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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

I luoghi del legislativo, i luoghi delle politiche. Giochi, veti, reti nell’Italia dell’alternanza.

Università degli Studi di Milano
Abstract
Questo progetto si inserisce all’interno di quel filone di ricerca che indaga le trasformazioni dei processi di law-making e di policy-making nelle moderne società complesse e in assetti istituzionali multilivello. Più specificatamente, esso è volto ad analizzare le principali cause del mutamento di questi processi nel contesto italiano dell’ultimo decennio, verificando da un lato la possibilità di applicarvi ipotesi elaborate nella letteratura politologica internazionale, e indagando dall’altro le eventuali specificità dovute alle contingenze politiche proprie del nostro paese.

La ricerca risulta dunque articolata per seguire un doppio registro.
1) Verrà approfondita l’analisi del processo legislativo, sia nelle sue dinamiche interne che nei suoi prodotti. 2) Si seguirà la più articolata evoluzione dei processi di policy, prestando particolare attenzione a settori particolarmente sensibili e quindi maggiormente capaci di risultare “termometri” del cambiamento in atto.

Entrambi i processi considerati sono stati sottoposti nell’ultimo decennio a numerose sfide. Sfide dovute alla crescente complessità dei problemi, che ha accentuato il ruolo degli attori maggiormente dotati di informazioni o capacità di problem-solving (l’esecutivo rispetto al parlamento, gli apparati amministrativi rispetto a quelli elettivi, gli stakeholders organizzati e le think tanks rispetto ai partiti politici ..); sfide derivanti dalla dislocazione multilivello >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marco Giuliani Università degli Studi di MILANO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto si propone di realizzare i seguenti obiettivi.

Ricerca:
In primo luogo esso mira a fornire nuovi elementi conoscitivi sul funzionamento del processo legislativo nel nostro paese, in modo da permettere un’adeguata comparazione con le altre democrazie avanzate. Nonostante le nuove conoscenze (fattuali e interpretative) prodotte negli ultimi anni – alcune delle quali offerte proprio dal presente gruppo di ricerca – è necessaria la produzione di ulteriore evidenza empirica al fine di garantire la possibilità di effettuare tali comparazioni. Come si è argomentato nei progetti delle diverse unità locali, molti sono i campi dove la conoscenza è ancora lacunosa o frammentaria: dall’operato dell’esecutivo nel legislativo al ruolo delle think tanks nel policy-making, dall’importanza delle regole procedurali in parlamento all’influenza dei gruppi d’interesse; dal reale portato dell’assetto bicamerale, al peso di istituzioni quali la Corte costituzionale o la Presidenza della repubblica. Il primo obiettivo di ricerca è dunque colmare tali lacune, permettendo tra l’altro una cumulabilità nel tempo dei risultati di ricerca. In secondo luogo, tale nuova evidenza servirà a testare sul caso italiano le ipotesi emerse nella letteratura internazionale, sottoponendo le stesse quindi a potenziali falsificazioni o, più probabilmente, affinamenti. Siamo infatti convinti che – almeno per ciò che riguarda le trasformazioni del legislativo e delle politiche – il caso >>>

Risultati parziali attesi
I gruppi di ricerca ed i ricercatori che partecipano al progetto nazionale sono orientati allo studio del processo legislativo e di quello di policy a partire da una molteplicità di paradigmi e teorie. E’ naturale pertanto che le ipotesi di ricerca si concentrino su dimensioni analitiche distinte, e che le attese sulla rilevanza di questa o quella variabile o fattore varino quantomeno di grado. Per taluni le regole interne ed esterne all’arena parlamentare e la distribuzione delle preferenze degli attori partitici hanno un peso preponderante nello spiegare le caratteristiche del processo e della produzione legislativi. Per altri sono le idee che circolano nella più ampia arena di policy a giocare un ruolo preminente al pari degli attori che contribuiscono alla loro circolazione. Si guarderà al mutamento istituzionale, in alcuni casi scommettendo sulla resilienza delle istituzioni stesse, anche a fronte di mutamenti formali delle regole che le governano, e in altri aspettandosi che questi stessi mutamenti producano effetti anche fuori dai confini dell’istituzione direttamente interessata. Esiste un comune interesse allo studio dei fattori che favoriscono o impediscono l’innovazione legislativa e di policy, privilegiando in alcuni casi l’analisi delle regole che comportano poteri di veto e di agenda, ed in altri la densità dei network informali che soggiacciono ai processi formali, più facilmente osservabili ma non necessariamente più rilevanti. Tutti condividono la profonda >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Sia gli studi sul law-making, sia quelli sul policy-making sono, per così dire, “costitutivamente” interessati al cambiamento. I primi guardano, fra le altre cose, ai vincoli di natura istituzionale, regolamentare e dovuti agli assetti politici che facilitano o impediscono l’innovazione legislativa. I secondi hanno da tempo fatto fuoco proprio sul policy change, investigando in primo luogo le dimensioni e la profondità del cambiamento, così come le dinamiche proprie di questo fenomeno.
Interessarsi dunque del modo in cui cambiano le arene che “processano” leggi e politiche, delle ragioni e dei tempi di questo cambiamento, nonché degli effetti di queste trasformazioni comportano significa implicitamente occuparsi di uno snodo essenziale di entrambi i processi.

E’ oramai considerato un dato assodato che il processo legislativo abbia subito nel tempo un processo di dislocazione che l’ha gradualmente allontanato dalle aule parlamentari. Diversi studiosi, anche italiani, ci hanno ricordato che il parlamento svolge diverse altre funzioni oltre a quella di approvare le leggi, e spesso si è soliti ritornare addirittura a Bagehot per sottolineare come proprio la funzione legislativa non sia fra quelle maggiormente importanti. Il richiamo al costituzionalista inglese può essere utile anche in questa sede per una doppia ragione. Da un lato, come una sorta di benchmark analitico rispetto all’indagine empirica di processi distanti nel tempo e nello spazio da quelli >>>