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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Pratiche commerciali scorrette fra tutela del consumatore e tutela del mercato

Università degli Studi Roma Tre
Abstract
Il progetto di ricerca proposto intende esaminare la disciplina delle pratiche commerciali scorrette, introdotta dalla direttiva 2005/29/CE e recepita in Italia con i d.lgs. nn. 145 e 146 del 2 agosto 2007.
A tal fine, il progetto intende seguire due percorsi:
1) esaminare i contenuti della disciplina comunitaria;
2) studiare l’impatto delle nuove regole sulla disciplina esistente nel nostro ordinamento.
La direttiva, infatti, è caratterizzata da due elementi strutturali: per un verso essa modifica normative già esistenti (come nel caso di quella sulla pubblicità, sui contratti a distanza o sul sistema sanzionatorio); per altro verso, invece, introduce negli ordinamenti degli Stati membri nuove disposizioni.
Alla luce di questa impostazione, la normativa comunitaria risulta piuttosto complessa perché disciplina una serie di fenomeni estremamente differenziati, che si collocano in tutte le diverse fasi dell’atto di consumo, dalla comunicazione commerciale sino alla formazione e conclusione del contratto.
Tale complessità impone di esaminare ognuno di questi singoli aspetti.
Pertanto, si inizierà dalla ricostruzione dell’iter storico che ha portato all’emanazione della direttiva 2005/29/CE per mettere in luce gli scopi e gli obiettivi che le istituzioni comunitarie hanno inteso perseguire, ponendo l’attenzione sulla scelta dell’armonizzazione massima che sinora non era stata mai intrapresa nell’ambito del diritto dei consumi. >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Enrico Minervini Università degli Studi ROMA TRE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi finali che il progetto si propone sono molteplici.
Il primo obiettivo è quello di collocare la direttiva 2005/29/Ce all’interno del quadro normativo comunitario in materia di tutela dei consumatori, al fine di comprendere le motivazioni politiche e giuridiche che hanno portato le istituzioni comunitarie a compiere, attraverso di esse, la scelta verso l’armonizzazione massima in tema di tutela dei consumatori.
La direttiva, infatti, costituisce il punto di arrivo di una riflessione che è iniziata con il Libro Verde sulla tutela dei consumatori del 2001 ma, al tempo stesso, attraverso la realizzazione di un livello di armonizzazione massima delle norme di protezione, costituisce anche il punto di partenza per un ulteriore sviluppo della politica dei consumatori e di rafforzamento del mercato unico europeo.
Parallelamente a ciò il progetto si pone l’ulteriore obiettivo di verificare a livello sovranazionale i processi di recepimento in alcuni dei principali Stati membri dell’Unione europea, sia per studiare i singoli processi di attuazione della richiamata armonizzazione massima, sia per confrontare le esperienze straniere con quella italiana.
Dopo l’inquadramento generale, a livello comunitario, la ricerca si pone, quale terzo obiettivo, di esaminare la normativa italiana che ha recepito la direttiva 2005/29/Ce per indagare quante e quali novità siano state introdotte con le modifiche del Codice del consumo e dalla normativa di settore >>>

Risultati parziali attesi
Il progetto, nella sua interezza, offre molteplici spunti di interesse poiché la normativa sulle pratiche commerciali scorrette investe una serie estremamente differenziata di situazioni e di ambiti applicativi.
In ragione di questa differenziazione, i risultati attesi sono quelli di una verifica attenta e completa dell’incidenza della nuova normativa sia sulle discipline di settore (come nel caso della pubblicità), sia sulla disciplina generale del contratto, con particolare riguardo a formazione e vizi del consenso, conclusione del contratto, esecuzione, invalidità e rimedi.
Connesso a tale risultato si pone poi quello di natura comparativa, rispetto all’esperienza di alcuni dei principali Stati membri dell’Unione europea chiamati anch’essi a dare attuazione alla direttiva 2005/29/Ce.
Lungo queste due direttrici il progetto intende raggiungere, anche sul piano applicativo, importanti obiettivi: da un lato verificare come la trasposizione nei vari ordinamenti statuali di detta direttiva contribuisca in concreto alla realizzazione dell’armonizzazione massima in tema di tutela dei consumatori.
Dall’altro lato, e cioè sul fronte interno, verificare dal punto di vista applicativo come la normativa di recente recepimento abbia modificato la disciplina della pubblicità, ma abbia anche inciso – ampliandola – la normativa codicistica in tema di contratti in generale e di contratti dei consumatori in particolare.
Le indagini compiute sotto questi >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La prevalente dottrina si è occupata dell’«acquis communautaire» in materia di diritto contrattuale e di tutela dei consumatori al fine di suggerire ulteriori strategie per migliorare la sicurezza dei cittadini e la difesa dei loro interessi economici.
Nel nostro ordinamento, fino all’emanazione del Codice del consumo, le normative per la tutela dei consumatori si presentavano in modo frammentario e spesso di non facile individuazione, tanto da ostacolare, di fatto, la realizzazione delle finalità perseguite dal legislatore comunitario. Accanto all’intuibile e all’indiscutibile vantaggio pratico, consistente nella concreta possibilità per i consumatori di consultare, in un unico testo normativo, tutte le disposizioni finalizzate alla loro protezione specifica, l’entrata in vigore del Codice del consumo ha assunto un rilievo sistematico teorico ed applicativo.
Quello della codificazione di settore (già seguito in Francia ove è stato emanato il “Code de la Consommation”), è infatti un approccio profondamente innovativo rispetto al sistema del codice civile del ’42, fondato, sul concetto di uguaglianza formale. Il Codice del consumo è volto, invece, a garantire una tutela sostanziale del contraente-consumatore, attenta all'equilibrio effettivo, normativo ed economico del contratto.
In questo contesto, comune a tutte le esperienze degli Stati membri dell’Unione europea, si colloca la direttiva 2005/29/CE, la quale ha inteso proprio superare le >>>