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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di CATANIA
ORTO-FLORO-ARBORICOLTURA E TECNOLOGIE AGROALIMENTARI
- Università degli Studi di BARI
SCIENZE DELLE PRODUZIONI VEGETALI
- Università degli Studi di ROMA "Tor Vergata"
BIOLOGIA
- Università degli Studi della TUSCIA
GEOLOGIA E INGEGNERIA MECCANICA NATURALISTICA E IDRAULICA PER IL TERRITORIO
- Università degli Studi di TORINO
VALORIZZAZIONE E PROTEZIONE DELLE RISORSE AGROFORESTALI
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- 8 - Basi Molecolari e Segnali Sistemici nella Risposta della Pianta all'Attacco Patogeno: il Modello Riso-Magnaporthe grisea
- 9 - Sviluppo di metodologie innovative per lo studio della risposta metabolica a stress abiotici da parte di piante normali ed a struttura ormonale geneticamente modificata.
- 10 - STUDIO DEI MECCANISMI DI CONTROLLO DELLA CRESCITA VEGETATIVA IN GENOTIPI DI OLIVO (OLEA EUROPAEA L.) CONTRADDISTINTI DA DIVERSO VIGORE
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze agrarie e veterinarie
Classificazione brevettuale
- CHEMISTRY; METALLURGY
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
- MICRO-ORGANISMS OR ENZYMES; COMPOSITIONS THEREOF (biocides, pest repellants or attractants, or plant growth regulators, containing micro-organisms, viruses, microbial fungi, enzymes, fermentates or substances produced by or extracted from micro-organisms or animal material A01N63/00; food compositions A21, A23; medicinal preparations A61K; chemical aspects of, or use of materials for, bandages, dressings, absorbent pads or surgical articles A61L; fertilisers C05); PROPAGATING, PRESERVING OR MAINTAINING MICRO-ORGANISMS (preservation of living parts of humans or animals A01N1/02); MUTATION OR GENETIC ENGINEERING; CULTURE MEDIA (micro-biological testing media C12Q)
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Parole Chiave
INNESTO, ORTIVE, STRESS BIOTICO E ABIOTICO, BIOFISIOLOGICO, RESE E QUALITÀL’innesto in orticoltura: basi biofisiologiche, riflessi sulla coltura e sulle caratteristiche qualitative del prodotto.
Università degli Studi di CataniaAbstract
L’obiettivo generale del progetto è quello di fornire indicazioni utili per una maggiore diffusione dell’innesto nell’orticoltura italiana. Il ricorso a tale tecnica per la produzione di piante ortive è una pratica comune in alcuni paesi asiatici in rapporto alla possibilità di contrastare gli stress di natura abiotica e, più frequentemente, di ridurre le malattie causate da agenti patogeni tellurici.In condizioni di campo, il comportamento delle piante innestate rappresenta l’effetto congiunto della tolleranza nei confronti delle specifiche condizioni di stress e della capacità del sistema radicale di influenzare la crescita degli organi epigei. Il ricorso all'innesto su piede resistente potrebbe d’altra parte porre alcune problematiche riconducibili alla parziale resistenza nei confronti dei maggiori parassiti del terreno, al rischio di insorgenza e/o aggravamento di nuove malattie o di alterazioni in precedenza considerate anche di minore importanza. Pertanto, la disponibilità di informazioni dettagliate circa la resistenza dei portinnesti disponibili sul mercato può risultare utile per scelte più mirate, anche al fine di diversificare nei successivi cicli di coltivazione il portinnesto adottato e prevenire la perdita di resistenza ad alcuni patogeni specifici.
