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Il programma di lavoro dell'unità operativa del proponente può essere riassunto in modo schematico mediante tre linee di ricerca: 1) Il recettore decoy per chemiochine D6 La prima linea di lavoro si focalizzerà sul recettore silente per chemiochine D6. La sequenza primaria di D6 mostra che alcuni residui aminoacidici, altamente conservati e funzionalmente rilevanti in altri recettori per chemiochine, sono stati sostituiti in modo non conservativo. Per verificare l'ipotesi che D6 fosse un recettore decoy per chemiochine, l'unità operativa del proponente ha espresso questa molecola in diverse linee cellulari (L1.2, CHO-K1 e MELC, una linea murina di endotelio linfatico) dimostrando che l'assenza di attività di segnale (chemiotassi, flussi di calcio e attivazione di MAP kinasi) è una proprietà costitutiva di D6. L'unità operativa del proponente ha anche dimostrato che in questi sistemi in vitro D6 supporta la rapida internalizzazione e degradazione dei ligandi, identificando questo recettore come il primo recettore spazzino per chemiochine. Recenti risultati dell'unità operativa del proponente indicano che D6 è internalizzato in modo ligando-indipendente utilizzando vescicole ricoperte di clatrina, perchè associato in modo costitutivo a beta-arrestina, una proteina indispensabile per l'internalizzazione e la trasduzione del segnale dei recettori accoppiati a proteine G. Saranno generati recettori mutanti per caratterizzare i residui responsabili della funzione decoy di D6. Saranno utilizzate tecniche di video-microscopia combinate all'espressione di proteine fluorescenti. In particolare, plasmidi codificanti D6-RFP, mutanti di D6-RFP e beta arrestina-GFP saranno costruiti ed espressi in differenti contesti cellulari (CHO-K1 e MELC) per definire la localizzazione delle proteine e la loro interazione durante la stimolazione con i ligandi, in tempo reale e con cellule vive. Inoltre cellule b-arrestina -/- saranno usate per confermare il ruolo di questa molecola nell'internalizzazione costituiva di D6. L'espressione di D6 è unica tra i recettori per chemiochine. E' espresso a bassi livelli dai leucociti ed è espresso selettivamente da cellule endoteliali dei vasi linfatici. In particolare dati preliminari ottenuti dall'unità operativa del proponente indicano che D6 è espresso ad elevati livelli nel polmone; per caratterizzare i tipi cellulari in questo organo che esprimono questo recettore, sarà effettuato uno studio collaborativo con le altre unità operative. Per verificare il modello funzionale in vivo, sono stati generati animali D6 -/-. Gli animali sono vitali e, in condizioni di normale stabulazione, non presentano difetti evidenti. Sarà studiata la capacità di questi animali di sviluppare correttamente risposte infiammatorie e immunologiche, così come il traffico leucocitario. In particolare, per studiare il ruolo di D6 nel polmone, saranno studiati modelli di infiammazione polmonare. 2) Il recettore orfano per chemiochine CCRL2 La funzione dell'altro putativo recettore decoy per chemiochine è in corso di studio. L'unità operativa del proponente ha espresso questa molecola in diverse linee cellulari (L1.2 e CHO-K1), ma al momento non è stato identificato nessun ligando. Sulla base di similitudini di sequenza con D6, l'unità operativa del proponente sta valutando l'ipotesi che CCRL2 sia un recettore decoy utilizzando i trasfettanti cellulari in esperimenti di internalizzazione e degradazione con differenti chemiochine. CCRL2 è espresso da differenti tipi di leucociti (monociti, PMN e cellule dendritiche) ed è anche espresso ad elevati livelli nel polmone. Per identificare le cellule del polmone che esprimono CCRL2, saranno effettuate, in collaborazione con le altre UO, doppie marcature utilizzando anticorpi monoclonali contro CCRL2 combinati con anticorpi anti-macrofagi, anti-neutrofili, anti-fibroblasti e anti-cellule epiteliali 3) Ruolo in patologie umane Anticorpi monoclonali contro le varianti umane di D6 e CCRL2 sono disponibili commercialmente e risultati preliminari ottenuti dall'unità proponente indicano che sono utilizzabili in analisi immunoistochimica e citofluorimetrica. In collaborazione con le alter unità, il proponente cercherà di identificare l'espressione di queste molecole in alcune patologie umane, utilizzando biopsie umane e lavaggi bronco-alveolari. L'unità operativa del proponente ha generato recentemente una serie di anticorpi monoclonali contro diverse molecole infiammatorie e continuerà in questa direzione generando anticorpi contro le versioni murine di CCRL2 e D6.