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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
ATTENZIONE E COSCIENZA, ATTENZIONE SOCIALE, ATTENZIONE A LIVELLO NEURONALE, ATTENZIONE E MEMORIA DI LAVORO, ATTENZIONE NEL CERVELLO DIVISO

Attenzione: fenomenologia e meccanismi

Università degli Studi di Verona
Abstract
Scopo generale del presente progetto di ricerca è descrivere ed analizzare in diversi contesti sperimentali vari fenomeni comportamentali, psicofisici e neurofisiologici che rientrano nel capitolo generale dell'attenzione selettiva, funzione multiforme che consente all’organismo di scegliere le afferenze di senso e le azioni e reazioni appropriate ai bisogni, alle propensioni e alle aspettative del momento. La maggior parte degli esperimenti sarà eseguita in soggetti umani sani o sottoposti a sezioni del corpo calloso per la terapia chirurgica dell’epilessia, utilizzando collaudati paradigmi sperimentali basati sui tempi di reazione semplice e di scelta, e in alcuni casi sulla possibilità di interferire con la prestazione tramite la tecnica della stimolazione magnetica cerebrale transcranica. Inoltre, una Unità di ricerca utilizzerà registrazioni elettrofisiologiche in macachi per analizzare a livello di singoli neuroni della corteccia cerebrale le modulazioni della risposta a stimoli visivi da parte di meccanismi attenzionali. In sintesi le linee di ricerche verteranno: 1)sui rapporti fra attenzione e coscienza e sulla possibile esistenza di reazioni visuomotorie che avvengano al di fuori della coscienza e senza l’apporto dell’attenzione; 2) sulla cosiddetta attenzione sociale, cioè sulla possibilità che l’attenzione visiva di un soggetto venga influenzata dall’osservazione di reazioni attenzionali di altri soggetti, laddove queste reazioni siano segnalate da movimenti >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni Berlucchi Università degli Studi di VERONA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto si propone di fornire risposte sperimentali, passibili di sviluppi con metodi comportamentali e neurofisiologici,alle seguenti domande che riguardano i fenomeni e i meccanismi dell'attenzione.
1) Esistono reazioni visuomotorie più complesse di semplici riflessi, innescate da stimoli subliminali per la coscienza e incapaci di attirare l'attenzione? E' possibile che questi stimoli controllino tendenze di risposta innate, facilitandole o inibendole a seconda della prestazione richiesta al momento? E' possibile che comportamenti attribuiti usualmente all' attenzione visuospaziale siano in realtà guidati da stimoli subliminali indipendenti dall'attenzione?
2) C'è coincidenza fra i meccanismi cerebrali dell'attenzione sociale guidata dai movimenti oculari e quelli dell'attenzione sociale guidata dalle indicazioni manuali? Se non vi è coincidenza, è possibile che nel soggetto influenzato i meccanismi dei due tipi di attenzione sociale siano mappati sulle aree cerebrali che controllano, rispettivamente, i movimenti oculari e i movimenti manuali di puntamento? E' possibile che la risposta attenzionale del soggetto influenzato vari in intensità in rapporto all'importanza sociale del soggetto influenzante?
3) Quale peso hanno le modulazioni attenzionali delle risposte di neuroni di aree corticali visive del macaco nel determinare i rapporti fra il contrasto percettivo e quello fisico degli stimoli >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi dalla ricerca sono le risposte alle domande elencate nella sezione 11. Di qualsiasi tipo esse siano, si otterranno nuovi punti di vista sul ruolo dell'attenzione in vari comportamenti guidati dalla vista e, almeno parzialmente, sui loro meccanismi nervosi. Questi risultati attesi porranno le basi per ulteriori esperimenti di tipo comportamentale e soprattutto neurofisiologico che potranno essere sviluppati dagli stessi o da altri ricercatori. Qualche potenzialità applicativa si può prevedere nell'applicazione del paradigma sperimentale dell'Unità N.II allo studio di bambini autistici, e nell'applicazione di conoscenze acquisite dallUnità N.V alla riabilitazione dei pazienti epilettici callosotomizzati.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
In questa sezione si sintetizzano le conoscenze e i concetti che costituiscono i punti di partenza per le ricerche proposte, delineando alla fine di ogni paragrafo le questioni ancora aperte e affrontabili con i procedimenti sperimentali descritti in dettaglio nei modelli B.

I rapporti fra coscienza ed attenzione, nonché fra i loro meccanismi cerebrali, sono ancora molto discussi. È noto che sia pazienti cerebrolesi sia soggetti sani possono eseguire azioni finalistiche sotto il controllo della vista in modi che escludono la coscienza (Weiskrantz, 2004; Milner e Goodale, 2005). Il concetto che attenzione e coscienza siano necessariamente legate è attualmente oggetto di un'ampia revisione (Koch e Tsuchiya, 2006). Si sa che l'attenzione può agire su due stadi della risposta nervosa ad uno stimolo visivo: essa può rafforzare la visibilità dello stimolo aumentandone la probabilità di accesso alla coscienza, come può anche facilitare o inibire effetti comportamentali dello stimolo, del tutto indipendentemente dall'intervento della coscienza (Savazzi e Marzi, 2002). Sembra che l’attenzione possa essere diretta verso oggetti invisibili e quindi non percepiti, e d’altra parte percepire stimoli visivi che non sono oggetto di attenzione. È ammissibile che esistano forme di comportamento guidate dalla vista, diverse da semplici riflessi, che non richiedono né la coscienza né l’attenzione? Il “subliminal priming” consiste in effetti sistematici sul >>>