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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di BOLOGNA
Centro Interdipartimentale "L. Galvani" (C.I.G.) per Studi Integrati di Bionformatica, Biofisica e Biocomplessita"
- Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente
- Università degli Studi di GENOVA
SCIENZE E TECNOLOGICHE BIOFISICHE, MEDICHE ED ODONTOSTOMATOLOGICHE
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
INGEGNERIA ELETTRONICA
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Interazione con i sistemi biologici di materiali nanoparticolati di nuova sintesi: modelli sperimentali per la stima del rischio per la salute umana.
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- 7 - Ruolo di TRAIL nella fisiopatologia emopoietica e vascolare
- 8 - Isolamento e caratterizzazione molecolare e funzionale delle cellule staminali leucemiche (LSCs) per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze biologiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze fisiche
Classificazione brevettuale
- CHEMISTRY; METALLURGY
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
- MICRO-ORGANISMS OR ENZYMES; COMPOSITIONS THEREOF (biocides, pest repellants or attractants, or plant growth regulators, containing micro-organisms, viruses, microbial fungi, enzymes, fermentates or substances produced by or extracted from micro-organisms or animal material A01N63/00; food compositions A21, A23; medicinal preparations A61K; chemical aspects of, or use of materials for, bandages, dressings, absorbent pads or surgical articles A61L; fertilisers C05); PROPAGATING, PRESERVING OR MAINTAINING MICRO-ORGANISMS (preservation of living parts of humans or animals A01N1/02); MUTATION OR GENETIC ENGINEERING; CULTURE MEDIA (micro-biological testing media C12Q)
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
Classificazione geografica
- Regione: Emilia Romagna
Parole Chiave
CELLULE NEURALI, CAMPI ELETTROMAGNETICI, BIOLOGIA MOLECOLARE, GENETICA, ELETTROFOSIOLOGIAEffetti dei campi elettromagnetici su cellule neurali
Università degli Studi di BolognaAbstract
Questo progetto si propone di individuare e/o confermare effetti di CEM a livello cellulare e molecolare, in modo riproducibile e in condizioni di rigoroso controllo dosimetrico, che abbiano una rilevanza significativa in ambito protezionistico e biomedico. L’attività sperimentale e teorica verrà svolta in stretta collaborazione tra le diverse U.O., al fine di ottimizzare i risultati. Verranno perseguiti gli obiettivi indicati di seguito.Obiettivo a): effetto di CEM (GSM a 900 MHz e 1800 MHz, WiFi,; 50 Hz alternati e pulsati) sull’espressione di geni e proteine heat shock (in particolare HSP70) e su alcune vie di signalling cellulare correlati, in cellule PC12 (a 50 Hz anche in cellule SKNBE) (coll. Bologna-Napoli-Roma).
Obiettivo b): effetto di CEM sull’enzima acetilcolinesterasi e su altri enzimi ancorati alla membrana mediante lipidi Le U.O. di Bologna e di Roma valuteranno gli effetti di CEM GSM 900 MHz e 1800 MHz, UMTS, WiFi e 50 Hz in cellule PC12. L’U.O. di Genova studierà l’effetto di CEM (statici e sinusoidali da 50 a 100 Hz) sull’acetilcolinesterasi da sinaptosomi di retina di bue, sulla propionilcolinesterasi nel protozoo Dictyostelium discoideum, su altri enzimi dei dischi dei bastoncelli retinici e su enzimi incorporati in membrane artificiali.
Obiettivo c) effetto di CEM (GSM 900 MHz, UMTS , WiFi; 50 Hz) sull’apoptosi in cellule PC12 (coll. Bologna-Napoli). Valuteremo l’effetto di co-esposizioni (simultanee o in >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Ferdinando Bersani Università degli Studi di BOLOGNAObiettivo del Programma di Ricerca
Questo progetto si propone di continuare lo studio dell’influenza dei CEM sulle cellule nervose iniziato nel PRIN 2005, focalizzando l’indagine sperimentale sui bersagli biologici che si sono rivelati di maggior interesse, fruendo dei sistemi di esposizione e dei metodi dosimetrici già collaudati nel precedente progetto PRIN e di nuovi che possono essere utilizzati in questa ricerca, curati dall’U.O. di Roma.L’obiettivo finale di questo progetto consiste nell’individuare e/o confermare effetti di CEM a livello cellulare e molecolare, in modo riproducibile e in condizioni di rigoroso controllo dosimetrico, che abbiano una rilevanza significativa in ambito protezionistico e biomedico. L’attività sperimentale e teorica verrà svolta in stretta collaborazione tra le diverse U.O., al fine di ottimizzare i risultati del progetto.
