Bibliografia
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Programma di ricerca
L'architetto e l'ingegnere. Professione, formazione, cantieri
nell'architettura militare dal '500 italiano nel contesto europeo
Università di riferimento
Università degli Studi de L'AQUILA -
ARCHITETTURA ED URBANISTICA - L'AQUILA(AQ)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Angela MARINO
Descrizione
Obiettivo primario comune della ricerca risiede nel tentativo di comporre un quadro unitario di conoscenze sulla natura tecnica delle strutture fortificate ‘moderne', e sulla formazione di un sapere disciplinare specifico degli ingegneri militari rispetto alla tradizione architettonica. L'unità di ricerca si propone di lavorare su ambiti tematici e problematiche - ritenute chiave, e tuttora inesplorate - come le nuove relazioni intercorrenti fra i nuovi saperi dell'ingegnere e la pratica professionale dell'architetto: - la relazione che la difesa moderna stabilisce con il modello e l'idea di città La costruzione di fortezze ‘alla moderna' comporta distruzioni enormi che non riguardano esclusivamente il sacrificio di vaste aree della città per la costruzione delle cittadelle e delle mura, ma anche l'adeguamento del tessuto urbano – la strada diritta ed ampia – ad esigenze difensive interne. La complessa influenza provocata dal sistema fortificato sul modo di concepire e di pianificare la città si riflette nella trattatistica, sia civile sia militare. In tal senso, il rapporto conflittuale fortezza-città sarà ripercorso e indagato anche alla luce del Trattato di Francesco De Marchi, dove l'ingegnere architetto registra l'uniformarsi del tessuto urbano all'esigenze militari. Nell'opera di De Marchi emerge lo spostamento delle esigenze di natura militare nel bagaglio estetico e funzionale del gusto. L'evidenza tridimensionale e la relazione con il tessuto urbano preesistente si misurano inoltre anche attraverso la diffusione dell'uso di modelli lignei, strumento fondamentale anche per la verifica e la comprensione delle diverse fasi costruttive. - l'individuazione di figure professionali nelle quali convivono e/o si vengono sempre più a distinguere competenze tecniche specifiche inerenti sia la costruzione e la manutenzione dei sistemi difensivi, sia la progettazione dello spazio urbano e dell'architettura civile. S'intende andare agli inizi delle reciprocità e diversità tra le figure professionali dell'ingegnere e dell'architetto, che si contornano nel ‘500 per trovare i propri statuti professionali tra ‘800 e ‘900; individuare il contributo che il sapere degli ingegneri e quello degli architetti ha consegnato nella rivoluzione del modo di intendere la costruzione, la pratica del mestiere, l'idea stessa di città e di progetto. Tra queste, il ruolo svolto dall'architetto del Popolo Romano nel continuo rafforzamento e adeguamento del sistema delle mura di Roma, ove da sempre convive il duplice significato di baluardo difensivo, e di segno urbano di forte valenza figurativa e simbolica. Fase 1 Questa fase, concordemente prevista in stretto contatto con le altre unità di ricerca, prevede la ricognizione e la sistemazione di studi svolti e in corso di perfezionamento, secondo le coordinate tematiche fissate dal coordinatore nazionale: 1) formazione ‘disciplinare' degli esperti (militari, matematici, architetti, costruttori); 2) balistica, matematica, guerra e l'estetica contemporanea dell'architettura; 3) committenza e circolazione delle idee, dei saperi, delle maestranze. In particolare l'unità prevede: - la stesura di una bibliografia specialistica e ragionata ( sia generale tematica e per ambiti geografici). La prima manualistica del ‘500; rintracciarne scambi ed influssi sull'architettura civile (De Marchi, Capra, etc.). Comparazione fra testi inediti e manuali. - l'approfondimento e ampliamento delle fonti d'archivio precedentemente sondate con particolare attenzione alla documentazione grafica e cartografica rilevata: o presso