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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di MILANO
Diritto civile
- Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como
DIRITTO ED ECONOMIA DELLE PERSONE E DELLE IMPRESE
- Università degli Studi di TORINO
SCIENZE GIURIDICHE
- Università Commerciale "Luigi Bocconi" MILANO
Diritto comparato
- Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli
SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICHE
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- 4 - Istituzioni nazionali e Costituzione europea. Analisi comparata delle istituzioni dei Paesi membri nel quadro costituzionale europeo: potenzialità operative e problemi di adeguatezza e di adattamento reciproco.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Parole Chiave
MULTILINGUISMO, TRADUZIONE, CRITERI DI INTERPRETAZIONE, UNIONE EUROPEAIl multilinguismo legislativo
Università degli Studi di MilanoAbstract
Dall’analisi delle esperienze giuridiche caratterizzate da multilinguismo legislativo emergono una serie di problematiche in sede di traduzione dei testi e soprattutto di interpretazione degli stessi.Il multilinguismo legislativo, infatti, per sua natura, come la ricerca cercherà di evidenziare, pone in crisi il criterio ermeneutico più tradizionale e più collaudato presso tutte le culture giuridiche, vale a dire il criterio della interpretazione letterale. Quest’ultima presuppone che vi sia una sostanziale identità tra il codice linguistico utilizzato dal legislatore, ed il codice linguistico utilizzato dai cittadini cui il messaggio del legislatore è indirizzato. In presenza di una simile comunanza di codici comunicativi, infatti, al cittadino non resterà altro che l’obbligo di comprendere le parole del legislatore, poiché quelle parole sono le medesime che egli utilizza nella vita quotidiana.
Laddove il legislatore si esprima in più lingue, questo tipo di perfetto circolo comunicativo si spezza: la ricerca intende fare luce sulle conseguenze che ne derivano.
Le problematiche che si vogliono indagare, naturalmente, assumono una stringente attualità con riferimento al sistema della Unione Europea, sistema giuridico che si esprime, ormai, in 23 lingue ufficiali. Infatti, con riferimento all’esperienza dell’Unione Europea, l’esistenza di consistenti inconvenienti sia in sede di individuazione del significato degli enunciati del diritto positivo nelle sue >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Gambaro Università degli Studi di MILANOObiettivo del Programma di Ricerca
Il Progetto si pone nel solco delle iniziative volte a salvaguardare l’obiettivo fondamentale dello sviluppo armonico della legislazione dell’Unione Europea. Rispetto a tale obiettivo, le problematiche connesse alla interpretazione (e quindi, a maggior ragione, della predisposizione) di testi normativi destinati ad essere “fruiti” in diverse lingue pongono evidentemente ostacoli potenzialmente assai significativi. L’obiettivo stesso della armonizzazione del diritto dei Paesi membri rischia di essere vanificato dall’assenza di un quadro di riferimento comune e condiviso sui criteri ermeneutici da utilizzare sia in sede di individuazione del significato degli enunciati del diritto positivo nelle sue varie espressioni linguistiche sia in sede di soluzione delle eventuali antinomie tra le diverse versioni nazionali.In ossequio a tale obiettivo di fondo, il Progetto intende principalmente isolare le problematiche emerse (nell’esperienza dell’Unione Europea ma non solo) in relazione alla interpretazione dei testi nei sistemi caratterizzati da multilinguismo legislativo al fine di suggerire al legislatore ed all’interprete del diritto dell’Unione Europea possibili soluzioni a tali problematiche.
La rilevanza degli obiettivi enunciati si impone agli occhi dello studioso del diritto europeo con assoluto nitore. Ne fornisce comunque un noto esempio la questione trattata dalla Corte di Giustizia Europea nel celebre caso Océano (Causa C. 240/98). Il problema riguardava la >>>
Risultati parziali attesi
Sono noti (poiché oggetto da tempo di analisi critiche da parte degli operatori del diritto) i difetti redazionali della legislazione europea, dovuti, tra l’altro, alla frammentarietà dell’intervento del legislatore comunitario, al cattivo coordinamento tra i diversi interventi, alla difficoltà di riportare nei testi i delicati compromessi raggiunti a livello politico, all’utilizzo frequente del “burocraticismo”,…Tra tali difetti, un ruolo certamente di grande rilievo è assunto dai difetti di traduzione, particolarmente insidiosi perché capaci di incidere negativamente sull’effetto armonizzatore degli interventi legislativi, potendo giungere sino a reintrodurre discipline differenti da Stato a Stato (per effetto della diversa portata delle espressioni utilizzate nelle varie lingue) laddove l’intervento legislativo mirava appunto a dare vita ad una disciplina comune.
In tale ottica, sembra opportuno, nell’ottica di salvaguardare l’obiettivo di uno sviluppo armonico del diritto europeo, che tanto il legislatore a livello di redazione quanto l’operatore del diritto a livello ermeneutico siano forniti di un quadro di riferimento comune e condiviso, da un lato, sui criteri e le modalità di traduzione dei testi (sulla scia di quanto accaduto ad opera del Terminology Group in seno all’Acquis Group) e, dall’altro lato, sui criteri ermeneutici da utilizzare sia in sede di individuazione del significato degli enunciati del diritto positivo nelle sue varie espressioni >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le problematiche connaturate alle esperienze giuridiche caratterizzate da multilinguismo legislativo in sede di traduzione dei testi e soprattutto di interpretazione degli stessi sono da tempo oggetto di attenzione da parte del Diritto Comparato.A livello di integrazione europea, esse sono state per lo più trattate nel contesto dei più ampi interventi critici circa i difetti redazionali che caratterizzano la legislazione europea (unitamente, dunque, alle critiche all’utilizzo del “burocraticismo”, alla frammentarietà dell’intervento del legislatore comunitario, al cattivo coordinamento tra i diversi interventi e così via).
Nella più recente esperienza dell’Unione Europea, tuttavia, l’istanza giurisprudenziale si è più volte trovata ad affrontare tematiche connesse all’interpretazione dei testi normativi e, ancora più spesso, alla difformità delle diverse versioni linguistiche di un medesimo atto, dando vita a criteri esegetici che, ad un’attenta analisi, si rivelano talvolta difformi da quelli apparteneneti allo strumentario tradizionale dell’operatore giuridico.
D’altra parte, anche le Istituzioni dell’Unione sembrano avere preso atto dei gravi rischi a cui va incontro l’obiettivo fondamentale di uno sviluppo armonico del diritto europeo laddove non si individuino soluzioni operative concrete alle problematiche connesse al plurilinguismo, tanto da creare, all’interno della significativa esperienza dell’Acquis Group, una sottosezione dedicata appunto >>>



