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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
Sui sistemi di fortificazione e sulle vicende militari sabaude:
G.A.Levo, "Discorso dell’ordine e modo di armare, compartire et exercitare la milizia del serenissimo duca di Savoia", Torino1566; G.Cambiano di Ruffia, "Historico discorso al Ser.mo Filippo Emanuele di Savoia Principe di Piemonte", (1602) n. ed. Torino 1809; A.De Saluces, "Histoire militaire du Piémont", Torino 1818; C.Baudino, "Istituzioni militari del Piemonte", in "Storia del Piemonte", Torino 1960; R.Quazza, "Vicende politiche e militari del Piemonte tra il 1553 e 1773", in "Storia del Piemonte", Torino 1960; L.Firpo (a cura ), "Theatrum Sabaudiae.Teatro degli stati del duca di Savoia", Torino 1984;G.Amoretti, "Il Ducato di Savoia dal 1559 al 1713", Torino 1984-88;W. Barberis, "Le armi del Principe. La tradizione militare sabauda", Torino 1988;C.Bonardi, "La difesa dello stato sabaudo durante il governo del duca Emanuele Filiberto (1559-1580"), in "Il territorio e la guerra", Roma 1988;M.Viglino Davico, "Le fortezze dei Savoia nelle valli alpine tra Cinquecento e Seicento", in "l’Architettura a Roma e in Italia (1580-1621)”, Roma 1988;M.Viglino Davico, "Plan et portefeuilles militaires conservés dans les archives de Turin (XVI et XVII siècles)" in "Portefeuilles de plans", Bourges 2001
Sugli ingegneri militari operanti in Piemonte:
C.Promis, "La vita di Francesco Paciotto da Urbino", in “Miscellanea di Storia Italiana”, IV, Torino 1863;C.Promis, "Gli ingegneri militari che operarono o scrissero in Piemonte dall’anno MCCC all’anno MDCLI", Torino (1871), ed. anast. 1973;G.Claretta, "Ferrante Vitelli alla Corte dei Savoia nel secolo XVI", Torino 1879;C.Brayda, L.Coli, D.Sesia, "Ingegneri e architetti del Sei Settecento in Piemonte", Torino 1963;N.Carboneri, "Ascanio Vitozzi. Un architetto tra Manierismo e Barocco.", Roma 1966; A.Scotti, "Ascanio Vitozzi ingegnere ducale a Torino", Firenze 1969;B.Signorelli, "Progetti, attività realizzazioni di ingegneri militari nell’ambito dei territori sabaudi e della 'Padania' subalpina", in “Bollettino SPABA” , Torino 1978-80;S.Leydi, "Le cavalcate dell’ingegnero. L’opera di Gianmaria Olgiati, ingegnere militare di Carlo V", Modena 1989,S.Mamino, "Scienziati e architetti alla corte di Emanuele Filiberto di Savoia: Giovan Battista Benedetti e Giacomo Soldati", in ”Bollettino del Centro Studi Piemontesi”, 1989; M.Viganò, "Architetti e ingegneri militari italiani all'estero dal XV al XVIII", Roma 1994, 1999;M.Viglino Davico, "Hercole Negro comte de Sanfronte. Un ingènieur militaire au service de la France et du duché de la Maison de Savoia", in "Vauban et ses successeurs dans les Ports du Ponant et du Levant: Brest et Toulon", Fondation Vauban, Paris 2000;A.R.Masiero, "Memorie di guerra...di me Carlo Vanello", in "Archivio storico ticinese", 2000; M.Viganò, "De la jurisdicion...en Lombardia.Architetti e ingegneri militari." in "Archivio storico ticinese", 2000;M.Viglino Davico, C.Bonardi Tomesani, "Città munite, .... La raccolta di disegni ‘militari’ di Michel Angelo Morello", Milano 2001;M.Viglino Davico, "Ascanio Vitozzi ingegnere militare, urbanista, architetto (1539-1615)", Perugia 2003
Sulle tecniche costruttive piemontesi
M. G. Vinardi, “Tecniche del cantiere nel primo quarto del Settecento in Piemonte: le opere di rifinitura”,Padova 1986; M. G. Vinardi, “Il rustico delle opere murarie nei cantieri sabaudi della seconda metà del Seicento, Padova 1987; M. G. Vinardi, “Le tecniche del cantiere del primo Seicento in Piemonte, in "L’architettura a Roma e in Italia (1580-1621)", Roma 1988; M. G. Vinardi, “Architetti e maestranze nel cantiere del Castello di Moncalieri”, in “Il Castello di Moncalieri Restauri 1989-1990”, Torino 1991; M. G. Vinardi, “ 'Il Magazzino dei marmi': Maestranze e Materiali nel Piemonte tra Sei e Ottocento”, Padova 1991; M. G. Vinardi,” Maestranze, architetti e cantiere in Piemonte”, Milano 1998; M. G.Vinardi, “Il cantiere tra