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UNITA' DI RICERCA

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Bibliografia
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Programma di ricerca

Approccio multidisciplinare allo studio delle variazioni ambientali: simulazioni numeriche dell'evoluzione di prismi sedimentari durante i due eventi di estinzione globale ai limiti Permiano-Triassico e Frasniano-Famenniano, temporalmente vincolate e calibrate dalla dinamica faunistica.
Università di riferimento
Università di PISA - SCIENZE DELLA TERRA - PISA(PI)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Gabriella BAGNOLI
Descrizione
Tra i fossili più utilizzati della fauna paleozoica e triassica per risoluzioni temporali accurate, i conodonti rivestono un'importanza primaria. Inoltre i conodonti si sono rivelati sensibili a variazioni dei fattori chimico-fisici tanto da consentire di individuare diverse biofacies nei diversi ambienti deposizionali. Di cruciale importanza, sia per indagini biostratigrafiche che paleoambientali, sono accurati studi tassonomici. A tale scopo l'Unità di Pisa si propone di esaminare la possibilità di ricostruire apparati a più elementi in due momenti critici quali il limite Frasniano/Famenniano (Fr/Fm) ed il limite Permiano/Triassico (P/T). Tutti i principali tipi di apparati compaiono nell'Ordoviciano quando i conodonti, nell'ambito della "Grande Radiazione Ordoviciana" subiscono una estrema diversificazione. I principali tipi di apparati persisteranno con minori variazioni fino all'estinzione del gruppo nel Triassico Superiore. L'esperienza acquisita dal responsabile scientifico dell'Unità di Pisa sui conodonti dell'Ordoviciano, che in questo intervallo stratigrafico sono ormai trattati quasi esclusivamente in termini di tassonomia a più elementi, consente di affrontare i problemi tassonomici relativi ai conodonti dei due intervalli in esame. Le difficoltà sono dovute a vari fattori che possono variare nei diversi intervalli stratigrafici. Nel Devoniano Superiore il principale problema deriva dal fatto che in uno stesso livello possono essere co-presenti numerosi e diversi elementi Pa attribuiti a diverse specie e/o sottospecie, risultando pertanto difficile attribuire gli elementi M ed S ai rispettivi elementi Pa. Nel Permiano/Triassico invece la scarsa produttività dei campioni può rappresentare un ostacolo per la ricostruzione degli apparati. Inoltre sia nel Devoniano Superiore che nel Permiano/Triassico gli elementi M ed S sono stati spesso sottovalutati e non figurati, né descritti. Si tratta quindi di selezionare dei livelli sufficientemente produttivi nei quali il numero delle specie e/o sottospecie basate sugli elementi Pa è basso. E' importante anche, in fase di preparazione dei campioni, procedere ad una setacciatura molto delicata per evitare di rompere e perdere gli elementi S e M, meno robusti degli elementi P. Un livello ottimale a questo scopo sarà, ad esempio, la biozona ad Isarcicella isarcica nella sezione di Bulla in cui la diversità specifica è bassa. Il vantaggio consiste nel fatto che le sezioni sono già state studiate e quindi potrà essere effettuata una campionatura mirata con un numero limitato di campioni. La determinazione degli elementi P, sui quali le specie e/o sottospecie sono state istituite, sarà effettuata da componenti dell'Unità di Bologna. In particolare, se sarà possibile ricostruire apparati di specie di Palmatolepis non ancora descritte in termini di tassonomia a più elementi, i dati potranno andare ad arricchire l'analisi cladistica già iniziata da Donoghue (2001). La tassonomia a più elementi ha grandi potenzialità sia per quanto riguarda la biostratigrafia che le interpretazioni paleoambientali basate sulle biofacies a conodonti. La campionatura in queste aree verrà effettuata anche per verificare la possibile presenza di palinomorfi e di sostanza organica amorfa (AOM) e quindi la possibilità di condurre studi sulle palinofacies. I campioni verranno trattati con le tecniche palinologiche standard ed i preparati verranno esaminati al microscopio a luce trasmessa per valutare le variazioni quantitative dei costituenti organici, delle loro relative proporzioni e del loro grado di conservazione. Si tratterà quindi di distinguere la frazione alloctona di derivazione terrestre, la frazione autoctona rappresentata dagli elementi marini e la sostanza organica amorfa che si forma in ambienti con deficienza di ossigeno ad opera di cianobatteri e solfobatteri. La preparazione dei campioni sarà effettuata presso il Laboratorio di Palinologia del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa e per l'analisi delle palinofacies sarà richiesto un contratto per la Dott.ssa Cristiana Ribecai che ha già effettuato questo tipo di analisi nell'ambito del Dottorato di Ricerca. Nel caso in cui siano presenti palinomorfi ben conservati, non si prevede un trattamento sistematico completo che richiederebbe tempi più lunghi. La campionatura verterà principalmente sulla sezione P/T di Bulla in quanto le litologie e l'assenza di metamorfismo sembrano più favorevoli a questo tipo di indagine, ma sarà verificata la possibile presenza di palinomorfi anche nei carbonati del Devoniano Superiore, soprattutto in corrispondenza di quei livelli che in altre aree sono stati interrpretati come anossici o disossici. Eventuali preparati con abbondante residuo organico saranno utilizzati anche per analisi geochimiche (C e N) da effettuarsi presso il Laboratorio di Geochimica Isotopica del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Parma. Analisi geochimiche su matrice carbonatica (18O/16° e 13C/12C) saranno eseguite presso l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR con la supervisione di Mario Mussi. I costi relativi alle analisi geochimiche saranno ripartiti tra le due unità. In una prima fase si prevede di effettuare le campionature e le preparazioni dei campioni, nonché di iniziare gli studi di tassonomia e sul contenuto in palinomorfi. Questi studi proseguiranno nella seconda fase, che prevede anche l'integrazione dei dati ottenuti con i vari metodi dalle due unità e la stesura di lavori per pubblicazioni su riviste internazionali.