l'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio (I.S.C.A.G.) di Roma, riguardante le trasformazioni subite da Mura e cittadelle negli ultimi due secoli ed alle tecniche di rilevamento; con approfondimenti specifici su Atlanti (es. Matteo Neroni). o presso la Biblioteca Nazionale di Roma e la Civica Raccolta Bertarelli di Milano: altri atlanti (es. Antonio Millos sec. XVI) o presso l'Archivio Centrale dello Stato di Roma, fondo Belle Arti, in riferimento alle trasformazioni di mura e fortificazioni cinque-seicentesce, in ambito nazionale, nel corso dell'Ottocento (es. Palermo, Caltanissetta, Capua, Rimini, Forlì, Ferrara, Livorno, ecc.). Su questo argomento, ma limitatamente a Roma, lo spoglio della documentazione archivistica dell'Archivio Centrale di Stato, dell'Archivio di Stato, dell'Archivio Capitolino e della Biblioteca dell'École Française, tutti di Roma, ha portato ad una prima schedatura e relativa trascrizione di documenti selezionati. - l'individuazione di nuove fonti archivistiche con attenzione alla scala territoriale nazionale e ai rapporti con le grandi corti europee. Risultati parziali attesi: - tavole comparative di alcuni aspetti della trattatistica scelti opportunamente e passati attraverso il ‘filtro' di chiavi tematiche. - bibliografia ragionata; - il censimento delle fonti d'archivio già spogliate e schedate, con particolare attenzione alla documentazione grafica e cartografica rilevata: - la messa a punto di tavole relative alla distribuzione territoriale dell'architettura fortificata costiera per 3 sezioni cronologiche (anno 1500, nascita Carlo V e fine della riconquista spagnola, 1535 anno della presa di Tunisi da parte di Carlo V, 1571 anno della battaglia di Lepanto) sulla base della bibliografia storica e sulla letteratura corrente, delle rappresentazioni cinquecentesche e anche attraverso lo spoglio della documentazione conservata presso l'I.S.C.A.G. e gli altri archivi analizzati. Fase 2 La modellazione solida. Il modello tridimensionale; sua modifica e diffusione, in relazione all'architettura fortificata, ai sistemi di rilevamento e rappresentazione, alla necessità comunicativa con il cantiere, dal ‘500 all' 800. L'ambito territoriale include le regioni dell'Italia centrale (e in particolare l'Abruzzo) nel più ampio contesto del Viceregno spagnolo e del Mediterraneo, con particolare attenzione ai sistemi difensivi costieri, ad alcune linee di frontiera tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Sulla base degli obiettivi fissati l'unità prevede: - individuazioni e studio di campioni e/o aree territoriali significativi ad esprimere sia la specificità dei caratteri architettonici, tecnici e urbanistici, sia la circolazione delle maestranze e dei modelli; - predisposizione di itinerari tematici a scala territoriale; - individuazione e studio di figure professionali significative; - individuazione e studio di casi di riuso e trasformazione nel corso dei secoli di sistemi forticati (cittadelle e mura). Esempi significativi per il riconoscimento di figure professionali coerenti al dibattito sulla formazione dell'ingegnere e dell'architetto, nonché all'incidenza dell'impianto fortificato sullo sviluppo della città moderna e contemporanea.. Risultati attesi - biografie; - carte tematiche atte ad individuare flussi di modelli, tecniche costruttive, maestranze, progettisti; - tavole comparative. Fase 3 Le competenze, i ruoli, la formazione. L' architetto del Popolo Romano (‘600 e 700): ruolo, cantiere, impresa. Gli ingegneri pontifici; Bologna e Roma, dal Marsili (Museo scientifico universitario di palazzo Poggi, Bologna) alla scuola di ingegneria de "La Sapienza". Risultati attesi In questa fase i risultati definitivi della ricerca convergeranno, insieme agli apporti scientifici prodotti dalle altre unità di ricerca, in confronti a scala nazionale e internazionale attraverso seminari e/o convegni con esperti in ambito internazionale, e pubblicizzati mediante la realizzazione di pubblicazioni corredati da CD-Rom.