completamenti e ricostruzioni”, in “Francesco Gallo un architetto ingegnere tra Stato e Provincia (1672-1750)", Torino 2000; M.G.Vinardi, “Atlanti regionali delle tecniche costruttive: lo stato dell’arte in Piemonte”; M. Fantone, “Murature e finiture. sinossi dei Tipi”; B. Vinardi, “Le tecniche costruttive tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento"; M. Fantone, B. Vinardi, S. Valmaggi, “Bibliografia", “Atlante delle tecniche costruttive tradizionali. Lo stato dell’arte, i protocolli della ricerca, l’indagine documentaria”, Napoli 2003; L. Re “Architettura e conservazione dei ponti piemontesi”,Torino 1996; L. Re,“The masonry bridges and viaducts of the first Piedmontese railway”, in “Arch bridges”, Rotterdam 1998; L. Re, “I ponti piemontesi- Progetti e cantieri”, Torino 1999; .L. Re, “Questioni di conservazione”, Torino 1999; L.Re, "‘Qui rifulse la potenza delle nazioni’: les ponts du XIX ème, de l’art à la science du bâtir" , in " Towards an history of Construction, Birkhäuser ", Basel 2002 ; L.Re, “The works of Alessandro Antonelli and Crescentino Caselli between the architecture of the ‘Raison’ and the ‘architecture raisonnée’”, in “Proceedings of the first international Congress on Construction History”, Madrid 2003

Programma di ricerca

L'architetto e l'ingegnere. Professione, formazione, cantieri nell'architettura militare dal '500 italiano nel contesto europeo
Università di riferimento
Politecnico di TORINO - CASA-CITTA' - TORINO(TO)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Micaela VIGLINO
Descrizione
Si intende procedere in stretta relazione con il programma nazionale applicato alla realtà piemontese (dalla formazione del ducato sabaudo cisalpino all'acquisizione di nuovi territori a oriente, al consolidamento del regno), avvalendosi degli studi precedenti del coordinatore e di vari membri che hanno aperto nuove prospettive di ricerca nei diversi ambiti specifici contemplati dal progetto. La costituzione di un quadro unitario che definisca in maniera strettamente approfondita la natura tecnica ed i contenuti formali delle fortificazioni del XVI secolo negli stati sabaudi, attraverso la conoscenza esaustiva dei materiali archivistici e bibliografici consente all'unità di ricerca di esaminare con l'appoggio di uno scenario scientificamente solido, le figure dell'ingegnere militare e dell'architetto, verificandone la professionalità, la formazione e l'operato cantieristico attraverso un sistema anche di comparazioni e proiezioni nei secoli antecedenti e successivi. Si intende in questo modo andare alle basi della "storia" di queste professioni e seguirne gli sviluppi, i contatti, le sovrapposizioni o unificazioni in un solo ruolo, fino a giungere alle soglie dell'800, momento in cui si esaminerà il nuovo corso professionale intrapreso dalle due figure nell'ambito dell'architettura militare. Tra gli obiettivi vanno posti in luce: la conoscenza di accordi e differenze nell'evoluzione delle professioni e di conseguenza delle formazioni; la messa in risalto di figure non ancora sufficientemente indagate in modo da valorizzarne l'operato secondo un metodo simile a quello utilizzato per Ascanio Vitozzi, ovvero apertura dell'indagine ad ogni filone di intervento architettonico e teorico affrontato dal soggetto studiato; confronto con situazioni, personaggi, opere simili riscontrate in ambito nazionale ed internazionale; individuazione degli scambi di saperi con altre aree geografiche, con attenzione alle diversità di impostazione dei lavori, volute dalle differenti committenze. Un altro aspetto di indagine sarà sviluppato al fine di definire i punti nodali delle tecniche costruttive dei manufatti fortificati con il doppio obiettivo di conoscenza storica e di preludio scientificamente consolidato ad ogni intervento di restauro e valorizzazione. La completezza di un'indagine che si estende per un ampio arco temporale costiturà un essenziale elemento di base per la riflessione odierna sulla nuova professionalità degli ingegneri e degli architetti.