Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • FIXED CONSTRUCTIONS
    • HYDRAULIC ENGINEERING; FOUNDATIONS; SOIL SHIFTING
      • HYDRAULIC ENGINEERING (ship-lifting E02C; dredging E02F)
    • LOCKS; KEYS; WINDOW OR DOOR FITTINGS; SAFES
      • HINGES OR OTHER SUSPENSION DEVICES FOR DOORS, WINDOWS OR WINGS ([N: foldable tables A47B3/00; hinged panels A47B5/00; foldable chairs A47C4/00; making hinges B21D53/40, B21K13/02; making holes for taking-up fittings B27F5/12; for vehicle tailboards B60P1/00D; for refuse receptacles B65F1/16E]; pivotal connections in general F16C11/00; mounting of stove or range doors F24C15/02B2; for folding flat displays of portable computers G06F1/16P2H]) [C9801]
  • PERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
      • TRANSPORT OR STORAGE DEVICES, e.g. CONVEYERS FOR LOADING OR TIPPING; SHOP CONVEYER SYSTEMS; PNEUMATIC TUBE CONVEYERS ([N: preventing fire in special objects or places A62C3/00]; transport or storage devices used in a particular handling or treatment of articles or materials, see the relevant subclass, e.g. in metal-working B21D43/00, B23Q7/00, B23Q41/02; vehicle, railway, sea or aircraft aspects B60 to B64; in packaging B65B; handling thin or filamentary materials B65H; hoisting, lifting, hauling, e.g. truck loaders B66 [N: 35D]; handling liquids B67; [N: transport or storage containers for preparing or distributing road building materials E01C; construction or assembling of bulk storage containers employing civil engineering techniques in site or off the site E04H7/00]; specially adapted to underground conditions in mines E21F13/00; storing or distributing gases or liquids F17; in handling radioactive materials G21C19/00)
  • PHYSICS
    • MEASURING (counting G06M); TESTING
      • GEOPHYSICS; GRAVITATIONAL MEASUREMENTS; DETECTING MASSES OR OBJECTS (detecting or locating foreign bodies for diagnostic, surgical or person-identification purposes A61B; means for indicating the location of accidentally buried, e.g. snow-buried persons A63B29/02; investigating or analysing earth materials by determining their chemical or physical properties G01N; measuring electric or magnetic variables in general, other than direction or magnitude of the earth\'s field G01R; electronic or nuclear magnetic resonance arrangements G01R33/20; radar, sonar or analogous methods in general, detecting masses or objects involving these methods G01S)
Classificazione geografica
Parole Chiave
SARDEGNA, TOSCANA MERIDIONALE, ARCO CALABRO-PELORITANO, MEDITERRANEO CENTRALE, EVOLUZIONE CINEMATICA

Relazioni paleogeografiche tra Toscana, Corsica, Sardegna, Calabria e Sicilia Orientale prima della deformazione alpina. Evoluzione cinematica dell’area compresa tra il Golfo del Leone e l’attuale Avampaese Adriatico-Apulo-Ionico a partire dall’Oligocene superiore.

