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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Parole Chiave
OVINI, CAPRINI, PRODUZIONE, QUALITA', SALUTE PUBBLICA

ASPETTI DELLA PRODUZIONE DEI PICCOLI RUMINANTI CON PARTICOLARE IMPATTO SULLA SALUTE UMANA

Università degli Studi di Brescia
Abstract
L'allevamento di ovini e caprini rappresenta uno strumento molto valido nell'utilizzazione di aree caratterizzate da difficili condizioni climatiche e geopedologiche, quali si riscontrano in estese aree del territorio italiano. In questo contesto si avverte l'esigenza, sia del consumatore che dei produttori, di informazioni sempre più dettagliate sui caratteri che maggiormente contribuiscono alla qualità globale dei prodotti. Il progetto intende affrontare alcune caratteristiche della produzione dei piccoli ruminanti di particolare attualità per le ricadute sulle salute pubblica. Sono state individuate cinque tematiche:
1. PEPTIDI BIOATTIVI DEL LATTE DEI PICCOLI RUMINANTI - Le proteine del latte sono precursori di numerosi peptidi biologicamente attivi. In generale le attività di ricerca su tali peptidi bioattivi si sono concentrate sulla specie bovina e sulla sequenza aminoacidica primaria senza considerare la variazione genetica ai loci lattoproteici. Si intende individuare effetti nutraceutici di alcuni peptidi derivati dalle lattoproteine dei piccoli ruminanti e studiare le differenze dovute a variazioni genetiche. Verranno analizzate mediante modelli sperimentali in vitro le attività biologiche inerenti il trasporto del calcio e la regolazione del metabolismo energetico. Verranno valutate le implicazioni dal punto di vista selettivo in razze ovine e caprine italiane.
2. ASPETTI SALUTISTICI E NUTRIZIONALI DELLA MEMBRANA E DEL CORE DEL GLOBULO >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Anna Maria Caroli Università degli Studi di BRESCIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi principali del progetto di ricerca sono i seguenti:
1) Individuazione di particolari effetti nutraceutici di alcuni peptidi derivati dalle lattoproteine dei piccoli ruminanti e di differenti effetti biologici dovuti a differenze genetiche nella sequenza aminoacidica. Analisi mediante modelli sperimentali in vitro delle attività biologiche inerenti il trasporto del calcio e la regolazione del metabolismo energetico. Valutazione della distribuzione dei più interessanti peptidi in alcune razze ovine e caprine, e delle implicazioni selettive.
2) Valutazione delle caratteristiche fisico-chimiche, nutrizionali e salutistiche del latte ovino con particolare riferimento alla morfometria dei globuli di grasso, alla composizione acidica del core e della membrana degli stessi e all’attività di alcuni enzimi di membrana, al fine di stabilire l’origine dei diversi acidi grassi e le funzioni delle diverse proteine, valutare la possibilità di modularne la quantità, e favorire la presenza di quelli ritenuti benefici per la salute umana.
3) Verifica del legame tra l’allevamento delle pecore da latte al pascolo, a diverse intensità di carico e su specie botaniche differenti, e la quantità e qualità delle produzioni, con riferimento ad aspetti significativamente importanti per la salute del consumatore (contenuto di acidi grassi essenziali, CLA, rapporto tra Pufa n-3 ed n-6, vitamine liposolubili ad azione antiossidante). Verifica delle relazioni tra >>>

Risultati parziali attesi
La ricerca proposta, nell’insieme dei suoi aspetti, presenta notevoli potenzialità applicative. Al centro della ricerca è posto l’apporto che l’allevamento dei piccoli ruminanti può fornire alla salute umana.
Da questo punto di vista, alcune UR, come Brescia, Napoli e Pisa, svilupperanno temi di forte interesse per l’INDUSTRIA alimentare e farmaceutica, fornendo le basi allo sviluppo di protocolli per la produzione e l’isolamento di molecole ad azione biologica dal latte. Diventa quindi necessario approfondire le conoscenze circa la variabilità genetica/fenotipica delle lattoproteine e circa gli enzimi che possono portare all’ottenimento di peptidi con la sequenza desiderata, da impiegare, in seguito, su larga scala. D’altro canto, molti composti con un importante valore biologico, possono anche essere già presenti nei residui della lavorazione del formaggio. Questi rappresentano generalmente solo un costo per l’industria di trasformazione, tuttavia, numerose molecole dotate di proprietà benefiche per la salute umana, si possono formare nel siero di caseificio e nella scotta, per il susseguirsi di condizioni di pH, trattamenti termici e attività enzimatiche intrinseche ed estrinseche. Il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti della trasformazione, quindi, può diventare vantaggioso, qualora si mettano a punto le migliori tecniche per isolare le molecole bioattive di interesse. In fine, l’approfondimento dello studio sul globulo di grasso e sulla membrana che lo >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
PEPTIDI BIOATTIVI DEL LATTE DEI PICCOLI RUMINANTI
Le proteine del latte sono precursori di numerosi peptidi biologicamente attivi che agiscono come fattori di crescita, antimicrobici, modificatori del consumo di cibo, regolatori immunitari, agenti anti-ipertensivi e trasportatori di minerali (Lorenzini et al., 2007). Queste attività sono latenti nelle proteine native e richiedono, per potersi estrinsecare, il clivaggio proteolitico dei peptidi in esse contenuti. La digestione enzimatica determina la formazione di peptidi liberi, che acquisiscono le caratteristiche biofunzionali a loro proprie ed agiscono da regolatori esogeni con attività simile a quella ormonale, motivo per cui sono considerati ormoni alimentari o “formoni” (food hormones). A differenza dei peptidi bioattivi endogeni, un peptide bioattivo derivato dalle lattoproteine può avere più effetti, infatti, alcune regioni nella struttura primaria delle lattoproteine contengono sequenze sovrapposte che hanno effetti biologici diversi e pertanto sono considerate “zone strategiche” altamente conservate e particolarmente protette dai processi proteolitici (Meisel, 1997; Meisel, 1998). Il fatto che le lattoproteine siano la fonte principale di peptidi bioattivi con diversa funzione, dimostra come il ruolo del latte non sia semplicemente quello di nutrire il neonato, ma sia fondamentale anche per determinarne il corretto sviluppo. I peptidi biologicamente attivi liberati dalle proteine progenitrici a seguito della >>>