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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione brevettuale
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      • SOIL WORKING IN AGRICULTURE OR FORESTRY; PARTS, DETAILS, OR ACCESSORIES OF AGRICULTURAL MACHINES OR IMPLEMENTS, IN GENERAL (making or covering furrows or holes for sowing, planting, or manuring A01C5/00; soil working for engineering purposes E01, E02, E21; [N: measuring areas for agricultural purposes G01B])
  • PHYSICS
Classificazione geografica
Parole Chiave
FAUNA DEL SUOLO, BIODIVERSITÀ, SUOLI AGRICOLI, BIOINDICAZIONE, GRUPPI TROFICI

Modificazioni della composizione della micro- e mesofauna in terreni naturali ed agrari per la valutazione della fertilità

Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Abstract
La fauna del suolo ha un ruolo chiave nei processi di decomposizione e mineralizzazione, fondamentali per la funzionalità dell’ecosistema e per la fertilità vegetale. Le alterazioni del suolo, come quelle causate da pratiche agricole intensive, influenzano sensibilmente e in tempi brevi le zoocenosi edafiche; queste possono pertanto essere utilizzate come bioindicatori di variazioni ambientali. Uno degli obiettivi di questo lavoro è valutare la qualità e la funzionalità dei suoli tramite lo studio delle zoocenosi edafiche.
Lo studio prevede la raccolta stagionale di campioni di terreno in differenti suoli con varie condizioni di impatto antropico, da ambienti naturali poco alterati (boschi) a sistemi agricoli specializzati (quali le monoculture). Ogni Unità Operativa (U.O.) affronterà determinate componenti delle zoocenosi del suolo, tra i quali particolarmente importanti sono Nematoda per la microfauna, Acari e Collembola per la mesofauna. Uno scambio continuo di dati tra le Unità Operative sarà fondamentale per investigare in maniera organica i diversi ambienti di studio.
Sarà effettuato un ciclo annuale di campionamenti per seguire l’evoluzione delle biocenosi in relazione all’andamento delle stagioni. Si indagheranno le correlazioni tra la fauna del suolo e le fitocenosi in vari ambienti naturali ed agrari, nonché gli effetti del grado di antropizzazione sulle biocenosi edafiche. Al fine di investigare la funzionalità dei diversi suoli, i taxa campionati ed >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco Paolo D'errico Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto si prefigge sia il raggiungimento di obiettivi minimi sia di traguardi più ambiziosi.
Gli obiettivi minimi proposti riguardano in particolare:
• Una maggiore conoscenza delle zoocenosi edafiche italiane. Le attuali conoscenze della fauna del suolo sono molto frammentarie e non hanno, come dovrebbero, un carattere organico.
• Offrire un contributo tangibile alla conoscenza delle successioni della fauna del suolo. Anche questo aspetto è poco noto, in quanto gli studi in merito sono perlopiù limitati a singoli taxa, e sono pertanto da ritenere utili ma certamente non esaustivi.
• La comparazione della composizione delle zoocenosi edafiche in ambienti antropizzati e ad uso agricolo, utilissime per la comprensione dei punti critici di alcuni taxa.
• Individuare le corrispondenze tra le fitocenosi e le zoocenosi. Le fitocenosi, attraverso la produzione di materiale organico, sono fondamentali per lo sviluppo e la caratterizzazione della comunità edafica.
• L’istituzione di un “ATLANTE DELLA FAUNA EDAFICA ITALIANA” su supporto informatico. Consapevoli che i costi di realizzazione di un atlante dettagliato della fauna per i vari suoli italiani sarebbero elevatissimi, si punta alla realizzazione di un atlante multimediale che abbia, oltre che una impostazione sistematica, una ulteriore organizzazione per ambienti e/o tipi di suolo. Ciò permetterà di poter consultare l’atlante avendo sempre presente la sinossi della composizione >>>

Risultati parziali attesi
RISULTATI ATTESI DALLA RICERCA
Il risultato cardine della ricerca è la conoscenza delle zoocenosi edafiche di alcuni ambienti italiani. Le biocenosi edafiche, pur contribuendo in maniera nascosta ma significativa alla biodiversità, non sono ancora state oggetto di approfonditi studi. Si rischia quindi con inconsapevoli “cambi d’uso”, ma più spesso con pratiche colturali inadeguate, di distruggere quel che di buono la natura ci offre e che ancora non si conosce. La fauna del suolo, in particolare, è la principale responsabile della degradazione della sostanza organica, e pertanto contribuisce alla fertilità e ad una funzionalità rinnovabile dei suoli. La caratterizzazione della composizione della struttura trofica diviene quindi indispensabile non solo per la conoscenza di base ma per tutte quei risvolti pratico-applicativi che ne deriveranno.
Sebbene siano stati studiati alcuni taxa in relazione al tipo di copertura vegetale, in Italia sono molto poco conosciute le relazioni tra le fitocenosi e le corrispondenti zoocenosi edafiche. Ulteriore sviluppo sarà quello di poter delineare la composizione lungo le successioni e poter quindi attribuire una “composizione tipo” per ogni ambiente studiato. In particolare, per le successioni “naturali” sarà possibile comprendere quelle trasformazioni nella composizione che intervengono nel passare da un suolo giovane di natura vulcanica fino ad un suolo maturo di tipo boschivo. Tale approccio agli “ambienti naturali” funger >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il suolo è un sistema complesso con proprietà che dipendono dalle interazioni tra la componente biotica ed abiotica, tra loro intimamente collegate.
La parte biotica è costituita da una frazione vegetale, responsabile non solo della clasi e trasformazione della roccia madre in suolo, ma anche del continuo apporto di sostanza organica, e da una componente animale che aggiunta a quella batterica costituisce, nella maggior parte dei suoli, la frazione dominante sia in termini di numero di specie e di organismi che in termini di biomassa totale e di attività. Basti pensare che non esistono suoli privi di organismi e che, in ambienti naturali, un grammo di terreno contiene diversi miliardi di individui (batteri, actinomiceti, funghi, microalghe, protozoi, nematodi, acari, collemboli etc.); tali organismi sono rinvenibili in quantità più elevata nella zona della rizosfera e concorrono ad un enorme numero di attività metaboliche (Lynch, 1982).
Complessivamente la quantità degli organismi patogeni è estremamente limitata rispetto agli utili. Ciò non accade, invece, nei campi coltivati dove vi è una tipica situazione di bassa diversità ambientale relativa sia ai vegetali sia alla microflora e alla fauna edafiche. In altre parole, laddove esiste una monocoltura obbligata (per esempio floricoltura) si istaura una componente biotica dannosa, che può essere rappresentata anche da una sola specie che prende il sopravvento su tutte le altre (dominanza) ed è causa di notevoli >>>