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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze chimiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze biologiche
Classificazione brevettuale
- CHEMISTRY; METALLURGY
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
- MICRO-ORGANISMS OR ENZYMES; COMPOSITIONS THEREOF (biocides, pest repellants or attractants, or plant growth regulators, containing micro-organisms, viruses, microbial fungi, enzymes, fermentates or substances produced by or extracted from micro-organisms or animal material A01N63/00; food compositions A21, A23; medicinal preparations A61K; chemical aspects of, or use of materials for, bandages, dressings, absorbent pads or surgical articles A61L; fertilisers C05); PROPAGATING, PRESERVING OR MAINTAINING MICRO-ORGANISMS (preservation of living parts of humans or animals A01N1/02); MUTATION OR GENETIC ENGINEERING; CULTURE MEDIA (micro-biological testing media C12Q)
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
- HUMAN NECESSITIES
- MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
- PREPARATIONS FOR MEDICAL, DENTAL, OR TOILET PURPOSES (bringing into special physical form A61J [N: mechanical aspects]; chemical aspects of, or use of materials for deodorisation of air, for disinfection or sterilisation, or for bandages, dressings, absorbent pads or surgical articles A61L; compounds per se C01, C07, C08, C12N; soap compositions C11D; micro-organisms per se C12N) [C0203]
- MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Parole Chiave
TERAPIA FOTODINAMICA, CANCRO, SQUARAINE, PENTAFIRINE, OSSIGENO DI SINGOLETTOSintesi e attività di sensibilizzatori di ossigeno di singoletto innovativi per la terapia fotodinamica
Università degli Studi di Milano-BicoccaAbstract
La Terapia Fotodinamica (Photodynamic Therapy - PDT) è una terapia non invasiva applicabile ad una vasta casistica di tumori e ad altre affezioni di tipo non neoplastico tra cui la degenerazione maculare senile ed alcune infezioni microbiche. Questa tecnica sta acquisendo una importanza sempre maggiore sia come protocollo clinico sia come terapia innovativa per il trattamento specifico di affezioni non accessibili chirurgicamente. Un tipico trattamento fototerapico prevede l’inoculazione di un fotosensibilizzatore ed il suo successivo accumulo selettivo nella regione interessata dall’affezione. Il fotosensibilizzatore è una molecola dotata di una elevata resa quantica per la fotoproduzione dello stato eccitato di tripletto a più bassa energia. Da questo stato, via trasferimento di energia elettronica, si ottiene la formazione di ossigeno di singoletto (1O2), una specie chimica dotata di elevata reattività e breve tempo di vita. Nel caso di sensibilizzatori dotati di elevate rese di tripletto, l’ 1O2 prodotto a partire da ossigeno nel suo stato fondamentale di tripletto e onnipresente nella maggior parte dei tessuti biologici, porta rapidamente alla morte cellulare, sia per necrosi sia per apoptosi, in dipendenza dalla modalità di azione e dalla localizzazione subcellulare del fotosensibilizzatore. Qualora il fotosensibilizzatore non mostri tossicità intrinseca in assenza di illuminazione, solo le aree irraggiate sono interessate dall’azione fototerapica. La prima generazione >>>Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luca Beverina Università degli Studi di MILANO-BICOCCAObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo del progetto è la progettazione, sintesi e completa caratterizzazione chimica, fotofisica e biologica di nuovi sensibilizzatori di ossigeno di singoletto, che siano efficaci in trattamenti fotodinamici su scala animale e adatti, in prospettiva, per applicazioni cliniche sull’uomo. Questa ricerca fortemente interdisciplinare sarà resa possibile riunendo le conoscenze specifiche di esperti in chimica organica (UR I-III-IV), fotofisica (UR I), e terapia fotodinamica (UR II) e si gioverà di un continuo riscontro fra il design di nuovi sistemi attivi e la caratterizzazioni delle loro performances a tutti i livelli. In dettaglio, e sempre tenendo conto dei risultati che via via saranno ottenuti nello sviluppo della ricerca, il progetto si articolerà in 4 attività, distinte per comodità di esposizione, ma sempre fortemente intersecanti:1) Progettazione e sintesi dei fotosensibilizzatori (UR- I-III-IV): l’attività sarà focalizzata alla preparazione di prototipi di fotosensibilizzatori di seconda generazione dotati dei requisiti minimi per utilizzo in terapia fotodinamica: elevata resa quantica di produzione di ossigeno di singoletto a seguito di eccitazione ad una lunghezza d’onda compresa nella finestra di trasparenza dei tessuti biologici. L’attività sarà articolata nella preparazione e caratterizzazione di due differenti classi di cromofori: a) squaraine, intrinsecamente dotate di assorbimento nel NIR e luminescenti, la cui resa di generazione di ossigeno di >>>
Risultati parziali attesi
Questo progetto porterà ad un sostanziale sviluppo nella progettazione e sintesi di fotosensibilizzatori a base pentafirinica e squarainica per applicazioni in PDT. In dettaglio:Fotosensibilizzatori squarainici. I cromofori squarainici sono attualmente oggetto di approfonditi studi in numerose applicazioni tecnologiche. In figura 1 sono evidenti due delle più importanti caratteristiche spettroscopiche pertinenti alla PDT di una squaraina a base pirrolica, recentemente descritta dalla UR I. La banda di assorbimento principale delle squaraine è significatamente estesa nella finestra di trasparenza dei tessuti bioogici, con coefficienti di estinzione molare anche superiori a 240000 [l cm-1 mol-1]. Nessun altro fotosensibilizzatore per PDT possiede un assorbimento spettrale in questa regione comparabile con quello descritto. Ad esempio, il coefficiente di estinzione molare del Foscan® a 650 nm raggiunge solamente i s 25000 cm-1 mol-1. L'efficiente assorbimento delle squaraine è spesso connesso con un'emissione di fluorescenza in grado di permettere la caratterizzazione della localizzazione cellulare e subcellulare del cromoforo con tecniche spettroscopiche di fluorescenza. Abbiamo inoltre dimostrato che le squaraine possiedono una intrinseca, seppur migliorabile, capacità di generare ossiegno di singoletto. Le squaraine mostrano quindi di poter avere comportamento teranostico (terapeutico e diagnostico simultaneo).
Nel corso di questo >>>



