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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
RISCHIO CARDIOVASCOLARE, STILE DI VITA, SISTEMA NERVOSO AUTONOMO, TERAPIA PERSONALIZZATA, ESERCIZIO

Esercizio fisico come terapia: valutazione neurovegetativa come mezzo per la personalizzazione degli interventi in clinica

Università degli Studi di Milano
Abstract
Cambiamenti nello stile di vita (esercizio aerobico regolare e alimentazione sana) sono largamente raccomandati come mezzo per prevenire le conseguenze di condizioni cardiometaboliche diffuse, come obesità, ipertensione arteriosa o sindrome metabolica, il cui verificarsi sta rapidamente crescendo come conseguenza di stili di vita malsani (mancanza di esercizio, ipernutrizione, fumo e stress eccessivo) con conseguenze disastrose sulla salute e l’economia. Un esercizio regolare è consigliato anche per la prevenzione secondaria in pazienti affetti da malattie cardiache, come infarto post-miocardico o malattie dell’arteria coronarica.
Tuttavia si si incontrano molti problemi con l’introduzione dei cambiamenti degli stili di vita, o per lo meno di un esercizio regolare: nonostante sia fortemente raccomandato, la compliance dei pazienti è molto bassa. Ioltre i meccanismi dei suoi effetti benefici non sono ben definiti, forse a causa della loro complessa natura, legata ad una varietà di effetti molecolari, funzionali, psicologici e clinici mediati dall’esercizio, che sono normalmente studiati mediante protocolli differenti e considerando solo uno (o pochi) componenti alla volta. Infine mancano gli Standard per la prescrizione dell’esercizio o per testare la sua efficacia preventiva ad un livello individuale.
Lo scopo della presente proposta è dedicarsi alla maggioranza delle componenti cliniche di tale quadro, considerando condizioni (obesità, ipertensione e Collasso >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Massimo Pagani Università degli Studi di MILANO
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo generale della presente proposta è quello di concentrare in un unico progetto integrato la maggioranza degli aspetti clinici dell’esercizio come terapia nell’ambito generale del trattamento del rischio cardiometabolico. Considereremo una varietà di condizioni (obesità, ipertensione e scompenso cardiaco congestizio) che racchiudono la maggior parte dell’aumentato rischio metabolico connesso ai pazienti ambulatoriali non ospedalizzati. Focalizzeremo in particolare i due elementi fisiopatologici che si crede maggiormente contribuiscano alla riduzione del rischio che accompagna l’allenamento fisico: il miglioramento della disregolazione autonomica e vascolare.
Questo progetto si dedica ad aspetti metodologici, fisiopatologici e clinici, utilizzando una combinazione di approcci integrati, strategicamente mirando a migliorare la conoscenza di aspetti teorici, nonche’ aspetti concreti della terapia dell’esercizio.
A completamento dello studio ci proponiamo di raggiungere, dunque, i seguenti obiettivi metodologici:
• Realizzare una integrazione di diversi laboratori per una più completa valutazione della disregolazione vascolare e autonomica in condizioni di alto rischio cardiometabolico
• Migliorare il nostro modo di condurre gli studi su esseri umani con alterazioni nella meccanica vascolare e cardiaca risultanti da malattie cardiometaboliche. Saremo in grado di fornire una valutazione integrata della geometria e della funzione del LV >>>

Risultati parziali attesi
Cambiamenti nello stile di vita (particolarmente esercizio aerobico regolare e alimentazione sana) sono fortemente raccomandati come un mezzo per prevenire le conseguenze di diffuse condizioni cardiometaboliche come obesità, ipertensione arteriosa, o la sindrome metabolica, fenomeno che è in incremento sia nel mondo industrializzato che in quello sottosviluppato in conseguenza di non salutari stili di vita (carenza di esercizio, alimentazione eccessiva, fumo e stress eccessivo) con drammatiche conseguenze sulla salute e l’economia. Un esercizio regolare è anche raccomandato nella prevenzione secondaria in pazienti con patologie cardiache, come coronaropatia ischemica o scompenso cardiaco congestizio.
Quattro differenti gruppi di ricerca (Milano, Brescia, Verona e Pisa) si sono associati in modo da fornire una opportunità unica per un avanzamento delle nostre conoscenze in quest’area critica della medicina moderna, combinando le più recenti tecnologie con facilità di uso e probabilità di traslazione da esperimenti in applicazioni (dallo slogan al risultto), in modo da permettere una più veloce introduzione clinica della valutazione vascolare ed autonomica in modo da fornire una via innovativa per la prevenzione clinica personalizzata.
Il progetto proposto è pianificato in un periodo di 24 mesi e suddiviso in sezioni (metodologica, sperimentale e clinica) in modo di affrontare la molteplice natura di questo complesso problema, non ancora completamente esplorato >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le malattie cardiovascolari , sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, rappresentano la maggior parte del carico delle malattie nel mondo e stiamo assistendo alla loro rapida crescita. Negli ultimi decenni i progressi nelle tecniche diagnostiche e terapeutiche hanno ampiamente migliorato sia l’aspettativa che la qualità della vita. Tuttavia, a dispetto dei grandi sforzi ed investimenti, tali risultati nell’ambito cardiovascolare sono lontani dall’essere pienamente soddisfacenti, anche perchè il profilo dei fattori di rischio è pesantemente aggravato da due componenti, mancanza di esercizio e ipernutrizione, la cui importanza è stata recentemente documentata al di là di ogni possibile dubbio da ampi studi epidemiologici (ad es. INTERHEART). Di conseguenza recenti studi stimano che circa il 70% delle maggiori malattie croniche, incluse quelle cardiometaboliche, potrebbero essere evitate mettendo in pratica cambiamenti di stile di vita adeguati, capaci di controbilanciare l’influenza negativa di obesità ed inattività.
La crescente epidemia di queste due condizioni è il risultato di una complessa interazione di diversi fattori, molti dei quali, come la facilità di accesso a cibi ad alto potere calorico o l’incremento del tempo speso seduti di fronte alla TV, vanno oltre la portata di azione diretta della comunità medica. Da un punto di vista clinico indirizzato al trattamento dell’epidemia da ipomobilita’, perciò, si richiede un cambiamento di >>>