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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Programma di ricerca

EREDITA' TARDO-PALEOZOICHE E MESOZOICHE NELLA STRUTTURAZIONE DELLA CATENA ALPINA
Università di riferimento
Università degli Studi di TORINO - SCIENZE DELLA TERRA - TORINO(TO)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Giorgio MARTINOTTI
Descrizione
Le ricerche dell'Unità di Torino si concentreranno nelle Alpi Marittime e più in dettaglio sul Dominio Brianzonese Ligure, limitatamente al settore Marguareis e Mongioie, adiacente a settori dello stesso Dominio studiati dall'Unità di Pavia, e in selezionati settori del Dominio Delfinese quali l'alta Valle Roja-Valle Argentina e l'alta Valle Stura. In tali settori affiorano estesamente successioni sedimentarie di età compresa tra il Triassico e il Paleogene che testimoniano una complessa storia evolutiva, a partire dalle prime fasi di rifting continentale, proseguito con la formazione del margine passivo paleoeuropeo connesso all'apertura dell'oceano della Tetide Ligure, fino all'impostazione del bacino di avanfossa alpino. Il Dominio Brianzonese è caratterizzato da una successione nel complesso condensata con ridotti spessori soprattutto della porzione giurassica, cui si associano importanti variazioni di spessore della soprastante successione cretacico-paleogenica. Tale assetto stratigrafico, ben noto e studiato in molti settori delle Alpi nord-occidentali, è stato interpretato come il risultato della sedimentazione in condizioni di alto strutturale, fortemente condizionata dalla tettonica distensiva eogiurassica (Lemoine et al., 1986; Michard & Henry, 1988; Sartori, 1987; Tricart et al., 1988). Non altrettanto approfonditi sono invece gli studi di carattere stratigrafico nelle Alpi Marittime (Brianzonese Ligure), in particolare nel settore che ci si propone di studiare, dove ad una buona conoscenza dell'assetto litostratigrafico, peraltro ferma agli anni '70, non corrispondono dettagliate conoscenze sedimentologiche e dei rapporti tettonica-sedimentazione. Ci si propone pertanto di effettuare una revisione in chiave "moderna" della stratigrafia e della sedimentologia della successione giurassico-paleogenica con i seguenti obiettivi: - Verifica dell'estensione e dei caratteri dei fenomeni associati all'emersione liassica. In particolare dallo studio dei sedimenti associati alla discontinuità, talora di granulometria conglomeratica, si prevede di ricavare informazioni sia sugli ambienti di sedimentazione associati alla discontinuità sia sul grado di denudazione tettonica associata al rifting e precedente l'annegamento; - Controllo di dettaglio della stratigrafia del Giurassico medio-sup. finalizzata ad affinare le conoscenze di carattere bio-cronostratigrafico, evidenziare le variazioni di facies e di spessore, ricercare indizi stratigrafici di tettonica sinsedimentaria (filoni sedimentari, appoggi anomali di sedimenti pelagici su paleoscarpate come recentemente evidenziato in contesti analoghi meno deformati quali l'Appennino Centrale e la Sicilia occidentale: Santantonio, 1993; Martire & Pavia, 2002); - Acquisizione dati e reinterpretazione sedimentologica della successione cretacica e soprattutto paleogenica alla luce dell'esistenza di una discontinuità di primaria importanza al passaggio Cretacico-Cenozoico nell'adiacente dominio Delfinese. In tal modo potranno essere chiarite le relazioni tra tettonica e sedimentazione nell'Eocene, solo recentemente ipotizzate (Michard & Martinotti, 2002), e formulate ipotesi sulla provenienza dei sedimenti arenacei e delle associazioni a foraminiferi bentonici di piattaforma. Le conoscenze strutturali già acquisite (suddivisioni in unità tettoniche, stili deformativi, distribuzioni degli elementi strutturali etc…)(Gosso et al., 1983; Carminati, 2001; Carminati & Gosso, 2000; Vanossi et al., 1984) verranno ulteriormente precisate nei settori in studio. Il Brianzonese ligure è stato