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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze della terra
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Parole Chiave
PREISTORIA, SELCE, MINIERE, CIRCOLAZIONE DELLE MATERIE PRIME, CARATTERIZZAZIONE GEOCHIMICAEconomia delle materie prime durante la Preistoria recente. Ricerche archeologiche e geochimiche sulle modalità di approvvigionamento della selce del Gargano e sulla sua circolazione in Italia centro-meridionale tra VI e III millennio.
Università degli Studi di SienaAbstract
Il progetto rappresenta lo sviluppo di ricerche archeologiche, geosifiche ed archeometriche effettuate nel quadro del PRIN 2005, finalizzate allo studio delle miniere preistoriche di selce del Gargano (VI-III millennio a.C.) e alla creazione di un data-base su base geochimica delle formazioni selcifere del Gargano.Con il nuovo progetto si sposta l'attenzione dallo studio delle sole fonti di estrazione all'intero circuito di approvvigionamento e circolazione della selce. Ad un ulteriore approfondimento delle modalità di acquisizione, si affiancheranno dunque ricerche relative alla fase di prima lavorazione e alla circolazione della selce del Gargano nell'Italia centro-meridionale durante il Neolitico e l'età del Rame.
In particolare, sono previsti tre diversi livelli di intervento. Anzitutto, verranno condotte le necessarie indagini archeologiche e di rilevamento su strutture minerarie sotterranee scoperte negli ultimi due anni, volte a meglio definirne l'articolazione interna, la tecnica estrattiva, la cronologia e il rapporto con il contesto geomorfologico. Inoltre, sarà effettuato lo scavo di due siti collegati all'attività estrattiva (aree di prima lavorazione), per iniziare a ricostruire nel suo insieme la catena operativa che dal blocco grezzo porta al manufatto, individuando sia gli obiettivi della produzione, sia i legami tra aree di estrazione, aree di prima lavorazione e abitati. Il ruolo di questi ultimi sarà indagato >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Attilio Galiberti Università degli Studi di SIENAObiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo centrale del progetto di ricerca, che costituisce lo sviluppo di ricerche effettuate nel quadro del PRIN 2005, è la ricostruzione delle modalità di approvvigionamento della selce e della sua circolazione verso gli insediamenti in Italia meridionale durante il Neolitico e l'Età dei Metalli (VII-III millennio av.Cr.). Rispetto al precedente, centrato sullo studio delle miniere preistoriche di selce del Gargano e sulla creazione di un data-base su base geochimica delle formazioni selcifere del Gargano, il nuovo progetto mira alla comprensione dell'intero circuito di approvvigionamento e circolazione: oltre all'ulteriore approfondimento delle modalità di estrazione, l'obiettivo è dunque la ricostruzione della catena operativa che dal blocco grezzo porta al manufatto sia nella sua articolazione tecnologica sia nella sua dimensione spaziale (rapporto tra miniere, aree di lavorazione e abitati). Alla base, vi è la convinzione che la comprensione delle modalità di acquisizione delle materie prime, spesso difficile da documentare, sia un elemento chiave per lo studio delle dinamiche economiche, sociali e comportamentali delle società preistoriche.Per il raggiungimento di tale obiettivo, che ha carattere prettamente archeologico, il progetto propone l'integrazione di metodologie diverse facenti capo all'archeologia, alla geologia e alla geochimica. L'utilizzo di uno strumento integrato di questo tipo è di per sé un secondo >>>
Risultati parziali attesi
I risultati attesi dalla ricerca possono essere sintetizzati come segue:- per la fine del progetto si intende avere concluso il rilevamento esterno e delle parti percorribili dei 21 complessi estrattivi preistorici ad oggi individuati sul Gargano ed avere acquisito elementi per un inquadramento cronologico del maggior numero possibile di miniere;
- dal punto precedente deriva la possibilità di tracciare un quadro dettagliato relativo alle tecniche estrattive, alla tipologia delle miniere, al rapporto con il contesto geomorfologico e all'evolversi sull'arco di tre millenni (VI-III a.C.) di tutti questi aspetti;
- dallo scavo di due aree di lavorazione poste in prossimità delle miniere (della quale una con tracce di evidenze abitative) si attendono informazioni per valutare gli obiettivi della produzione (tipologia dei manufatti prodotti) e le modalità attraverso cui tali obiettivi sono perseguiti (catena operativa collegata); ci aspettiamo inoltre elementi per valutare la natura continuativa o stagionale di tale attività, essenziale per definire l'eventuale emergere di specializzazione a tempo pieno;
- i dati ricavati dall'analisi geochimica della selce delle miniere e di quella appositamente campionata su manufatti rinvenuti in abitati dell'Italia centro-meridionale, opportunamente confrontati con il database delle formazioni selcifere del Gargano, permetteranno la prima definizione dei circuiti di circolazione della >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le modalità di approvvigionamento e circolazione delle materie prime nella Preistoria hanno registrato in questi ultimi anni un crescente interesse da parte degli studiosi italiani, anche per quanto riguarda la "selce", materiale sul quale in ambito internazionale fin dal 1969 ogni quattro anni si tiene un Colloquio internazionale.In Italia gli studi sulla circolazione hanno riguardato in prevalenza materiali come l'ossidiana e le pietre verdi (diabasi, serpentiniti, basalti, steatite, etc.), molto diffuse nel Neolitico e nelle età dei Metalli e che hanno circolato su grandissime distanze (per l'ossidiana cfr. tra gli altri Atti IIPP 2007; TYKOT 2002; BIGAZZI e RADI 1996; per le pietre verdi cfr. Atti IIPP 2007, THIRAULT 2004; PETREQUIN et al. 2002; VENTURINO GAMBARI 1996; D'AMICO 1999, RICQ-de-BOUARD et Alii 1990).
Queste indagini si sono basate su analisi specialistiche di tipo geochimico (ossidiane) o petrografico (pietre verdi), condotte sia sui reperti archeologici che sugli affioramenti. L'utilizzo di metodiche proprie delle scienze geologiche e mineralogiche è risultato basilare e i risultati conseguiti sono di notevole rilievo, anche per aree molto estese, e di grande affidabilità.
Non altrettanto può dirsi per la selce. In Europa gli studi di caratterizzazione della selce hanno visto fin dagli anni 70 l'utilizzo dei metodi geochimici (cfr. DAS 1975; FERGUSON 1975; NEWCOMER 1987; PAWLIKOWSKI 1990; LUEDTKE 1992 >>>



