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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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2. Y.S. Garud, Multiaxial fatigue: a survey of the state of the art. J. Testing Evaluation 9, 165-178, 1981.
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4. Y.-Y. Wang and W.-X. Yao, Evaluation and comparison of several multiaxial fatigue criteria. Int. J. Fatigue 26, 17-25, 2004.
5. H.J. Gough, H.V. Pollard, The strength of metals under combined alternating stresses. Proc. Inst. Mech. Engrs 131(3), 3-54, 1935.
6. S.B. Lee, Out-of-phase combined bending and torsion fatigue of steels. Biaxial and Multiaxial Fatigue (Eds Brown M.W., Miller K.J.) Mech. Engng Publications, London, pp. 621-634, 1989.
7. B. Crossland, Effect of large hydrostatic pressures on the torsional fatigue strength of an alloy steel. Proc. Int. Conf. on Fatigue of Metals, London, pp. 145-169, 1956.
8. G. Sines, Behaviour of metals under complex and alternating stresses. Metal Fatigue (eds Sines G., Waisman J.L.) McGraw-Hill, New York, pp. 145-169, 1959.
9. V. Grubisic, A. Simburger, Fatigue under combined out-of-phase multiaxial stresses. Proc. Int. Conf. Fatigue Testing and Design, Society of Environmental Engrs, London, pp. 27.1-27.8, 1976.
10. M.W. Brown, K.J. Miller, A theory for fatigue failure under multiaxial stress-strain condition. Proc. Inst. Mech. Engrs 187, 745-755, 1973.
11. W.N. Findley, A theory for the effect of mean stress on fatigue of metals under combined torsion and axial load or bending. J. Engng Industry, Trans. ASME 81, 301-306, 1959.
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13. B.N. Leis, An energy-based fatigue and creep-fatigue damage parameter. J. Pressure Vessel Tech., Trans. ASME 99, pp. 524-530, 1977.
14. Y.S. Garud, A new approach to the evaluation of fatigue under multi-axial loading. Proc. Symp. on Methods for Predicting Material Life in Fatigue (Eds Ostergren W.J., Whitehead J.R.) ASME, New York, pp. 247-264, 1979.
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16. M. Ohnami, M. Sakane, N. Hamada, Effect of changing principal stress axes on low-cycle fatigue life in various strain wave shapes at elevated temperature. Multiaxial Fatigue ASTM STP 853, 622-634, 1985.
17. E. Macha, Simulation investigations of the position of fatigue fracture plane in materials with biaxial loads. Mat.-wiss.u.Werkstofftech. 20, 132-136 and 153-163, 1989.
18. Andrea Carpinteri, Ewald Macha, Roberto Brighenti, Andrea Spagnoli, Expected principal stress directions for multiaxial random loading - Part I: Theoretical aspects of the weight function method. International Journal of Fatigue 21 (1), 83-88, 1999.
19. Andrea Carpinteri, Roberto Brighenti, Ewald Macha, Andrea Spagnoli, Expected principal stress directions for multiaxial random loading - Part II: Numerical simulation and experimental assessment through the weight function method. International Journal of Fatigue 21 (1), 89-96, 1999.
20. Andrea Carpinteri, Roberto Brighenti, Andrea Spagnoli, A fracture plane approach in multiaxial high-cycle fatigue of metals. Fatigue and Fracture of Engineering Materials and Structures 23 (4), 355-364, 2000.
21. Andrea Carpinteri, Andrea Spagnoli, Multiaxial high-cycle fatigue criterion for hard metals. International Journal of Fatigue 23 (2), 135-145, 2001.
22. Andrea Carpinteri, Aleksander Karolczuk, Ewald Macha, Sabrina Vantadori, Expected position of the fatigue fracture plane by using the weighted mean principal Euler angles. International Journal of Fracture 115 (1), 87-99, 2002.
23. Andrea Carpinteri, Andrea Spagnoli, Sabrina Vantadori, A multiaxial fatigue criterion for random loading. Special Issue of Fatigue and Fracture of Engineering Materials and Structures 26 (6), 515-522, 2003.
24. Andrea Carpinteri, Roberto Brighenti, Circumferential surface flaws in pipes under cyclic axial loading. Engineering Fracture Mechanics 60 (4), 383-396, 1998.
25. Andrea Carpinteri, Roberto Brighenti, Andrea Spagnoli, External surface cracks in shells under cyclic internal pressure. Fatigue and Fracture of Engineering Materials and Structures 23 (6), 467-476, 2000.