deformato da eventi plicativi polifasici in condizioni anchi-metamorfiche e da successivi eventi deformativi disgiuntivi che nel complesso hanno determinato una parziale trasposizione (o almeno traslazione) dei corpi sedimentari. Ciononostante, grazie alla concentrazione della deformazione in zone di taglio duttili e fragili a diversa scala, le correlazioni stratigrafiche sono di norma ancora possibili all'interno di domini ettometrici o anche chilometrici. Al fine di definire il grado di correlabilità fisica delle unità stratigrafiche, ovvero per verificare le relazioni tra tettonica sin-sedimentaria e tettonica alpina, saranno necessari: - il riconoscimento e la mappatura delle principali superfici di correlazione strutturale (foliazioni, clivaggi penetrativi alla scala regionale); - la suddivisione dei domini in unità geometriche e/o tettono-stratigrafiche e studio della cinematica responsabile dei loro attuali rapporti geometrici; - l'individuazione delle principali associazioni e stili strutturali alla meso- e macroscala; - l'interpretazione della scansione temporale dei principali eventi deformativi e l'individuazione di eventuali fenomeni di riattivazione tettonica. Il Dominio Delfinese-Provenzale è caratterizzato da una successione giurassico-cretacica piuttosto condensata depositata in un settore di alto strutturale del margine passivo europeo che presenta parecchie similarità con la successione del Dominio Brianzonese ligure. E' seguita in discordanza angolare dalla cosiddetta "trilogia priaboniana" costituita da Calcari a Nummuliti, Marne a Globigerina, Grès d'Annot di età Eocene medio-Oligocene inferiore. Essa si è depositata durante le fasi di individuazione ed evoluzione del bacino di avanfossa alpino e registra il passaggio da un ambiente di rampa mista carbonatico-silicoclastica ad un ambiente di scarpata ed infine di bacino torbiditico. Notevoli variazioni laterali di facies sono riconoscibili anche nei Calcari a Nummuliti e testimoniano il ruolo dell'attività tettonica sin-sedimentaria (Varrone, 2004; Varrone & Clari, 2003). La successione del Dominio Delfinese-Provenzale è deformata da sovrascorrimenti, con associate pieghe di rampa, diramantisi da un livello di scollamento basale corrispondente alle evaporiti del Trias sup. Questa strutturazione è il risultato di fasi deformative legate alla messa in posto delle Falda del Flysch ad Elmintoidi (Oligocene inf.) e della successiva attivazione del più esterno thrust di Digne (Miocene inf.), caratterizzate da vergenze regionali verso ovest-sud ovest con locali retroscorrimenti verso est-nord est (Ford & Lickorish, 2004; Ford et al., 1999). Nel settore che ci si propone di studiare, il thrust belt Delfinese comprende sia le successioni mesozoiche del margine paleoeuropeo, sia quelle deposte nell'avanfossa formatasi nell'Eocene e successivamente (Oligocene sup.) incorporate in catena. La presenza di livelli di scollamento e/o di successioni a diversa competenza sia in senso laterale che verticale ha fortemente condizionato lo stile strutturale delle successioni mesozoico-paleogeniche. Nel Dominio Delfinese-Provenzale, non deformato da tettonica plicativa polifasica, ma da pieghe e sovrascorrimenti, risulta più facile lo studio dell'eredità mesozoica sull'impostazione dell'assetto strutturale alpino. L'analisi delle relazioni tra assetto stratigrafico e strutturale, ben esposte nel Dominio Delfinese, servirà quindi da modello di comportamento reologico per l'interpretazione di quelle porzioni di successione Brianzonese ligure che presentino affinità stratigrafica con il Dominio Delfinese-Provenzale. Tale estrapolazione sarà possibile se verificata dall'esistenza di una comune eredità stratigrafica e paleostrutturale mesozoica tra i due dominii e attualmente ipotizzabile solo a grandi linee. Gli obiettivi precedentemente delineati, in porzioni contigue del Brianzonese Ligure e del Dominio Delfinese-Provenzale, verranno perseguiti attraverso