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Il programma si basa sulla individuazione di un gruppo di almeno 30 soggetti anziani cui sono stati diagnosticati deficit di fagocitosi e di killing dei polimorfonucleati e dei monociti. La ricerca consisterà nella valutazione degli effetti in vitro di dosi scalari di latte di asina e di capra nella rimodulazione funzionale dell'attività fagocitaria. Il latte di asina contiene elementi quali aminoacidi essenziali , lisozima, lattoferrina, immunoglobuline ed enzimi che, da un lato, possono svolgere attività antimicrobica diretta (lisozima e lattoferrina) e, dall'altro, sarebbero in grado di potenziare la risposta fagocitaria (aminoacidi essenziali), anche attraverso meccanismi di opsonizzazione. La metodica si baserà sulla verifica della capacità di dosi scalari di latte di asina (1,10,100 microgrammi di proteine) di potenziare la risposta di fagocitosi e killing di polimorfonucleati e monociti attraverso valutazione citofluorimetrica. In esperimenti paralleli sarà anche valutata la capacità del latte di capra alle stesse concentrazioni di modulare la risposta immunitaria ridotta. Tenuto in debito conto che il latte di asina contiene dosi apprezzabili di lattoferrina sarà anche valutata la capacità delle stesse dosi di latte, impiegate nel protocollo, a neutralizzare la presenza di endotossine batteriche laddove esse siano contenute nel plasma dei soggetti arruolati. I dosaggi dell'endotossina saranno valutati a mezzo del Limulus test. Il confronto tra latte di asina e latte di capra è estremamente interessante in quanto tali tipi di latte sono quelli più vicini al latte umano anche se è verisimile che possano svolgere una differente immunomodulazione. In particolare saranno eseguiti esperimenti nei quali si verranno a saggiare anche concentrazioni miste di latte di asina e latte di capra con l'intento di valutare se l'integrazione degli stessi possa addirittura svolgere una migliore immunoregolazione. Si sottolinea inoltre che il latte di asina è di più difficile recupero tenendo conto anche della scarsa numerosità di questi animali mentre il latte di capra è ancora presente in abbondanza. Tali esperimenti in vitro saranno propedeutici, qualora ne risultasse una efficace immunoregolazione, ad esperimenti in vivo. Le fasi del programma di ricerca nei 24 mesi comprenderanno i seguenti passaggi: 1) arruolamento degli anziani il che comporterà uno screening di almeno 100 individui per poter attraverso la valutazione immunologica selezionare soggetti con deficit completi di fagocitosi e killing dei polimorfonucleati e monociti. Negli stessi soggetti verrà effettuata una valutazioen clinica e nutrizionale anche attraverso l'impiego di una dietista (inclusa nel progetto in qualità di borsista) per correlare l'intensità del deficit immunitario con lo status nutrizionale [0-8 MESI]. 2) definizione della dose ottimale di latte d'asina e di capra in grado di dare il miglior recupero funzionale dei fagociti nonchè neutralizzare l'endotossina plasmatica [9-18 MESI]; 3) ripetibilità sperimentale a distanza di 3 mesi sui campioni selezionati [19-24 MESI].