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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
IL RUOLO DELL'AZOTOFISSAZIONE DELLE LEGUMINOSE NELLA GESTIONE SOSTENIBILE DEI TERRENI AGRARIUniversità di riferimento
Università Politecnica delle MARCHE - SCIENZE AMBIENTALI E DELLE PRODUZIONI VEGETALI - ANCONA(AN)Responsabile dell'Unità di ricerca
Pier Paolo ROGGERODescrizione
L'obiettivo della ricerca è quello di acquisire informazioni utili alla valorizzazione dell'azotofissazione simbiotica di leguminose da granella diffuse nei sistemi colturali della collina italiana e alla definizione di strategie agronomiche per migliorare la disponibilità e l'efficienza d'uso dell'azoto fissato da parte delle colture in successione. Gli obiettivi specifici della sperimentazione sono i seguenti: - Quantificazione in campo dell'azotofissazione simbiotica in due leguminose da granella caratterizzate da un importante ruolo attuale e potenziale nei sistemi colturali della collina centro italiana. - Quantificazione dell'azoto fissato dalle leguminose che si rende disponibile per la coltura in successione (frumento duro) in relazione a diverse modalità di preparazione del letto di semina applicate al cereale. - Studiare la dinamica dell'azoto minerale nell'ambiente considerato in funzione delle specie prese in esame e delle tecniche colturali applicate. MATERIALI E METODI Specie a confronto. Si intende mettere a confronto due leguminose da granella che rappresentano una importante realtà nella collina centro-italiana: favino (Vicia fava L. ssp. minor) e pisello proteico (Pisum sativum L.). Metodologia per la quantificazione dell'azotofissazione simbiotica. Per la quantificazione in campo dell'azotofissazione simbiotica delle due leguminose a confronto si intende impiegare il metodo della diluizione isotopica del 15N (Unkovic & Pate, 1993; Roggero et al., in corso di stampa), utilizzando come specie di controllo Avena sativa L. L'arricchimento del suolo con 15N verrà effettuato attraverso la distribuzione di solfato ammonico arricchito al 10% con ripetute distribuzioni a partire dalla fase di pre-semina, in modo da consentire un graduale e stabile arricchimento dell'azoto del suolo con 15N. La tecnica fa riferimento a Reiter et al. (2002), che suggerivano una distribuzione del concime arricchito su ampia scala e a basse concentrazioni (circa 25 g ha-1 di NO3-N al 10% di arricchimento in 15N) per valutare il trasferimento dell'azoto fissato alla coltura in sucecssione. Ai fini della quantificazione dell'azoto totale del suolo derivante da azotofissazione (%TSNdfa), si intende impiegare il metodo della diluizione isotopica, con arricchimento in 15N del terreno mediante la distribuzione di concime marcato, assumendo che l'input da azotofissazione simbiotica in un suolo arricchito possa determinare nel terreno una diluizione misurabile del 15N, per effetto della minore concentrazione di 15N del'azoto atmosferico rispetto all'azoto tellurico. La proporzione di azoto totale nel suolo derivante dall'azotofissazione sarà stimata in base all'eccesso isotopico dell'azoto totale nel suolo (TSN), misurato alla semina e alla raccolta della leguminosa (Chalk, 1998):