26. P. Lazzarin, R. Tovo, A notch stress intensity factor approach to the stress analysis of welds. Fatigue and Fracture of Engineering Materials and Structures 21 (9), 1089-1104, 1998.
27. B. Atzori, P. Lazzarin, R. Tovo, From the local stress approach to fracture mechanics: a comprehensive evaluation of the fatigue strength of welded joints. Fatigue and Fracture of Engineering Materials and Structures 22 (5), 369-382, 1999.
28. P. Lazzarin, P. Livieri, Notch Stress Intensity Factors and fatigue strength of aluminium and steel welded joints. International Journal of Fatigue 23, 225-232, 2001.
29. R. Tovo, P. Lazzarin, Relationships between local and structural stress in the evaluation of the weld toe stress distribution. International Journal of Fatigue 21, 10, 1063-1078, 1999.
30. P. Lazzarin, R. Zambardi, A finite-volume-energy based approach to predict the static and fatigue behavior of components with sharp V-shaped notches, International Journal of Fracture 112 (3), 275-298, 2001.
31. Andrea Carpinteri, Andrea Spagnoli, Sabrina Vantadori, An approach to size effect in fatigue of metals using fractal theories. Fatigue and Fracture of Engineering Materials and Structures 25 (7), 619-627, 2002.
32. Andrea Carpinteri, Andrea Spagnoli, A fractal analysis of size effect on fatigue crack growth. International Journal of Fatigue 26 (2), 125-133, 2004.

Programma di ricerca

Metodi di previsione della resistenza a fatica di componenti strutturali intagliati soggetti a stati tensionali multiassiali.
Università di riferimento
Università degli Studi di PARMA - INGEGNERIA CIVILE, DELL'AMBIENTE, DEL TERRITORIO E ARCHITETTURA - PARMA(PR)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Andrea CARPINTERI
Descrizione
La valutazione della vita a fatica di strutture intagliate soggette a stati tensionali multiassiali può essere effettuata mediante metodologie basate sull' "approccio del piano critico". Utilizzando tale approccio, la verifica della crisi a fatica viene eseguita in un piano in cui l'ampiezza o il valore di alcune componenti di tensione o una loro combinazione raggiungono il valore massimo. In alternativa, la posizione del piano critico può essere messa in relazione a quella degli assi principali di tensione, poiché da diverso tempo è stato osservato che le direzioni principali di tensione influenzano i fenomeni di fatica. D'altra parte, tali direzioni nel caso di carichi a fatica sono variabili nel tempo e, perciò, sarebbe opportuno considerare le direzioni principali "medie" ricavate utilizzando, per esempio, appropriate funzioni "peso". Scopo principale del presente progetto di ricerca è quello di sviluppare un criterio che correli l'orientazione del piano critico con le direzioni "medie pesate" delle tensioni principali. Infine, la verifica a fatica di strutture intagliate può essere eseguita considerando una combinazione delle componenti normali e tangenziali della tensione agente sul piano critico. Gli obiettivi di ricerca sono ora esposti più in dettaglio. OBIETTIVO N. 1 (1° anno, 1° semestre) Sviluppo di un criterio per carichi ciclici multiassiali ad ampiezza costante, in regime ad alto numero di cicli. Tale criterio analizzerà lo stato tensionale in un punto critico del componente strutturale considerato. La procedura di media delle direzioni principali di tensione variabili nel tempo permetterà di analizzare anche i casi di carico non proporzionale (ad esempio, carico fuori fase, carico asincrono, percorsi complessi di carico). L'orientazione sia del piano di frattura per fatica sia del piano critico (piano di verifica) possono essere correlati con le direzioni principali medie pesate. L'ampiezza e il valore medio delle componenti di tensione agenti sul piano critico possono essere definite ed impiegate per eseguire la verifica a fatica. In particolare, si considererà una combinazione non lineare utilizzando l'ampiezza della tensione tangenziale e il valore massimo della tensione normale agente sul piano critico. Per prima cosa deve essere analizzata la condizione multiassiale del limite di fatica. Quindi si può determinare il dominio di sicurezza per fatica, descritto nel diagramma dell'ampiezza della tensione tangenziale in funzione della massima tensione normale relative al piano critico. Impiegando la classica relazione di Basquin, il suddetto criterio sarà usato per valutare anche la vita a fatica (in regime ad alto numero di cicli) per condizioni di carico multiassiale generico. Risultati sperimentali disponibili in letteratura verranno utilizzati per verificare la validità del criterio proposto. Tali dati sperimentali sono principalmente relativi a provini lisci costituiti di materiali metallici di tipo "hard" (per questi materiali, il rapporto tra il