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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • FIXED CONSTRUCTIONS
    • EARTH DRILLING; MINING
      • SHAFTS; TUNNELS; GALLERIES; LARGE UNDERGROUND CHAMBERS (soil-conditioning or soil-stabilising materials C09K17/00; drilling or cutting machines for mining or quarrying E21C; safety devices, transport, rescue, ventilation or drainage E21F)
  • PHYSICS
    • MEASURING (counting G06M); TESTING
      • GEOPHYSICS; GRAVITATIONAL MEASUREMENTS; DETECTING MASSES OR OBJECTS (detecting or locating foreign bodies for diagnostic, surgical or person-identification purposes A61B; means for indicating the location of accidentally buried, e.g. snow-buried persons A63B29/02; investigating or analysing earth materials by determining their chemical or physical properties G01N; measuring electric or magnetic variables in general, other than direction or magnitude of the earth\'s field G01R; electronic or nuclear magnetic resonance arrangements G01R33/20; radar, sonar or analogous methods in general, detecting masses or objects involving these methods G01S)
Classificazione geografica
Parole Chiave
CADUTA MASSI, VALANGHE DI ROCCIA, FLUSSI DI DETRITO, FOTOGRAMMETRIA TERRESTRE, PERICOLOSITA' DA MOVIMENTI FRANOSI

Analisi e mitigazione del rischio indotto da movimenti rapidi di versante.

Università degli Studi di Parma
Abstract
I fenomeni di crollo da pareti rocciose sono comunemente diffusi in tutte le regioni di montagna e lungo le falesie costiere. L’evoluzione di questi fenomeni franosi determina cadute di massi, valanghe di roccia, debris flow ed altri tipi di movimenti rapidi che costituiscono una costante fonte di pericolo per le vite, le strutture e le infrastrutture civili. La difesa di questi beni può essere svolta con lo scopo di stabilizzare, con interventi di tipo attivo, pareti rocciose potenzialmente instabili o di proteggere le vite e le strutture a rischio di invasione da questo tipo di frane veloci con opere di tipo passivo. Il dimensionamento di interventi di tipo attivo o passivo richiede la conoscenza delle caratteristiche geometriche, meccaniche e idraulico degli ammassi rocciosi che costituiscono le pareti o le falesie potenzialmente instabili. Il primo degli obbiettivi che si propone il presente programma di ricerca è quello di migliorare i metodi e le tecniche di acquisizione dei dati geometrici e delle caratteristiche meccaniche e idrauliche delle discontinuità in roccia che hanno un ruolo predominante nel problema della stabilità dei versanti rocciosi. In questo ambito l’Università di Parma approfondirà e svilupperà metodologie innovative con tecniche di rilievo fotogrammetrico e laser scanner per l’acquisizione di immagini digitali della parete rocciosa esaminata. L’orientazione e la posizione spaziale delle discontinuità saranno determinate automaticamente a partire da >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gianpaolo Giani Università degli Studi di PARMA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi finali del progetto di ricerca che ha per titolo: “Analisi e mitigazione del rischio indotto da movimenti franosi rapidi” possono essere definiti tendo conto dei risultati e degli obbiettivi già raggiunti nel precedente PRIN avente titolo: “Studi teorici e sperimentali per l’analisi dell’innesco e dell’evoluzione del moto di caduta massi” nel quale operavano già 3 delle 4 Unità di ricerca di questo progetto.
Partendo da queste premesse si può dire che i principali movimenti rapidi (crolli e cadute di massi, valanghe di roccia, valanghe detritiche, colate detritiche) sono stati trattati e considerati.
L’obiettivo globale di questo progetto è quindi di migliorare le conoscenze dei fenomeni che determinano l’innesco e i diversi tipi di evoluzione di crolli da pareti rocciose che si verificano in regioni di montagna e falesie.
In particolare i principali aspetti innovativi che costituiscono anche gli obiettivi di questo progetto di ricerca sono qui di seguito riassunti.
Stima dell’affidabilità e dei vantaggi dei rilievi delle pareti rocciose e dei depositi detritici effettuati con tecniche fotogrammetrici e/o laser scanner. Ricostruzione geometrica degli ammassi rocciosi e stima delle volumetria e granulometrie dei depositi detritici (Unità di Parma).
Sviluppo di una metodologia per la valutazione della possibilità di occorrenza temporale di fenomeni di crollo e definizione dei percorsi e delle altre caratteristiche del moto di >>>

Risultati parziali attesi
I risultati della ricerca che ha per titolo: “Analisi e mitigazione del rischio indotto da movimenti franosi rapidi” possono essere definiti tendo conto dei risultati già raggiunti nel precedente PRIN avente titolo: “Studi teorici e sperimentali per l’analisi dell’innesco e dell’evoluzione del moto di caduta massi” nel quale operavano già 3 delle 4 Unità di ricerca di questo progetto.
Partendo da queste premesse si può dire che i principali movimenti rapidi (crolli e cadute di massi, valanghe di roccia, valanghe detritiche, colate detritiche) sono stati trattati e considerati.
Lo scopo di questo progetto è quindi di migliorare le conoscenze dei fenomeni che determinano l’innesco e i diversi tipi di evoluzione di crolli da pareti rocciose che si verificano in regioni di montagna e falesie.
In particolare i principali aspetti innovativi che costituiscono anche gli obiettivi di questo progetto di ricerca sono qui di seguito riassunti.
Stima dell’affidabilità e dei vantaggi dei rilievi delle pareti rocciose e dei depositi detritici effettuati con tecniche fotogrammetrici e/o laser scanner. Ricostruzione geometrica degli ammassi rocciosi e stima delle volumetria e granulometrie dei depositi detritici (Unità di Parma).
Sviluppo di una metodologia per la valutazione della possibilità di occorrenza temporale di fenomeni di crollo e definizione dei percorsi e delle altre caratteristiche del moto di massi caduti da pareti rocciose per la valutazione >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
I fenomeni di crollo da pareti rocciose sono comunemente diffusi in tutte le regioni di montagna e lungo le falesie costiere. Nonostante una così ampia diffusione del fenomeno, in letteratura si trovano pochi esempi di modelli di analisi relativi a problemi connessi a crolli e cadute massi a scala di bacino. Il processo di caduta massi, infatti, pur essendo in apparenza piuttosto semplice e basato su leggi conosciute, in realtà è complicato dal fatto che i parametri coinvolti nei fenomeni di rottura ed evoluzione hanno un grado elevato di incertezza e l'elevata estensione delle aree coinvolte rende difficile raccogliere informazioni sufficienti per condurre analisi dettagliate di stabilità. Uno dei primi esempi di metodologie dedicate alla definizione della pericolosità di aree vaste, necessarie per una pianificazione regionale del territorio, è il programma STONE (Guzzetti et al., 2002; Crosta & Agliardi, 2003), che è in grado, partendo da informazioni topografiche e geomorfologiche disponibili a scala di bacino e utilizzando un modello di simulazione delle traiettorie di caduta massi, di valutare le aree di invasione e produrre carte tematiche utili alla definizione della pericolosità e del rischio alla stessa scala. Altri metodi simili a quelli del programma STONE sono stati proposti da numerosi autori (per esempio, Wieczorek et al., 1998; Jaboyedoff & Labiouse, 2003). Il limite di tale approcci è però l'assenza di un modello meccanico che >>>