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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

L'impatto dell'adozione degli IAS/IFRS sull'informazione di bilancio delle imprese italiane quotate: un’analisi empirica comparata con i principi contabili OIC e US GAAP.

Università di Pisa
Abstract
Il programma di ricerca analizza empiricamente l’impatto determinato dall’adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS sui bilanci delle imprese italiane quotate in borsa, in particolare sul capitale di funzionamento, sul reddito d’esercizio e sugli indicatori economico-finanziari, secondo una prospettiva che tenga conto dei rischi e delle capacità informative del bilancio. Sotto questo punto di vista, saranno evidenziate le differenze rispetto all'informazione redatta in base ai principi nazionali OIC ed ai principi contabili statunitensi US GAAP.
L’analisi empirica prende in considerazione i bilanci consolidati degli anni 2004/2005/2006/2007 ed i bilanci di esercizio degli anni 2005/2006/2007, redatti dall’universo delle imprese italiane quotate alla Borsa Valori di Milano.
Con riferimento alle singole voci di bilancio, saranno verificati empiricamente i risvolti applicativi che, sia in sede di first time adoption sia negli esercizi successivi alla transizione, il corpus degli IAS/IFRS ha generato sul sistema informativo-contabile delle imprese.
Si analizzeranno poi le ragioni economiche sottostanti le scelte contabili, con riferimento specifico all'introduzione del fair value (rispetto al costo storico) come criterio di valutazione, individuando eventuali correlazioni fra la scelta e la misurazione del fair value e determinati aspetti del sistema dei controlli interni, in particolare del sistema di corporate governance. In questo >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luciano Marchi Università degli Studi di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo principale del progetto di ricerca consiste nell’analizzare l’impatto dell’introduzione degli IAS/IFRS sull’informativa annuale contenuta nei bilanci di esercizio e consolidati delle imprese italiane quotate, sia finanziarie che non finanziarie.
Dal raggiungimento di tale obiettivo, il risultato che il programma si attende di ottenere è fornire un contributo conoscitivo basato su una rigorosa analisi empirica quantitativa e qualitativa che sia in grado, da un lato, di supportare lo sviluppo e l’implementazione della normativa contabile; dall’altro lato, di ispirare un utilizzo dei principi contabili internazionali aderente alle esigenze conoscitive degli stakeholders i cui interessi convergono nelle imprese obbligate alla loro adozione. La progressiva estensione dell’utilizzo del fair value come criterio cardine - teorico e pratico - delle valutazioni di bilancio, in sostituzione del costo storico, pone interrogativi cui si darà risposta con dei test che saranno effettuati sui bilanci per valutare la prudenza, significatività e attendibilità dell’informazione diffusa.
In questo contesto si inserisce lo studio e la misurazione delle principali differenze fra l'informazione scaturita dall’adozione di diversi sistemi di principi contabili (OIC, IFRS ma anche US GAAP). I risultati dell’analisi comparativa consentiranno infatti di valutare la direzione intrapresa dal processo di armonizzazione in atto fra i principali sistemi di standard >>>

Risultati parziali attesi
È innegabile che l'avvento dei principi contabili internazionali rappresenti un momento di vera e propria “rottura”, rispetto a prassi professionali ed a comportamenti aziendali diffusi e condivisi nonché rispetto ad una consolidata tradizione nazionale di studi economico-aziendali: tale rottura si manifesta nell’obbligatorietà normativa, e quindi nella necessità operativa di approfondire ed assimilare concetti del tutto estranei e/o diversamente interpretati fino ad oggi.
Pur a fronte di un percorso avviato con passo deciso, permangono dubbi ed interrogativi sulla qualità (intesa come efficacia informativa) dei nuovi standards rispetto a quelli tradizionalmente adottati nel nostro Paese (oltre che in altri Pesi europei): qualità che, naturalmente, si riflette sui documenti di sintesi del bilancio e sui loro contenuti.
Particolarmente avvertita è la questione della sempre maggior estensione, in ambito IASB, del postulato del fair value come orientamento valutativo che diviene cardine della redazione di bilancio, contro la tradizionale impostazione domestica del costo storico. Tale questione, inoltre, si sovrappone a quella della rilevanza, in ambito italiano, del principio generale della prudenza, disconosciuto invece dalla dottrina anglosassone perché ritenuto limitativo di altri principi fondamentali quale la competenza economica.
E’ allora evidente che sono notevoli le implicazioni di queste difformità su singole poste del bilancio e sui dati >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Gli studi di ragioneria comparata ed internazionale che si occupano dell’armonizzazione contabile hanno di recente avuto un forte sviluppo (Belkaqui, 1994; Alexander, Archer, 1994; Zambon, 1996; Nobes, Parker, 1998; Di Pietra, 2000; Choi, Mueller, 2002, Capodaglio, Baldarelli, 2003, Azzali, 2005).
Le tendenze attuali indicano movimenti continui verso l’armonizzazione; persistono comunque difficoltà e perplessità (Ferraris Franceschi, Cerbioni, 2004; Mariniello, 2004). In tal senso, Ampofo e Sellani (2005) discutono il conceptual framework usato per definire gli IFRS e gli US GAAP, nonché presentano numerosi esempi di trattamento di operazioni contabili secondo gli stessi principi. La dimostrazione che il processo di armonizzazione presenta notevoli difficoltà viene resa evidente dall’esistenza di specifiche referenze contabili nazionali per il trattamento di alcune poste.
Esistono, inoltre, diverse analisi empiriche per dimostrare la crescente armonizzazione internazionale dell’informativa di bilancio, le differenze ancora presenti tra i GAAP nazionali di diversi Paesi e le motivazioni ad esse sottostanti. Ad esempio Street et al. (2002) esaminano i bilanci di un campione mondiale di imprese che usano gli IFRS, per valutare il grado di conformità a questi e per individuare i fattori che determinano la conformità. Si evidenzia che esiste una misura significativa di non conformità con i principi IFRS, soprattutto in termini di informativa di bilancio richiesta. I >>>