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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Parole Chiave
STRUTTURA DEL SISTEMA BANCARIO E CRESCITA, FINANZA, INVESTIMENTO IN CAPITALE UMANO, INNOVAZIONE, INTERNAZIONALIZZAZIONE, RELATIONSHIP BANKING, ARM'S LENGHT BANKING, USURY BANKING, MODELLI ORGANIZZATIVI, PROPRIETA' E STRATEGIE BANCARIE, ECONOMIA PERIFERICA

Banca e sviluppo in un'economia periferica

Università degli Studi di Bari
Abstract
L’innesto di un processo di takeoff economico in un’area periferica richiede – rispetto allo status quo in genere caratterizzato da emigrazione e bassa scolaritá, da imprese poco innovative e focalizzate sul mercato locale – il potenziamento degli investimenti in attivitá dal rendimento piú rischioso e/o differito nel tempo. È questo il caso degli investimenti in capitale umano, in innovazione, in strategie di internazionalizzazione. Tale tipologia di investimenti esalta le esigenze sulla qualitá dei finanziatori, in quanto essa determina un aumento del rapporto capitali intangibili/capitali tangibili. Sia perché non stanziabili a garanzia del debito sia perché opachi e difficili da valutare da parte di non insider, i capitali intangibili richiedono assetti particolari per essere finanziati da privati. Nel sistema bancario – che domina i sistemi finanziari periferici – si possono immaginare due soluzioni opposte allo scarsa propensione all’investimento di famiglie e imprese. Da un lato, puó “funzionare” il relationship banking (intermediari di tipo A), ove la banca entra in un contratto implicito multiperiodale con l’impresa e ció introduce un quadro di compatibilitá degli incentivi perché riducendo l’asimmetria informativa la banca puó finanziare investimenti troppo opachi per un outsider. Dall’altro, puó “funzionare” una soluzione in cui all’arm’s length banking (tipo B) – di per sé incapace a finanziarli – si accompagna l’offerta di prodotti finanziari specifici, es >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni Ferri Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto si propone di analizzare il ruolo delle caratteristiche strutturali del sistema finanziario, in particolare degli intermediari bancari, nel mobilitare le risorse e i comportamenti necessari ad innescare un processo di sviluppo economico in un’area periferica come il Mezzogiorno. Gli investimenti necessari per il takeoff economico di un’area periferica implicano un aumento del rapporto di capitali intangibili/capitali tangibili accumulati attraverso investimenti di famiglie e imprese. Tali investimenti intengibili per essere finanziati con capitali privati, a causa della loro intrinseca rischiosità e della minore rilevanza di garanzie collaterali richiedono il ricorso a forme di relationship banking oppure a soluzioni in cui all’arm’s length banking si accompagna l’offerta di prodotti finanziari specificamente disegnati per ridurre fallimenti di mercato nell’allocazione del credito.

In riferimento alla trasformazione recente del sistema bancario meridionale il punto cruciale verte sulla possibilità che la proprietà esterna abbia indebolito il relationship banking – cioè l’instaurarsi di rapporti intensi e duraturi del debitore con una banca di riferimento – nel Mezzogiorno, laddove le esigenze di quest’area periferica sembrerebbero richiederlo in massima misura. La trasformazione potrebbe aver, inoltre, rafforzato sia la domanda che l’offerta di credito al di fuori dei canali formali/legali dando luogo a forme di finanza predatoria. Anche da questo >>>

Risultati parziali attesi
L’analisi contribuirá a chiarire alcuni importanti nessi tra finanza e crescita, proponendosi come punto di contatto tra la letteratura generale e quella specifica relativa ai problemi dello sviluppo nell’ambito di economie periferiche. I risultati della ricerca hanno impatti potenziali assai rilevanti in quanto, contribuendo a spiegare perché alcune aree periferiche dell’UE stentano a decollare nostante gli ingenti afflussi di fondi comunitari, possono fornire un input per rimodellare le politiche di aiuto comunitario.

Nello specifico, i risultati attesi dipendono dall’impostazione generale che si è scelto di dare al progetto. A tal fine, si è partiti dalla considerazione che i vincoli posti dal sistema finanziario allo sviluppo di un’area periferica siano non tanto relativi alla quantitá quanto alla qualitá dei finanziamenti da concedersi. Ció dipende dal fatto che l’innesto di un processo di takeoff economico in un’area periferica richiede la creazione di una discontinutá rispetto al passato. Se lo status quo di un’economia periferica è in genere caratterizzato da emigrazione e bassa scolaritá, da imprese poco innovative e focalizzate sul mercato locale – magari specializzate nei settori non traded – il takeoff postula il potenziamento degli investimenti in attivitá dal rendimento piú rischioso e/o differito nel tempo.

In particolare, nella ricerca si considerano tre tipologie di investimento che appaiono prioritarie ai fini del nostro >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La letteratura recente sembra aver raggiunto un generale consenso sui benefici dello sviluppo finanziario nell’innescare lo sviluppo economico e, più in generale, nell’ampliare le opportunità economiche per gli individui Jayaratne e Strahan (1996) mostrano che il PIL è cresciuto di più negli stati USA che hanno liberalizzato prima i propri mercati bancari. Harvey, Lundblad e Bekaert (2001) trovano che la crescita si intensifica nei paesi dopo che essi hanno aperto all’afflusso di capitali esteri. Studiando le regioni italiane, Guiso, Sapienza e Zingales (2004) mostrano che al crescere del grado di sviluppo finanziario locale aumentano tasso di imprenditorialità, tasso di creazione di imprese, numero di imprese pro capite, tasso di crescita delle imprese e, più in generale, grado di sviluppo economico, mentre, sempre a livello locale, si riducono età degli imprenditori e potere di mercato delle imprese.(Per eccellenti rassegne si rinvia a Levine (2005) o al capitolo 5 di Rajan e Zingales (2003)). L’implicazione di policy è che lo sviluppo finanziario è un ingrediente importante particolarmente per le aree periferiche, più distanti dalle opportunità che si condensano nelle aree economicamente progredite. Ad esempio, Rioja e Valev (2003) identificano un più intenso nesso finanza-crescita per i paesi meno sviluppati. Più in particolare, oltre che dal citato lavoro di Guiso, Sapienza e Zingales (2004), la particolare importanza per un’economia periferica di disporre di una >>>