello di matrice islamica.


Il modello europeo di libertà religiosa fondato sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Roma 1950) deve oggi rispondere alle questioni sollevate da forme di manifestazione del fenomeno religioso che propagandano modelli di comportamento, di organizzazione sociale e famigliare >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Alessandro Ferrari Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca intende:
a) verificare la funzionalità del modello europeo di libertà religiosa a rispondere alle sfide poste dal pluralismo religioso;
b) comparare le modalità con cui tre modelli nazionali di integrazione (Regno Unito, Francia e Italia) si pongono di fronte al pluralismo religioso;
c) verificare le risposte fornite dall’ordinamento italiano alle questioni sollevate dal pluralismo religioso e valutare il potenziale di esportabilità del “modello italiano” su scala europea;
d) verificare lo specifico ruolo svolto dalla religione musulmana nel processo di pluralizzazione del sistema giuridico europeo;
e) comparare le modalità di risposta al pluralismo religioso del sistema giuridico europeo e di quello di matrice islamica.

A tal proposito, tenuto conto che gli ordinamenti presi in considerazione dalla ricerca sono: a) l’ordinamento circoscritto dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali; b) gli ordinamenti nazionali di Regno Unito, Francia e Italia comparati; c) l’ordinamento giuridico italiano; d) l’ordinamento confessionale islamico; e) gli ordinamenti nazionali dei “paesi a maggioranza musulmana” considerati, la ricerca si propone:

A) relativamente all’ordinamento circoscritto dalla Convenzione Europea:
- di individuare ed analizzare la giurisprudenza della Corte di Strasburgo in materia di rapporti tra diritti statuali e religiosi con specifico riferimento >>>

Risultati parziali attesi
Risultati attesi:
A) Verifica della funzionalità del modello europeo di libertà religiosa a rispondere alle sfide poste dal pluralismo religioso
1) Conoscenza dei meccanismi di integrazione del pluralismo religioso operanti su scala europea e del rapporto tra margine di apprezzamento nazionale e principi comuni dei paesi dell’area della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
2) Valutazione del ruolo giocato dalle istituzioni sovranazionali, sia civili sia religiose nei confronti delle dinamiche legate al pluralismo giuridico su scala europea.
3) Valutazione del rapporto democrazia-sicurezza-religione nella costruzione europea.
4) Individuazione del “modello europeo” di integrazione del pluralismo religioso.
B) Comparazione delle modalità di funzionamento di tre modelli nazionali di integrazione di fronte al pluralismo religioso
1) Conoscenza dei meccanismi di integrazione del pluralismo religioso operanti in tre modelli ideal-tipici di integrazione;
2) Individuazione delle argomentazioni e delle tecniche normative utilizzate per accomodare o respingere la rilevanza civile del pluralismo religioso su scala nazionale;
3) Individuazione delle dinamiche di convergenza/divergenza tra i modelli ideal-tipici considerati
4) Individuazione delle dinamiche di convergenza/divergenza dei modelli ideal-tipici considerati rispetto al “modello europeo”.
C) Verifica delle risposte >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza della presente ricerca è così articolata:

A) Verifica della funzionalità del modello europeo di libertà religiosa a rispondere alle sfide poste dal pluralismo religioso
La giurisprudenza della Convenzione di Strasburgo ed il suo ruolo nella gestione del pluralismo giuridico di matrice religiosa in Europa con attenzione ai rapporti politici ed etico-sociali sono stati oggetto di trattazioni di carattere generale e sistematico soprattutto nell'area anglosassone e francese. Per quanto concerne lo specifico tema matrimoniale e la famiglia, peraltro, si tratta di istituti che solo di recente sono emersi all’attenzione della dottrina e della giurisprudenza come ambito di conflitti interreligiosi. Ciò è da imputare all’estendersi del pluralismo religioso e al suo riflesso sul nucleo familiare. Più continuo, invece, è stato l'interesse nei confronti dell’obiezione di coscienza. Nel periodo contemporaneo, peraltro, l’istituto risulta contrassegnato da una persistente e forte dinamicità. L’incremento attuale di nuove forme di obiezione è da imputare, sia allo sviluppo medico-scientifico, sia all’espansione della normativa verso ambiti precedentemente privi di una specifica disciplina, sia alla presenza di confessioni religiose che professano principî distanti dal comune sentire della civiltà occidentale. Il tema, risulta, così oggi particolarmente connesso a quello, assai delicato, delle “democrazie protette” in riferimento >>>