Università di Pisa
Abstract
A cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta, le diverse campagne oceanografiche effettuate permisero ai ricercatori del Lamont-Doherty Observatory di correlare e datare le principali anomalie magnetiche dell’Atlantico Centrale e Settentrionale e pertanto di ricostruire con buona attendibilità la storia di apertura di questo oceano. Una volta noti i parametri del moto relativo dell’Europa rispetto all’America e dell’Africa rispetto all’America il passo successivo fu quello di calcolare il moto relativo dell’Africa rispetto all’Europa o dell’Europa dispetto all’Africa ricavando così la storia dell’interazione tra queste due placche a partire dall’inizio del Giurassico medio quando l’Africa cominciò ad allontanarsi dall’America con un movimento di prevalente trascorrenza sinistra rispetto all’Europa. In modelli semplici con Terra a raggio costante e con movimenti delle placche senza significativa deformazione interna, l’area mediterranea in tempi alpini veniva considerata un sistema cinematico interamente dominato dal sistema Atlantico. Attraverso questo approccio furono elaborati modelli previsionali ricavati dalle lineazioni magnetiche dell’Atlantico e questi modelli furono messi a confronto con le conoscenze disponibili di geologia regionale. La corrispondenza tra dati calcolati e dati osservati era tanto buona da essere stupefacente tra il Giurassico medio e l’Oligocene medio-superiore. A partire da questo momento, invece, dati calcolati e dati osservati erano in >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo Scandone Università degli Studi di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo finale del Progetto è l’elaborazione di un modello cinematico che descriva compiutamente l’evoluzione geologica dell’area peritirrenica a partire dall’Oligocene superiore. La scelta dell’Oligocene superiore come limite cronologico inferiore del modello deriva dal fatto che in questo periodo il contesto geodinamico del Mediterraneo Centrale è abbastanza ben definito, con un sistema di subduzione Europa-immergente in corrispondenza della Corsica e della Sardegna e un sistema Africa-immergente nelle Alpi, con il Bacino Terziario Ligure-Piemontese impostato in corrispondenza della trasforme che doveva accomodare l’opposta subduzione, il vulcanismo calc-alcalino delle Sardegna e il plutonismo orogenico delle Alpi accompagnato da subordinati episodi vulcanici. Tanto nel segmento a subduzione Europa-immergente quanto nel segmento a subduzione Africa-immergente dovevano esistere prima della fine dell’Oligocene condizioni di arco neutrale nel quale la velocità di convergenza tra placche era compensata dalla velocità di arretramento flessurale della placca inferiore con conseguente migrazione spazio-temporale del sistema catena-avanfossa-avampaese verso l’esterno. A partire dalla fine dell’Oligocene, l’aumento della velocità di arretramento flessurale della placca Africana non compensato dalla velocità di convergenza tra le placche determinò l’apertura nel Mediterraneo Occidentale e nel Tirreno di bacini estensionali a crosta oceanica e a crosta continentale assottigliata >>>

Risultati parziali attesi
Il Progetto proposto ha caratteristiche di ricerca di base e in quanto tale ha valenza metodologica piuttosto che potenzialità applicative dirette. Il principale contributo atteso è un significativo avanzamento delle conoscenze geologiche sull’area del Mediterraneo Centrale attraverso un approccio integrato che va dalla geologia strutturale alla geologia stratigrafica, alla paleontologia ed alla geomatica.
Le attività di ricerca proposte seguono uno schema di flusso a cascata, per cui ogni prodotto finito in tempi brevi diventa elemento di input per un prodotto più complesso da conseguire in tempi intermedi, fino al prodotto a più lungo termine, rappresentato dal modello cinematico dell’area peri-Tirrenico, che ha come parametri di ingresso le conclusioni di tutte le ricerche precedenti. I proponenti sono ben consci del fatto che se si rompesse un anello della catena, il progetto sarebbe destinato al fallimento. D’altro canto la consapevolezza di questo rischio rende la sfida scientifica più interessante, stimolando la massima cooperazione tra i ricercatori nel rispetto di una tabella di marcia che ha tempi stretti ma in ogni caso realistici.
Seguendo lo schema di flusso delle attività di ricerca, i prodotti che saranno resi disponibili sono i seguenti:
1. carte del basamento in Corsica-Sardegna e nell’Arco Calabro-Peloritano, con le caratteristiche salienti delle unità pre-alpine;
2. carte della copertura mesozoico-terziaria in Sardegna Orientale >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Già nei primi anni settanta unità tettoniche interne a basamento oceanico e a basamento continentale dell’Arco Calabro-Peloritano venivano interpretate come frammenti di un edificio tettonico alpino, originariamente continuo dalla Corsica Orientale al Marocco, migrati nel corso della tettonica neogenica. In particolare, veniva riconosciuto un sistema orogenico Europa-vergente, interessato da metamorfismo alpino cretacico-paleogenico, accavallato in toto sulla catena appenninica neogenica Africa-vergente. In questa ricostruzione l’Unità di Longobucco (=Unità della Sila), collocata alla base della catena alpina, era interpretata come un elemento “austroalpino” Africa-vergente trasportato al fronte della catena alpina quando questa assunse una destinazione africana. L’Unità di Stilo, collocata al tetto della catena alpina, era invece interpretata come un elemento di origine europea sovrascorso con vergenza appenninica sulla catena alpina prima dell’inizio dell’apertura tirrenica. In più di trenta anni nuovi dati analitici sono stati raccolti e nuove idee sono maturate che hanno integrato e in parte modificato il vecchio schema. Sono state anche proposte correlazioni a scala regionale tra unità dell’Arco Calabro-Peloritano (l’Unità della Sila e l’Unità Longi-Taormina) e unità equivalenti affioranti nel Maghreb (Complessi Kabilidi, Falde Ghomaridi e Dorsale Calcarea Interna), nella Cordigliera Betica (Complesso Malaguide) e nell’Appennino Settentrionale (“Pseudoverrucano >>>