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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione geografica
Parole Chiave
PAESAGGI AGRARI E AGROFORESTALI, ECOLOGIA DEL PAESAGGIO, VALUTAZIONE, INVENTARIAZIONE, ARBORICOLTURA TRADIZIONALE

I paesaggi tradizionali dell'arboricoltura italiana: metodologia per la catalogazione e la valutazione

Università degli Studi di Palermo
Abstract
I paesaggi tradizionali possono essere definiti come quei paesaggi che sono presenti in un determinato territorio da lungo tempo (anche alcuni secoli) e che risultano stabilizzati o evolvono molto lentamente nel tempo. Essi sono generalmente legati all’impiego di pratiche e tecniche caratterizzate da un ridotto impiego di energie sussidiarie esterne, sia in termini di meccanizzazione, irrigazione, che di concimazioni chimiche e di agrofarmaci, con la presenza di ordinamenti colturali caratterizzati da lunga persistenza storica e forti legami con i sistemi sociali ed economici locali che li hanno prodotti. La loro presenza o lenta evoluzione mostra una significativa armonia integrativa tra aspetti produttivi, ambientali e culturali di una data area o regione.
In Italia, i paesaggi tradizionali hanno avuto la loro massima diffusione fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. La consistente avanzata delle aree urbane e dell'industrializzazione e i contemporanei fenomeni di intensificazione e di abbandono colturale hanno comportato una drastica riduzione dei paesaggi agrari tradizionali che, comunque, rimangono oggi presenti in ampia parte del territorio nazionale. Considerando anche il valore culturale (storico ma insieme estetico ed etico) ai paesaggi tradizionali va, quindi, riconosciuto il carattere della multifunzionalità, includendo in essa non solo le funzioni produttive ma anche quelle ambientali, culturali.
I paesaggi della tradizione agricola ed >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe Barbera Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Definizione di una metodologia utile alla catalogazione e alla valutazione delle differenti tipologie di paesaggi agrari e agroforestali tradizionali italiani fondati sulla presenza degli alberi.
La metodologia va individuata e definita dal confronto interdisciplinare tra le diverse culture (scienze agronomiche, scienze forestali, storia ambientale, economia agraria, architettura del paesaggio) che studiano i paesaggi agrari e agroforestali della tradizione italiana. L'individuazione e la definizione di detta metodologia rappresenta già un primo obiettivo del progetto di ricerca. Si tratta in definitiva di giungere ad un approccio integrato ai fini della catalogazione e della valutazione dei paesaggi colturali.
La metodologia integrata, validata sulle aree territoriali test, individuate in Sicilia, Appennino centrale e Appenino settentrionale, porterà alla definizione dei parametri valutativi di tipo agronomico, forestale, storico-culturale, economico e paesaggistico che consentiranno di inventariare e caratterizzare i principali paesaggi colturali arborei della tradizione agraria e agroforestale italiana.

Risultati parziali attesi
A partire dalla firma della Convenzione Europea sul Paesaggio (Firenze, 2000) si è ampiamente diffusa la consapevolezza del valore culturale, ambientale ed economico dei paesaggi agrari tradizionali. Ulteriori elementi che confermano l’importanza di essi deriva ad esempio dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DL 42 del 2004) e dal Piano Strategico Nazionale nel settore dello sviluppo rurale (2007-2013).
Ogni intervento di tutela e valorizzazione presuppone però la conoscenza del patrimonio su cui intervenire ed è evidente che manca in Italia una conoscenza sufficientemente approfondita dei suoi sistemi e paesaggi agrari tradizionali.
Le classificazioni esistenti non danno atto, per dichiarati limiti metodologici, della diversità esistente quand’anche si limitasse ad una scala regionale. Si consideri ad esempio che la classificazione proposta da Meuus (1990) indica, tra i 30 paesaggi europei, solo sei tipologie diffuse in Italia: campo aperto mediterraneo, huertas, coltura promiscua, montagna, delta (la pianura padana), terrazze.
Un inventario dei paesaggi della tradizione agricola italiana, redatto utilizzando criteri per la valutazione basati sulla loro diversità, tipicità, integrità, rarità, è quindi necessario: quali sono, dove si trovano, qual è il loro stato di conservazione, quali rischi corrono paesaggi così numerosi e diversi per i caratteri ambientali, per la storia e le civiltà agricole che li hanno originati? Attraverso un inventario >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
I paesaggi tradizionali possono essere definiti come quei paesaggi che sono presenti in un determinato territorio da lungo tempo (anche alcuni secoli) e che risultano stabilizzati o evolvono molto lentamente nel tempo (Antrop, 1997). Essi sono generalmente legati all’impiego di pratiche e tecniche caratterizzate da un ridotto impiego di energie sussidiarie esterne, sia in termini di meccanizzazione, irrigazione, che di concimazioni chimiche e di agrofarmaci, con la presenza di ordinamenti colturali caratterizzati da lunga persistenza storica e forti legami con i sistemi sociali ed economici locali che li hanno prodotti. La loro presenza o lenta evoluzione mostra una significativa armonia integrativa tra aspetti produttivi, ambientali e culturali di una data area o regione.
In Italia, i paesaggi tradizionali hanno avuto la loro massima diffusione fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. La consistente avanzata delle aree urbane e dell'industrializzazione e i contemporanei fenomeni di intensificazione e di abbandono colturale hanno comportato una drastica riduzione dei paesaggi agrari tradizionali che, comunque, rimangono oggi presenti in ampia parte del territorio nazionale esprimendo valori e significati legati ad importanti aspetti economici, ambientali, alla qualità della vita delle popolazioni e all’identità culturale dei luoghi. Ciò è stato sancito dal recente Piano Strategico Nazionale di Sviluppo Rurale 2007-2013, che ha considerato il paesaggio come >>>