In dettaglio, verranno perseguiti gli obiettivi indicati di seguito.
Obiettivo a): effetto di CEM (GSM a 900 MHz e 1800 MHz, WiFi,; 50Hz alternati e pulsati) sull’espressione di geni e proteine heat shock (in particolare HSP70) e su alcune vie di signalling cellulare correlati, in cellule PC12 (a 50 Hz anche in cellule SKNBE) (coll. Bologna-Napoli-Roma). Valuteremo: 1) il time course e l’eventuale reversibilità della sovra-espressione dei geni HSP dopo esposizione; 2) la risposta in presenza di altri stimoli stressori, quali gli agenti ossidanti. Metodi: multiplex PCR semiquantitativa e real time; DNA microarray per studiare i >>>
Risultati parziali attesi
Lo studio degli effetti dei campi elettromagnetici è importante almeno per tre motivi: a) di ricerca di base, conoscitivo, b) protezionistico c) applicativo in ambito biomedico.Dal nostro progetto ci aspettiamo di ottenere informazioni riguardo agli aspetti molecolari e cellulari degli effetti dei CEM, che pur essendo prevalentemente studiati in vitro, possono fornire concreti spunti per la valutazione dell’impatto che possono avere sulla salute dell’uomo. Il punto di forza della nostra ricerca sta nella standardizzazione dei sistemi di esposizione, della dosimetria e dei modelli biologici utilizzati, che consente di ottenere risultati più affidabili e riproducibili. In effetti, una rigorosa analisi dosimetrica è spesso mancante in questo genere di studi. Oltre a ciò, va detto che il vantaggio di questa ricerca è quello di basarsi su alcune osservazioni precedenti compiute dai gruppi di ricerca partecipanti, che ci permettono una selezione oculata dei bersagli biologici da studiare, sia in funzione del loro interesse biologico, sia per il fatto che le precedenti osservazioni suggeriscono che tali bersagli siano particolarmente sensibili ai CEM, almeno in opportune condizioni di intensità, dose, durata dell’esposizione, ecc.
Dal punto di vista applicativo, i risultati ottenuti possono avere una notevole importanza per quanto riguarda la scelta dei limiti di esposizione, che attualmente sono fissati a valori ritenuti di sicurezza dalla comunità europea e dalla >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Lo studio degli effetti dei campi elettromagnetici (CEM) è importante almeno per tre motivi: a) di ricerca di base, conoscitivo, b) protezionistico c) applicativo in ambito terapeutico.Nel PRIN 2005 e in altri progetti precedenti abbiamo trovato alcuni stimolanti risultati, che, insieme ad alcuni dati della recente letteratura sull’argomento, sono la base per l’impostazione del presente progetto. In particolare, dati preliminari mostrano che l’attività dell’acetilcolinesterasi (AChE) aumenta del 40% in cellule PC12 esposte a segnale GSM per 16-24 h (PRIN 2005).
Al contrario, nell’ambito delle basse frequenze (ELF) dopo esposizione a 75 Hz l’attività dell’AChE era inibita in vitro, quando legata a membrane (Morelli et al. Archives of Biochemistry and Biophysics, 2004, 441, 191-198), e in uova di riccio di mare, producendone alterazioni nello sviluppo (Ravera et al., Biol Reprod 2006, 75:948-953), mentre un analogo dell’AChE, la propionilcolinesterasi (PrChE) variava la sua attività in modo tempo-dipendente in ameba (Amaroli et al.,Bioelectromagnetics, 2006, 27:528-34). I CEM a bassa ed alta frequenza alterano in alcuni casi l’espressione e la fosforilazione delle HSP (Czyc et al., Bioelectromagnetics, 2004, 27:528-34). Segnali GSM 1.8 GHz 217Hz e con modulazione “Talk” inducono sovra-espressione dei geni HSP70 dopo 16-24 h (Franzellitti et al., Acta Physiol 2007, 191:20), ma non hanno effetto dopo un’ora (Valbonesi et al., Radiat Res, 2007, in press), anche se >>>



