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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

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NODULI TIROIDEI, PROLIFERAZIONE FOLLICOLARE, ESPRESSIONE GENICA, PROTEOMICA, MARCATORI METABOLICI

Proteomica, metabolomica ed espressione genica nei noduli tiroidei a citologia follicolare: identificazione di nuovi marcatori tumorali.

Università di Pisa
Abstract
I noduli tiroidei sono i più frequenti disordini tiroidei, con incidenza del 4-7% nelle aree di sufficiente apporto iodico e maggiore nelle aree di deficienza iodica. I noduli tiroidei sono definiti adenomi, carcinomi o lesioni iperplastiche sulla base di specifiche caratteristiche macroscopiche e microscopiche. Quando analizzati scintigraficamente gli adenomi possono apparire come noduli funzionanti o non funzionanti. I noduli tiroidei possono essere identificati nel contesto di una ghiandola di normali dimensioni ma, specialmente nelle aree di carenza iodica, spesso sono presenti molti noduli nel contesto di una tiroide aumentata di dimensioni (gozzo multinodulare). Il gozzo multinodulare può progredire a gozzo multinodulare tossico (TMNG) che è una malattia eterogenea che determina ipertiroidismo. I noduli tiroidei del TMNG possono essere adenomi veri, rivestiti da una capsula fibrosa, o lesioni iperplastiche consistenti in aggregati di micro e macro follicoli non delimitati da una capsula rispetto al parenchima circostante. E’ stato dimostrato che la maggior parte dei noduli tiroidei funzionanti contiene mutazioni attivanti del gene del recettore dell’ormone tireotropo (TSHr). D’altro canto, la biologia e la fisipatologia cellulare della crescita nei noduli tiroidei non funzionanti è poco conosciuta. Mentre nessuna mutazione genetica è stata finora descritta nei noduli iperplastici non funzionanti, una minoranza degli adenomi non funzionanti con citologia di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Massimo Tonacchera Università degli Studi di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Lo scopo del presente studio che sarà condotto in collaborazione tra le diverse Unità di Ricerca è la determinazione di nuovi marcatori genetici, proteici e metabolici nei noduli tiroidei non funzionanti che mostrano una citologia di proliferazione follicolare all’agoaspirazione, per migliorare il lavoro clinico diagnostico.
Il progetto riguarderà i seguenti punti:
1. Identificazione di pazienti che saranno soggetti ad intervento chirurgico per la presenza di noduli tiroidei non funzionanti con citologia di proliferazione follicolare all’agoaspirazione. Altri tessuti da pazienti con carcinoma papillare della tiroide e noduli benigni iperplastici saranno utilizzati come controllo.
2. Analisi immunoistochimica dei tessuti per la valutazione dell’espressione e della localizzazione di proteine di particolare interesse al fine della discriminazione tra noduli tiroidei benigni e maligni.
3. Determinazione di un modello di espressione genica caratteristico dei noduli tiroidei non funzionanti. L’analisi dell’espressione genica sarà eseguita sull’mRNA totale estratto dai campioni chirurgici.
4. Definizione di un caratteristico fingerprint proteico dei noduli tiroidei non funzionanti. L’analisi proteomica sarà condotta sui tessuti (frazioni proteiche del citosol e della membrana) e sull’agoaspirato dei campioni chirurgici.
5. Comparazione dei caratteristici modelli di espressione genica con i fingerprint proteici per identificare proteine >>>

Risultati parziali attesi
Il progetto si basa su una collaborazione tra Unità di Ricerca che hanno competenze specifiche diverse. L’importanza strategica di questa ricerca sta nel fatto che esiste in Italia un’ alta percentuale di persone affette da noduli tiroidei. Infatti i noduli tiroidei non funzionanti con citologia di proliferazione follicolare che verranno studiati in questo progetto rappresentano un considerevole onere economico per la sanità italiana. Al momento non ci sono test clinici, radiologici o di laboratorio abbastanza sensibili e specifici da stabilire una diagnosi pre-operatioria definitiva in queste situazioni. Questa malattia è causa di significativi costi diretti e indiretti: i costi diretti riguardano il servizio ospedaliero, l’intervento chirurgico, le analisi di laboratorio, i farmaci così come il follow-up clinico dei pazienti; i costi indiretti sono rappresentati prevalentemente dal costo del tempo sottratto al lavoro per le cure. Quindi l’identificazione di nuovi marcatori tramite lo sviluppo delle tecniche “omics” può permettere una diagnosi più specifica di malignità e di conseguenza un trattamento clinico più appropriato per i pazienti con noduli tiroidei non funzionanti. L’introduzione di potenti mezzi diagnostici capaci di distinguere tra tumori a citologia benigna e maligna potrebbe determinare una drastica riduzione degli interventi chirurgici con un impatto considerevole non soltanto sulla qualità della vita dei pazienti, ma anche sulla riduzione dei costi della >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La diagnosi differenziale tra iperplasia e neoplasia può essere difficoltosa. Nei pazienti con iperplasia multinodulare della tiroide, i noduli dominanti vengono diagnosticati, da alcuni patologi come iperplastici, da altri come adenomi follicolari. Studi di clonalità hanno dimostrato che la maggior parte se non la totalità dei grandi noduli sono invece monoclonali, così che il secondo approccio è biologicamente corretto. Questo aspetto modifica l’approccio alla patobiologia della neoplasia, poiché noi sappiamo (da molti altri esempi nella lingua, nella mammella, ed in altri siti) che la trasformazione maligna è caratterizzata da una progressione multi-step di alterazioni molecolari. Non dovrebbe essere dunque sorprendente che la trasformazione neoplastica si verifichi nell’iperplasia nodulare. La difficoltà sta nel riconoscere i criteri e la valenza clinica delle alterazioni molecolari. Nel caso delle proliferazioni follicolari pure, l’invasione potrebbe essere di difficile accertamento nella iperplasia nodulare. Nel caso della trasformazione papillare, la soglia per le caratteristiche nucleari è controversa. Se la diagnosi è non ovvia nella routine istologica, le metodiche diagnostiche immunoistochimiche e molecolari sono utili strumenti.
Se la lesione è chiaramente di derivazione follicolare tiroidea, ma la malignità è equivoca, molti marcatori utili possono essere valutati. HBME-1, CK19, e RET forniscono un pannello valutabile nel carcinoma papillare. La >>>