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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
ISPEZIONE ALIMENTI, PRODOTTI DELLA PESCA, SICUREZZA ALIMENTARE, VIBRIO SPP., AEROMONAS SPP.

Definizione di un modello di caratterizzazione di Vibrio spp. e Aeromonas spp. in maricoltura, mediante approccio epidemiologico e biomolecolare, ai fini della definizione dei relativi Obiettivi di Sicurezza Alimentare (FSO)

Università degli Studi di Messina
Abstract
Definire la distribuzione, la prevalenza e la concentrazione di uno o più microrganismi agenti di tossinfezione alimentare lungo una filiera rappresenta, a tutt’oggi, uno dei problemi e, allo stesso tempo, degli obiettivi di maggiore interesse nel contesto del nuovo approccio europeo alla sicurezza degli alimenti. Ciò, in quanto, si è reso evidente che gli interventi di sanità pubblica inerenti il settore agro-alimentare diventano tanto più efficaci e ripetibili quanto più fondati su azioni integrate e “distribuite” lungo l’intera filiera produttiva. La definizione di modelli di gestione integrata del rischio in ambito alimentare è, attualmente, per diversi settori, una realtà piuttosto concreta e fondata su numerose evidenze tecnico-scientifiche dalle quali, peraltro, sono scaturite alcune recenti indicazioni regolamentari europee. Nel comparto della maricoltura, invece, le suddette acquisizioni risultano meno approfondite. A tal riguardo, il gruppo di ricerca proponente, già nel 2004-2006 (PRIN 2004), prendendo in considerazione la filiera dell’Orata, aveva messo in evidenza l'elevata frequenza d'isolamento degli Aeromonadi mobili, probabilmente in relazione alla loro ampia possibilità di permanenza nelle acque marine come pure alla recentemente accertata loro capacità di causare patologie condizionate nei pesci. Decisamente più bassa anche se certamente altrettanto interessante, era risultata la prevalenza dei Vibrioni alofili, anch'essi notoriamente >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Alessandro Giuffrida Università degli Studi di MESSINA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo finale del progetto riguarda, principalmente, l’approfondimento delle conoscenze epidemiologiche sulla diffusione dei Vibrioni alofili e degli Aeromonadi mobili, potenzialmente agenti di tossinfezione alimentare, nei prodotti della maricoltura e, in particolare, in Spigole ed Orate allevate in diversi impianti italiani di acquacoltura. Più specificatamente, il progetto si propone di caratterizzare i meccanismi che stanno alla base della prevalenza dei suddetti microrganismi in alcune popolazioni ittiche allevate, fornendo, dunque, modelli applicativi per la pianificazione di strategie di controllo più mirate ed efficaci.
Un secondo obiettivo di particolare interesse e funzionalmente connesso al primo riguarda lo sviluppo e/o il perfezionamento di metodiche d’identificazione biomolecolare fondate, in prima istanza, su uno screening genere-specifico mediante PCR e, successivamente specie-specifico, attraverso l’applicazione di una metodica basata sul c.d. “mini-sequenziamento”.
I raggiungimento dei suddetti obiettivi consentirà di esprimere in maniera più corretta la potenziale pericolosità inerente la presenza dei microrganismi in oggetto nei pesci d’acquacoltura marina, specie considerando che a tali risultati verranno associati i seguenti sotto-obiettivi:
- la valutazione della loro patogenicità, sempre mediante l’applicazione di tecniche bio-molecolari innovative (per Vibrio: PCR per l’identificazione dei geni codificanti l’emolisina >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi riguardano:
- la conoscenza della diffusione dei Vibrioni alofili e degli Aeromonadi mobili, potenzialmente agenti di tossinfezione alimentare, nei prodotti della maricoltura e, in particolare, in Spigole ed Orate allevate in diversi impianti italiani di acquacoltura;
- la messa a punto e/o la verifica dell’attendibilità delle metodologie analitiche volte all’identificazione di genere e specie, per quanto riguarda i Vibrioni alofili e gli Aeromonadi mobili;
- la chiarificazione degli aspetti epidemiologici inerenti le specie batteriche patogene appartenenti ai generi Vibrio e Aeromonas in popolazioni di Spigole e Orate in corso di allevamento e fino al raggiungimento della taglia commerciale;
- la definizione dello spettro di sensibilità agli antibiotici dei suddetti microrganismi, al fine di una più precisa valutazione della pericolosità per il consumatore;
- l’individuazione dei fattori che maggiormente possono incidere nel raggiungimento di concentrazioni batteriche tali da determinare malattie alimentari nell’uomo.

I suddetti risultati potenziali rappresentano un importante elemento di avanzamento delle conoscenze in materia di sicurezza dei prodotti ittici allevati, specie pensando a quanto riportato nel Reg. 2073/2005 UE in relazione alla ricerca quali-quantitativa dei Vibrioni alofili per il quali, anche in accordo con il CSMVSP (Comitato Scientifico per le Misure Veterinarie in relazione con la >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
E’ noto che i prodotti della pesca occupano un posto di rilievo nel soddisfacimento dei fabbisogni alimentari dell’uomo. E’, inoltre, ben noto come una parte sempre maggiore di tali fabbisogni sia soddisfatta dai prodotti dell’acquacoltura. Infatti, già nel 2005, a livello mondiale, le catture di prodotti della pesca si sono attestate intorno a 109 milioni di tonnellate di cui circa il 32% derivava dall’acquacoltura (FAO, 2006).
Si sta, infatti, assistendo ad un intenso incremento delle attività di allevamento dei prodotti della pesca che ha coinvolto principalmente i Paesi Asiatici, ma anche l’Europa (Spagna, Francia, Italia, Grecia), specie nel caso dei Salmonidi e, più recentemente, di alcune specie marine (Spigole, Orate ed altre specie di nuova introduzione).
Relativamente agli aspetti igienico-sanitari, detto sviluppo ha determinato, certamente, la nascita di problematiche nuove, che possono complicare non poco le strategie di gestione del rischio da attuare sulla base del nuovo approccio comunitario alla sicurezza degli alimenti. In generale, anche nel caso dei pesci allevati, si può affermare che le loro caratteristiche microbiche, dopo la cattura, sono fortemente dipendenti dalle condizioni ambientali in cui essi vivono (Reilly, 1998); segnatamente, le caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua, la vicinanza a zone fortemente antropizzate, la naturale presenza di determinate specie batteriche, gli aspetti quali-quantitativi inerenti l’alimentazione, i >>>