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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Dimensioni di variazione nella Lingua dei Segni Italiana

Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"
Abstract
Il nostro obiettivo principale è lo studio delle dimensioni di variazione nella LIS (Lingua dei Segni Italiana). Un progetto che sarà realizzato congiuntamente dalle tre unità è la costruzione di un corpus socio-linguistico che dia una rappresentazione sistematica della variazione lessicale, morfo-fonologica e sintattica nella LIS. Sia per la raccolta dei dati che per la loro trascrizione, sarà adottata la metodologia già impiegata in analoghi studi su American Sign Language (ASL: Lucas, Bailey and Valli 2001) e Australian Sign Language (ASLAN: Johnston and Schenbri 2006). L’obiettivo, oltre a descrivere la tipologia di variazione della LIS, è anche quello di preparare la strada per un’analisi interlinguistica sulle dimensioni di variazione all’interno delle diverse lingue dei segni. E’ importante sottolineare che la LIS, come le altre lingue dei segni, non ha un sistema di scrittura, quindi la creazione di un corpus è importante sia per mantenere una memoria della lingua, sia per facilitare la ricerca scientifica. Attraverso l’impegno coordinato delle 3 unità, saranno condotte interviste da parte di intervistatori Sordi a circa 100 informanti Sordi distribuiti in 10 città. I soggetti da intervistare saranno selezionati secondo i seguenti criteri sociolinguistici: zona di provenienza, età, genere, status socio-economico e attitudine verso la LIS nelle scuole frequentate. I video contenenti il corpus saranno tutti raccolti durante i 2 anni di durata del presente progetto e al >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Caterina Donati Università degli Studi di URBINO "Carlo BO"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il nostro obiettivo principale è lo studio dei diversi aspetti della variazione sistematica osservabile all’interno di un sistema linguistico specifico, la Lingua dei Segni Italiana (LIS). Le lingue dei segni mostrano un alto grado di variazione, persino all’interno della stessa comunità linguistica, determinato da fattori quali l’età del segnante, la sua educazione e le sue origini regionali. Le comunità segnanti sono in genere molto tolleranti verso le differenze individuali legate allo stile segnico. I dialetti standardizzati emergono grazie al supporto di istituzioni quali i media, l’istruzione, il governo, le leggi. Questo tipo di sostegno non si dà per la maggior parte delle lingue dei segni, e per la LIS in particolare. A questo si aggiunge l’assenza di una forma scritta largamente impiegata e di tecnologie di comunicazione. Tutto questo spiega perché possano coesistere all’interno della comunità Sorda enormi differenze a ogni livello e addirittura sistemi grammaticali diversi. Un lavoro sulle lingue dei segni che intenda descriverle come sistemi grammaticali coerenti deve quindi distinguere tra le diverse varietà nel tentativo di costruire un modello di grammatica.
Una pratica comune è quella di concentrarsi solo sulle varianti di coloro che hanno acquisito la lingua dei segni da bambini in quanto figli di genitori sordi e che appartengono ad una cultura e ad una comunità Sorda. Tuttavia, anche considerando soltanto le lingue native così definite, la >>>

Risultati parziali attesi
Lo sviluppo di un corpus audiovisivo immagazzinato con tecnologia digitale, corredato di glosse, trascrizioni e annotazioni linguistiche, accessible al pubblico, diverrà molto probabilmente strumento essenziale per la ricerca e la didattica della Lingua dei segni italiana nei prossimi anni. L'uso di procedure stardardizzate per la raccolta e la trascrizione di dati rende facile ed economica la comparazione di lingue dei segni diverse, e si rivela pertanto uno strumento importante per il progresso della linguistica tipologica e comparativa. La maggiore comprensione degli aspetti sociolinguistici, fonologici, lessicali e sintattici che deriverà da questo progetto porterà inoltre a un miglioramento della didattica della lingua dei segni italiana. Questo a suo volta apporterà miglioramenti nella formazione di assistenti, traduttori, interpreti e insegnanti della lingua dei segni.

Una migliore conoscenza della LIS, negli aspetti grammaticali e nei suoi ambiti di variazione, può permettere infatti di migliorarne l’insegnamento, rendendolo più adeguato alle esigenze dei sordi e degli udenti, e più coerente con gli sviluppi più recenti della ricerca scientifica sul linguaggio. In particolare per chi impara una seconda lingua da adulto, è necessario affiancare all’esposizione alla lingua un apprendimento consapevole delle strutture della lingua.

Attualmente uno dei problemi maggiormente riscontrabili nell’insegnamento della LIS è la carenza di un >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le lingue dei segni, confinate per anni ai margini della ricerca linguistica, e spesso associate allo studio di patologie, ovvero considerate semplice oggetto di linguistica applicata, si sono poste recentemente al centro del dibattito internazionale, in particolare fra gli studiosi che lavorano sulla variazione linguistica o sugli universali linguistici. Una volta ampiamente dimostrato che esse sono in realtà lingue vere e proprie, dotate delle stesse potenzialità e delle stesse strutture fondamentali delle lingue verbali (cfr. Stokoe 1960; Liddell 1980, Senghas et al. 2004), e perfino acquisite attraverso le stesse fasi (Newport 1990; Petitto 1987; Petitto and Marentette 1991 a.o.) e generate dalle stesse strutture neurologiche (cf. Emmorey 2002, Poizner, Klima and Bellugi 1987 e i lavori ivi citati), le lingue dei segni lanciano una sfida interessante ad ogni ricerca che miri a definire gli universali del linguaggio: molte ipotesi inizialmente formulate esclusivamente sulla base dell’osservazione delle lingue verbali devono essere verificate alla luce di ciò che sappiamo sulle lingue dei segni, e i principi universali devono essere riformulati in maniera più astratta (si veda Sandler and Lillo-Martin 2006 e i lavori ivi citati). E’ proprio l’idea stessa di lingua umana che si modifica grazie all’impatto con questa importante realtà: non più intrinsecamente e necessariamente legata alla modalità acustico-verbale, bensì più astratta e duttile, nella sua capacità di >>>