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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

La catastrofe ambientale tra realtà e rappresentazione. Vecchi e nuovi movimenti collettivi alla prova della comunicazione

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Il passaggio dalla società dell’informazione alla società della comunicazione, collocato dagli studiosi verso la metà degli anni Novanta, segna anche l’inizio di un periodo interessante per i radicali mutamenti nella coscienza individuale e collettiva, spesso legati ad uno dei bisogni fondamentali della persona: la sicurezza. Un’esigenza primordiale che va decisamente ad incidere sia sulle rappresentazioni che vengono costruite intorno a questo tema, sia sui comportamenti e sugli atteggiamenti che caratterizzano la vita quotidiana.
Entro questo contesto interpretativo, il problema ambientale diventa un focus interessante per lo studioso di processi sociali e comunicativi, come anche per lo storico della scienza. S’inizia a configurare un processo culturale di grande complessità, che implica una contraddittoria convivenza tra sistemi di elaborazione di tipo “razionale” e cosciente, come la ricerca e la divulgazione scientifica, ed ingenti flussi di produzione di senso e di comunicazione di segno assai più ambiguo, e sempre più rilevanti nella costruzione delle identità collettive. Vi è una coincidenza non solo temporale – dagli anni Novanta - tra la comparsa della paura della mutazione ambientale a livello globale e il passaggio generale di ordine economico, culturale e sociale che Manuel Castells definisce come avvento del modello di sviluppo informazionale e della società in rete, fondata su una nuova articolazione della comunicazione, tra mondo fluido dei media e >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mihaela Gavrila Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di mettere a punto una prima versione degli strumenti necessari per uno studio delle dinamiche mediali e socioculturali relative alle reazioni alla paura della mutazione ambientale globale e della catastrofe naturale (insistendo soprattutto sulla situazione europea e americana) anche rispetto alle altre paure collettive che sembrano caratterizzare l’attuale mondo globalizzato (terrorismo in primis). Il tutto finalizzato alla progettazione di strategie comunicative e di intervento che possano incidere sul livello d’informazione e, soprattutto, sui comportamenti concreti dei soggetti. In particolare l’indagine si propone di fornire adeguati strumenti interpretativi e di intervento concreto per la comprensione e la gestione della crisi ambientale, a partire dalla sua rappresentazione mediatica e letteraria, nonché dalle spinte provenienti dal basso di movimenti collettivi che guardano ad un reale cambiamento degli stili di vita, nella direzione di incrementare il benessere individuale e collettivo. Un lavoro siffatto si baserà sul principio della necessaria sinergia (intorno alla competenza fondamentale del gruppo di ricerca, che ha esperienza di ricerca sui media, sull’immaginario metropolitano e post-metropolitano e sulla sociologia dell’ambiente) di ulteriori approcci e sensibilità disciplinari. In particolare si ritiene necessario dirigere gli sforzi intorno ad alcuni focus interconnessi, mirati al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

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Risultati parziali attesi
È una tematica di ampio respiro e di taglio trasversale quella al centro della ricerca “La catastrofe ambientale tra realtà e rappresentazione. Vecchi e nuovi movimenti collettivi alla prova della comunicazione”, una tematica che solca, in particolare nell’ultimo decennio, il dibattito politico e culturale. Dal premio Nobel per la Pace ad Al Gore e al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell’Onu (Ipcc); dagli interventi degli studiosi e degli intellettuali sulla stampa nazionale e di settore; dai discorsi dei politici in sede parlamentare e pubblica; fino alle proteste portate avanti dai gruppi di pressione nell’arena mediatica, nazionale ed internazionale; la catastrofe ambientale, i cambiamenti climatici e l’emergenza ecologica rappresentano uno dei focus principali sul quale convergono le attenzioni dell’opinione pubblica glocalizzata. L’ambiente e le ansie che intorno ad esso si sono sviluppate sono diventati, pertanto, uno dei temi al centro delle agende mediali, cambiando al contempo i caratteri di un’informazione che dai più era ritenuta di esclusivo interesse per una nicchia alfabetizzata, escludendo di conseguenza il resto dell’opinione pubblica. una crescita di attenzione cui fa da specchio la sostanziale assenza di studi che indaghino sulle dinamiche della relazione tra i vari soggetti coinvolti nei processi di comunicazione ambientale. Se in ambito americano esistono tentativi di sistematizzare il complesso rapporto esistente tra la catastrofe >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
È lungo l’arco di tempo, che va dalla fine degli anni ‘60 all’inizio degli anni ‘80, che si rintracciano all’interno delle società occidentali i punti di rottura degli equilibri socio-economici alla base della progressiva affermazione, prima politica e poi sociologica, della ‘questione ambientale’. Il 1972 è, infatti, l’anno della Conferenza di Stoccolma, organizzata dalle Nazioni Unite, per far fronte ai problemi legati all’esaurimento delle risorse naturali e all’aumento vertiginoso dei livelli di inquinamento. Se per lungo tempo l’ambiente era stato terreno di studio esclusivo delle scienze naturali, la scoperta dei limiti dello sviluppo e dei rischi connessi alla crescente urbanizzazione e industrializzazione portano gli scienziati sociali, antropologi e sociologi in primis, ad interrogarsi sui rapporti tra eventi fisico-naturali e eventi sociali [Beato 1998, Catton e Dunlap 1978, Gisfredi 2002, Strassoldo 1977]: “noi cominciavamo a riconoscere che la realtà dei vincoli ambientali poneva seri problemi alle società umane e alla disciplina della sociologia” [Catton e Dunlap 1978, p. 44]. La crisi ambientale presenta, dunque, un carattere di discontinuità e di rottura rispetto al passato, una discontinuità che si è prodotta all’interno delle relazioni complesse tra i sistemi storico-sociali e i sistemi naturali.
Il Nep, New Ecological Paradigm, elaborato da Catton e Dunlap nel 1978 è l’emblema di questa inversione di tendenza. In contrapposizione al paradigma >>>