limite di fatica per torsione ciclica alterna e il limite di fatica per flessione alterna è compreso nell'intervallo tra 0.58 e 1), mentre le condizioni di carico includono : flessione e torsione (barre di sezione circolare), carico ciclico di trazione-compressione e pressione interna (provini tubolari), carico normale biassiale (provini a croce). Il carico multiassiale base considerato riguarderà stati tensionali piani in fase o fuori fase, sinusoidali, sincroni, con tensione media uguale o diversa da zero, sebbene saranno esaminati anche dati sperimentali per più complesse condizioni di carico ciclico ad ampiezza costante. E' inoltre prevista l'esecuzione di alcune prove sperimentali da parte dell'Unità di Parma ad integrazione dei dati sperimentali disponibili in letteratura. OBIETTIVO N. 2 (1° anno, 2° semestre) Lo scopo sarà quello di estendere il suddetto criterio a condizioni complesse di carico multiassiale. In particolare, saranno considerati carichi ad ampiezza variabile. Verrà esaminata la questione essenziale del problema, cioè come identificare i cicli e calcolare il danneggiamento per ogni ciclo in una storia di carico complessa. Introducendo un metodo adatto per il conteggio dei cicli e un modello di danno, si eseguirà una valutazione della vita a fatica. Dati sperimentali disponibili in letteratura (compresi quelli per carichi random) saranno analizzati per verificare la affidabilità del criterio proposto. E' inoltre prevista l'esecuzione di alcune prove sperimentali da parte dell'Unità di Parma ad integrazione dei dati sperimentali disponibili in letteratura. OBIETTIVO N. 3 (2° anno, 1° semestre) Lo scopo sarà quello di estendere il criterio al regime di fatica a basso numero di cicli. Considerando le tensioni normali e tangenziali agenti sul piano critico, si può calcolare la densità totale di energia di deformazione per ciclo. In tal modo, si può sviluppare un criterio basato sull'approccio del piano critico e su quello energetico. L'utilizzo di parametri energetici, calcolati rispetto ad un piano specifico (il piano critico precedentemente definito), permetterà di tenere conto dell'influenza delle deformazioni plastiche nella verifica a fatica. Il criterio energetico sviluppato sarà applicato al caso di carichi multiassiali ad ampiezza costante (ad esempio stati piani di tensione dovuti a carichi sinusoidali sincroni). Per validare il modello, verranno esaminati alcuni risultati sperimentali relativi a prove di fatica a basso numero di cicli. E' inoltre prevista l'esecuzione di alcune prove sperimentali da parte dell'Unità di Parma ad integrazione dei dati sperimentali disponibili in letteratura. OBIETTIVO N. 4 (2° anno, 2° semestre) Partendo dall'approccio originale basato su parametri tensionali, si cercherà di sviluppare un modello per la verifica a fatica definito secondo concetti non-locali. Pertanto, la verifica a fatica sarà eseguita considerando non più lo stato tensionale in un singolo punto, ma quello in una regione finita del componente strutturale. In tal modo, alcuni effetti legati ai gradienti di tensione, che come noto influenzano la resistenza a fatica, saranno inclusi nel modello. I gradienti di tensione potranno essere causati dalle condizioni di carico o dalla presenza di intagli, i quali, fra l'altro, producono condizioni di sforzo multiassiale in vicinanza dell'intaglio anche in componenti strutturali soggetti a carichi monoassiali. Verrà affrontato uno studio comparativo di alcuni risultati sperimentali al fine di mettere in evidenza l'influenza dei gradienti di tensione sul comportamento a fatica. A titolo di esempio si osservi che, secondo l'approccio non-locale proposto, saranno determinati valori teorici del limite di fatica per provini lisci soggetti a sforzi normali e tangenziali, valori che varieranno in funzione del gradiente della tensione normale (gradiente nullo per prove di trazione, gradiente constante per prove di flessione semplice o di flessione rotante). Inoltre sarà considerato il reale stato di tensione nelle vicinanze dell'intaglio per definire la dimensione del volume finito da considerare nella verifica a fatica. Quindi, come osservato sperimentalmente, il valore della resistenza a fatica del componente risulterà dipendente anche dal gradiente di tensione, contrariamente a quanto previsto dai modelli basati sull'approccio locale (vedi Obiettivo N.1). Infine, attraverso modelli numerici, verrà affrontata l'analisi di alcuni componenti strutturali dell'ingegneria meccanica e civile, per i quali è opportuno esaminare la resistenza a fatica. L'applicazione del criterio proposto permetterà di determinare la vita a fatica prevista, effettuando la verifica nei punti più sollecitati dei componenti strutturali in esame.