le seguenti metodologie: - cartografia geologica e strutturale di dettaglio (alla scala compresa tra 1:2.000 e 1:10.000 in siti scelti inseriti in una cartografia generale alla scala 1:25.000) allo scopo di verificare la continuità laterale dei corpi sedimentari e delle strutture che li dislocano; questo approccio è particolarmente necessario in contesti a deformazione polifasica quali il dominio Brianzonese ligure, nonché in domini interessati da tettonica di scollamento e da sovrascorrimenti come quello Delfinese Provenzale; la cartografia verrà realizzata in ambiente GIS (Geographic Information System) con software Arc.View v.8 anche al fine di tentare rappresentazioni bi- e tridimensionali dell'architettura dei corpi geologici; - selezione, alla luce dei risultati dell'analisi strutturale e della cartografia di dettaglio, di siti idonei ad uno studio stratigrafico nei quali effettuare misurazione e campionamento di sezioni stratigrafiche con analisi di facies e microfacies, e studi micropaleontologici in sezione sottile (foraminiferi) e smear slides (nannofossili calcarei); - eventuali analisi isotopico-geochimiche di riempimenti di filoni sedimentari mirate ad evidenziare fasi di esposizione subaerea; - analisi strutturali finalizzate alla comprensione della distribuzione dei principali elementi strutturali relativi alle fasi distensive sinsedimentarie, alle fasi compressive alpine ed alle fasi deformative fragili recenti; - analisi strutturali di dettaglio in siti rappresentativi. Considerato il notevole carico di lavoro sul terreno, che comporta rilevamento geologico a diverse scale e analisi strutturali e stratigrafiche, la complessità delle aree oggetto di studio, l'esigenza di prendere in esame diversi settori per finalità di confronto e il fatto che il tempo disponibile al personale strutturato coinvolto non sarebbe sufficiente a portare a termine il progetto qui delineato nei due anni previsti, per il raggiungimento degli obiettivi si impone la necessità di un collaboratore con comprovate competenze nel campo e piena disponibilità lavorativa quale un borsista post-Dottorato. Per quanto riguarda l'articolazione temporale del programma, considerate le oggettive difficoltà logistiche dell'area che si intende studiare (scarsità di infrastrutture di trasporto e di ospitalità, quota media elevata che limita ai mesi estivi le possibilità di lavoro sul terreno) si prevede di concentrare nel I anno l'attività di rilevamento geologico, analisi strutturale e misurazione delle sezioni stratigrafiche; il II anno sarà invece dedicato soprattutto alle elaborazioni cartografiche e dei dati strutturali e agli approfondimenti in laboratorio (petrografia, micropaleontologia, eventualmente geochimica) e a controlli e verifiche sul terreno. I principali risultati che ci si può attendere da questa ricerca, relativamente ai settori studiati, possono essere così riassunti: - Ricostruzione dell'evoluzione tettonico-sedimentaria dei dominii del Brianzonese Ligure e del Delfinese Provenzale nell'intervallo cronologico compreso tra il Trias sup. e l'Eocene, con produzioni di documenti cartografici originali in settori chiave. - Confronto tra le differenti evoluzioni dei due dominii studiati ed interpretazione in termini di relazioni paleogeografiche sia nelle fasi mesozoiche di strutturazione dei margini continentali passivi sia nelle fasi di impostazione dell'avanfossa. - Confronto tra gli stili deformativi alpini caratteristici dei due dominii allo scopo di valutare il ruolo delle eredità strutturali e stratigrafiche precedenti. - Riconsiderazione del significato del concetto di "Fronte Pennidico" in questo settore della catena in funzione delle differenze/somiglianze dei due dominii indagati situati a cavallo di esso. - Verifica della validità dell'approccio multidisciplinare allo studio di successioni sedimentarie coinvolte in catene orogeniche e interessate da un elevato grado di tettonizzazione polifasica.