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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
CAVALLO, PATOLOGIE ARTICOLARI, PROTEOMICA, ANTAGONISTA IL-1, LIQUIDO SINOVIALE

Studio delle patologie osteoarticolari del cavallo e monitoraggio del trattamento con Siero Autologo Condizionato (Orthokine®) mediante caratterizzazione proteomica del liquido sinoviale e dei condrociti.

Università degli Studi di Perugia
Abstract
In risposta alla attuale necessità di produrre e sperimentare nuove strategie diagnostiche e terapeutiche per le patologie articolari degenerative del cavallo atleta, le due Unità di Ricerca coinvolte nel progetto si propongono di studiare il metabolismo articolare di cavalli sani, identificare marker proteici espressi in patologie articolari, quali l’Osteocondrosi (OC) e l’Osteoartrite (OA), e seguire la progressione dell’OA in corso di trattamento con antagonista per il recettore dell’IL-1 (IL-1Ra).
In una prima fase si procederà allo studio dell’espressione globale delle proteine presenti nel liquido sinoviale ed in condrociti prelevati da cavalli sani per la definizione di mappe 2D di riferimento. Inoltre, allo scopo di identificare proteine coinvolte nei processi fisiologici e patologici, verranno condotte analisi qualitative e quantitative differenziali dei profili proteici ottenuti da condrociti e SF di articolazioni sane verso profili proteici ottenuti da cellule e SF provenienti dalla stessa regione articolare di cavalli affetti da OC e/o OA. Inoltre, su cavalli affetti da OA, verrà condotta la valutazione dell’evoluzione fisiopatologica dell’affezione in corso di trattamento intraarticolare con siero autologo, condizionato in vitro per ottenerne l’arricchimento in IL-1Ra (Orthokine®). Questo consentirà di ottenere, oltre alla migliore definizione delle molecole proteiche espresse nei processi patologici studiati, anche di chiarire la reale efficacia >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Franco Moriconi Università degli Studi di PERUGIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Lo scopo principale del Progetto sarà quello di studiare due patologie osteoarticolari di sensibile impatto sulla performance atletica del cavallo: l’osteocondrosi e l’osteoartrite.
Avvalendosi di affermate competenze interdisciplinari e dell’ampia casistica clinica riferita presso le UR coinvolte nel progetto, sarà possibile programmare la sperimentazione su un gruppo di animali accuratamente selezionati attraverso esami clinici e strumentali.
Lo studio raggiungerà l’obiettivo principale proposto attraverso due percorsi sperimentali: biochimico e clinico-terapeutico, in modo da ottenere un quadro, potenzialmente, più chiaro e organico sia in ambito speculativo che applicativo.
Più precisamente, dal punto di vista di caratterizzazione metabolica, si propone, attraverso un approccio di analisi proteomica, la caratterizzazione qualitativa e quantitativa dell’intero pattern proteico differenziale sia del liquido sinoviale che dei condrociti prelevati dalle articolazioni colpite dalle patologie in studio. L’applicazione di tali tecniche è ancora piuttosto limitata in medicina veterinaria, e del tutto assente per quanto riguarda le patologie osteoarticolari del cavallo, per questo motivo la loro utilizzazione rappresenterà uno dei caratteri di innovatività dello studio. Infatti, si ritiene che i dati ottenuti consentiranno di raggiungere i seguenti obiettivi:
- ottenimento delle prime mappe proteiche di riferimento per il liquido sinoviale e per i >>>

Risultati parziali attesi
La definizione di una mappa proteica di riferimento di condrociti e liquido sinoviale, mediante l’utilizzo di tecniche proteomiche, consentirà una miglior comprensione del metabolismo articolare.

Un confronto più accurato tra le mappe ottenute da condrociti e quelle ottenute da liquido sinoviale permetterà inoltre di caratterizzare tutti gli scambi proteici che possono intercorrere tra le due matrici biologiche.

Le mappe proteiche ottenute da campioni di articolazioni affette da OC e OA confrontate con quelle ottenute da articolazioni sane dovrebbero portare al riconoscimento di nuovi marker diagnostici e prognostici delle due turbe nonché alla definizione di marker molecolari distintivi di OC e OA.

L’identificazione di nuovi eventuali marker proteici per una diagnosi precoce, svincolata dai limiti imposti dall’attuale diagnostica routinaria, fornirà nuovi mezzi per la verifica dell’efficacia di trattamenti farmacologici. Le diagnosi convenzionali, riconoscono la patologia in stadio avanzato, privando l’intervento terapeutico del tempo necessario per sortire effetto, dunque, rendendolo al tempo stesso inutile o esclusivamente sintomatico.

I risultati ottenuti arricchiranno le conoscenze in merito di elementi diagnostici e terapeutici importanti non solo nella medicina veterinaria ma anche in quella umana, poiché da tempo, il cavallo è considerato un buon modello per lo studio di patologie osteoarticolari umane >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell’universo della clinica ortopedica equina gravitano patologie di sensibile interesse scientifico: l’osteocondrosi e l’osteoartrite. L’attenzione perennemente rivolta a queste due entità patologiche viene dal fatto che esse affliggono con elevata incidenza le articolazioni diartroidali, generando reazioni algiche e alterazioni biomeccaniche delle stesse con riduzione della performance atletica (Watkins, 1992).
L’osteocondrosi è una patologia multifattoriale caratterizzata dall’anormale differenziazione condrocitaria a livello della cartilagine d’accrescimento epifisaria che genera lesioni osteocondrali, istologicamente e macroscopicamente apprezzabili. Tale quadro è sostanzialmente conseguente ad una compromissione del metabolismo condrocitario, e ad alterazioni ultrastrutturali della matrice extracellulare. L’azione traumatica delle forze tensili e compressive ivi impartite, genera fissurazioni dell’interfaccia condro-subcondrale che producono infine flap o frammenti osteo-cartilaginei intraarticolari. Tale condizione si rende infine clinicamente manifesta con l’osteocondrite dissecante (OC) (McIlwraith, 1996; Fukui, 2001).
L’osteocondrosi, ed i processi patogenetici derivanti, condannano l’articolazione a soccombere in un subdolo e perpetuo processo flogistico-degenerativo, l’osteoartrite.
Distintamente dalle altre specie, l’osteoartrite grava sulla popolazione equina fin dalla giovane età, in virtù dei numerosi stress articolari cui sono sottoposti >>>