L’effetto del portinnesto può differenziarsi in base al nesto impiegato, a seguito dell’interazione tra i due bionti determinando pertanto possibili variazioni nella crescita >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Cherubino Maria Leonardi Università degli Studi di CATANIAObiettivo del Programma di Ricerca
Il ricorso sempre più frequente in orticoltura all’innesto per il controllo dei patogeni tellurici in conseguenza del divieto ormai assoluto di sterilizzare il terreno con bromuro di metile pone numerosi problemi circa la scelta del portinnesto. Infatti contrariamente alle piante arboree da frutto, per le colture ortive le conoscenze circa la tolleranza/resistenza in rapporto al genotipo, i meccanismi di interazione fra nesto e portinnesto e gli effetti sulle caratteristiche quanti-qualitative delle produzioni sono alquanto carenti.In rapporto a ciò, la ricerca ha l’obiettivo di fornire indicazioni utili per una ulteriore diffusione dell’innesto, attraverso l’ampliamento delle conoscenze relative alle resistenze genetiche del portinnesto, agli aspetti morfo-fisiologici coinvolti nella risposta della pianta in condizioni di stress biotico ed abiotico ed all’influenza sulle caratteristiche qualitative del prodotto.
Il ricorso all'innesto su piede resistente potrebbe porre d'altra parte alcune problematiche in considerazione della parziale resistenza nei confronti dei maggiori parassiti del terreno, del rischio di insorgenza e/o aggravamento di nuove malattie o di alterazioni in precedenza considerate anche di minore importanza.
Gli obiettivi specifici del progetto a questo proposito riguarderanno la:
- Valutazione della resistenza/tolleranza ai principali parassiti tellurici dei portinnesti maggiormente utilizzati per >>>
Risultati parziali attesi
In rapporto agli obiettivi generali del progetto coordinato i risultati possono essere sintetizzati come segue:- Approfondimento della reale reazione di resistenza e tolleranza, anche su base proteomica, ai principali parasiti tellurici delle piante innestate (solanacee e cucurbitacee);
- Identificazione delle malattie potenzialmente in grado di limitare l'uso delle piante innestate e che limitano il rendimento e/o che causano la morte delle le piante innestate;
- Identificazione dei fattori ambientali/agronomici in grado di indurre i disordini fisiologici;
- Valutazione dei metodi diagnostici già disponibili per la rilevazione rapida degli agenti causali delle malattie del terreno dannose su piante innestate;
- Realizzazione di una lista delle procedure da adottare per limitare danni causati dalle malattie e dai disordini fisiologici sulle piante innestate;
- Valutazione del potenziale produttivo di piante di pomodoro innestate coltivate in condizioni ottimali sotto il profilo dell’alimentazione idrica e minerale;
- Selezione, sulla base di un approccio bio-fisiologico, di portinnesti di pomodoro in grado di tollerare condizioni di stress tipiche dell’ambiente mediterraneo (stress salino, stress idrico, ecc.);
- Determinazione della variazione del contenuto di ABA in radici di portinnesti in pomodoro e melone risultate tolleranti allo stress idrico;
- Individuazione dei meccanismi fisiologici e dei >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La persistente utilizzazione del suolo, la monocoltura e l’intensificazione dei processi di produzione tipici delle colture ad elevato reddito hanno determinato un incremento delle malattie causate da patogeni tellurici, l’accumulo di sali nella rizosfera e fenomeni di auto-tossicità. D’altro canto le restrizioni riguardo l’uso del bromuro di metile quale agente disinfestante, hanno incentivato lo sviluppo e l’implementazione di nuove tecnologie che permettano agli agricoltori di superare queste condizioni. Tra i mezzi disponibili, l’innesto rappresenta certamente un’utile alternativa.L’innesto delle colture ortive è ampiamente diffuso nei paesi Asiatici (soprattutto Giappone e Corea) e da alcuni anni comincia ad essere impiegato come strumento di difesa anche in Italia. Nel nostro paese, durante l’ultimo decennio, la produzione di plantule innestate è aumentata del 200% ed ha interessato in modo particolare la Sicilia (Morra e Bilotto, 2005). L’importanza del settore è attestata anche dalle elevate produzioni che hanno raggiunto quasi 25 milioni di piante (principalmente anguria, pomodoro, melanzana e melone).
Tra i vantaggi dell’innesto sono da ricordare: 1) miglior controllo degli agenti patogeni presenti nel terreno ed una consistente riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari (Riviero et al., 2003; Bletsos, 2006); 2) aumento della produzione (Riviero et al., 2003); 3) possibilità di coltivare varietà di particolare pregio sotto il >>>



