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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Forme di partecipazione, rappresentazioni sociali e dinamiche di potere nelle esperienze di programmazione territoriale in cinque regioni italiane

Università degli Studi di Sassari
Abstract
Oggetto del progetto di ricerca è lo studio comparativo di cinque realtà regionali diverse tra loro sotto i profili degli insediamenti territoriali, dell’esperienza di progettazione, delle dinamiche sociali, del ruolo degli attori politici. Le regioni interessate sono Lombardia, Piemonte, Umbria, Sardegna, Sicilia. Il progetto si colloca nell’ambito della sociologia urbana e della sociologia politica e si avvarrà anche di competenze psicologico-sociali, urbanistiche e di politiche comunitarie.
Sul piano teorico le cinque unità locali condividono una griglia di rilevazione centrata sui seguenti fuochi tematici: 1. come cambiano il territorio e la sua rappresentazione sociale, 2. quali modalità di partecipazione si realizzano all’interno del processo pianificatorio, 3. quale ridislocazione dei poteri si determina in ragione della specifica attuazione di logica pianificatoria di tipo partecipativo.
Tutte le unità di ricerca nel primo anno di ricerca avranno in comune i seguenti obiettivi conoscitivi:
a. lo studio dei modelli di programmazione territoriale adottati nella regione di riferimento;
b. l’analisi delle diverse forme di partecipazione prodotte nei rispettivi contesti territoriali connesse alle nuove forme di azioni di pianificazione e che si differenziano dai processi ordinari di policy making e dalle tradizionali forme di consultazione;
c. la ricognizione dei cambiamenti in termini di inclusione ed esclusione sociale prodotti nei >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonietta Mazzette Università degli Studi di SASSARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto di ricerca prevede lo studio comparativo di cinque esperienze regionali nel campo della programmazione territoriale che hanno tipologie di insediamento diversificate sotto i profili territoriale, della progettazione locale e dell’acquisizione delle direttive europee. Le regioni interessate sono Piemonte, Lombardia, Umbria, Sardegna, Sicilia. Per ciascuna di esse saranno considerati i diversi livelli della programmazione territoriale: regionale, di area vasta, urbano.
Il progetto si colloca nell’ambito delle discipline della Sociologia urbana e della Sociologia politica e si avvale dell’apporto di specifici contributi delle discipline psicologico-sociali e dell’Urbanistica.
La ricerca si propone i seguenti obiettivi conoscitivi:
1. ricostruire i modelli di programmazione territoriale adottati nelle cinque regioni;
2. condurre un’analisi comparata di tali modelli, attraverso le rappresentazioni sociali, le forme di partecipazione e le dinamiche del potere;
3. analizzare gli effetti sociali delle diverse esperienze partecipative;
4. individuare i fattori di successo e gli elementi di criticità delle esperienze analizzate, in un’ottica di trasferibilità in altri contesti.
In vista di tali obiettivi lo studio nazionale tiene conto, nella sua impostazione teorica e metodologica, del fatto che i campi interessati dal concetto di partecipazione possono essere diversi, e così pure i significati ad esso attribuiti, oltre che >>>

Risultati parziali attesi
La ricerca produrrà nuove conoscenze relative:
1. all’esperienza delle nuove forme di partecipazione connesse a tutti quei fenomeni di governance che stanno attraversando molte regioni italiane. Si intende cioè capire se queste forme partecipative possano essere lette come una frattura epistemologica nel governo del territorio urbano e non urbano, e se siano da considerare come un radicale ripensamento delle modalità attraverso cui le forze in gioco a livello locale e le risorse disponibili (economiche, di potere, di conoscenza, etc.) sono mobilitate e attivate per indirizzare e governare processi complessi che coinvolgono una pluralità di attori e di sistemi;
2. alle rappresentazioni sociali del territorio che emergono dalla prospettiva partecipativa e che costituiscono una svolta rispetto alle logiche programmatorie delle fasi precedenti;
3. alle dinamiche del potere e al riposizionamento degli interessi in campo, giacché, nella sua applicazione la logica partecipativa ha sia un effetto inclusivo che riguarda l’ingresso di nuovi attori che in passato sono stati esclusi e/o ignorati dai processi decisionali riguardanti il governo del territorio - attori politici in senso per lo più informale che stanno acquisendo una coscienza nuova che li porta a mettersi in primo piano e a giocare un ruolo da protagonisti quando si tratta di dover prendere delle decisioni che comportano un cambiamento più o meno radicale del tessuto urbano -; sia un effetto esclusivo >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
I cambiamenti territoriali che hanno coinvolto anche l’Italia in questi ultimi tre decenni sono legati, innanzitutto, al fatto che l’industria non ha più bisogno di grandi dimensioni e perciò neppure di un bacino di manodopera concentrato dentro le aree urbane. Ossia, viene a mancare quel carattere polarizzato che era tipico del modello fordista; in secondo luogo, al fatto che l’industria non ha più bisogno di tenere insieme la fase della produzione materiale e quella progettuale e ideativa. Vale a dire che la produzione materiale si de-localizza a seconda dei costi del lavoro, e ciò ha fatto sì che vi sia stato un riposizionamento delle attività lavorative dei settori industriali che ha visto lo spostamento della produzione in Paesi dove il costo del lavoro era oggettivamente più basso perché altrettanto basso era il loro livello generale di sviluppo economico. Viceversa, la progettazione, la ricerca, la creazione di nuovi prodotti (qualunque sia il settore) collegata alle nuove professionalità continuano a situarsi in pochissime città, anzitutto in quelle definite “città globali”, ossia là dove ci sono il controllo dei flussi finanziari, le risorse umane altamente qualificate, le tecnologie avanzate, le condizioni culturali orientate verso l’innovazione e la ricerca, una buona qualità urbana almeno per quelle fasce di popolazione coinvolte e protagoniste in questo complesso processo di sviluppo. Anche se, alla luce degli avanzamenti tecnologici ed economici di quest’ultimo >>>