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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
1. R. Langer, N. A. Peppas, “Advances in Biomaterials, Drug Delivery, and Bionanotechnology”, Am. Inst. Chem. Eng. Journal, 49, 2990-3006, 2003.
2. M.H. Sheridan, L.D. Shea, M.C. Peters, D.J. Mooney, “Bioadsorbable polymer scaffolds for tissue engineering capable of sustained growth factor delivery”, Journal of Controlled Release , 64, 91-102, 2000.
3. N. Foster, R. Mammucari, F. Deghani, A. Barrett, K. Bezanehtak, E. Coen, G. Combes, L. Meure, A. Ng, H.L .Regtop, A. Tandya, “ Procesing Pharmaceutical Compounds using dense gas technology”, Ind. Eng. Chem. Res., 42, 6476-6493, 2003.
4. D.L. Tomasko, H. Li, D. Liu, X. Han, M.J. Wingert, L. J. Lee, K. Koelling,”A review of CO2 applications in the processing of polymers”, Ind. Eng. Chem. Res., 42, 6431-6456, 2003.
5. I. Kikic, “Preparation of drug delivery systems through impregnation with supercritical fluids”, Proceedings 5th International Symposium on Supercritical Fluids, Atlanta, GA, Apr. 8-12, 2000.
6. F. Carli, I. Colombo, P. Alessi, I. Kikic, A. Cortesi, “A pharmaceutical compositins having the shape of powders of cross-linked polymers loaded with drugs and related preparation process by suspercritical fluids”, European Patent WO 9925322, 1999.
7. J. Jung, F. Leboeuf, J.Y. Clavier, M. Perrut, “ Equipment design for supercritical fluid micronization in compliance with GMP for pharmaceutical applications”, Proc. 4th International Symposium on High Pressure Process Technology and Chemical Engineering, Venice, Italy, Sep 22-25, 2002.
8. A. J. Bushy, K. S. Morley, C. J. Roberts, M.S. Watson, P.B. Webb, B. Wong, J. Zhang, G. Kokturk, S. M. Howdle,” Polymers, biomaterials and supercritical fluids”, Proc. 4th International Symposium on High Pressure Process Technology and Chemical Engineering, Venice, Italy, Sep 22-25, 2002.

Programma di ricerca

Sviluppo di materiali polimerici per applicazioni biomediche mediante tecnologie innovative sostenibili
Università di riferimento
Università degli Studi di TRIESTE - INGEGNERIA CHIMICA, DELL'AMBIENTE E DELLE MATERIE PRIME - TRIESTE(TS)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Ireneo KIKIC
Descrizione
La ricerca si propone di studiare il processo di funzionalizzazione di polimeri allo scopo di inglobare negli stessi principi farmacologicamente attivi. Recenti statistiche ( SCRIP Report BS 906, 1998 ) indicano che un farmaco su tre presenta problemi di bassa solubilità nei liquidi gastro-intestinali, con conseguente Biodisponibilità orale ridotta, anche sino a 10 – 30 % della dose somministrata. L'applicazione dei Delivery Systems che puntino ad aumentare la solubilità di tali farmaci è perciò determinante e può comportare sia l'aumento dell' efficacia terapeutica a parità di dose o la riduzione della stessa a parità di efficacia, con conseguente riduzione del costo terapia. L'assoluta rilevanza della identificazione per ciascun farmaco dell'appartenenza o meno alla classe dei farmaci poco assorbiti per via orale , e specificatamente se a quella dei farmaci poco assorbiti perché poco permeabili o a quella dei farmaci poco assorbiti perché poco solubili è sottolineato dal fatto che la stessa FDA americana , massima autorità sanitaria al mondo, ha recentemente proposto l'introduzione di tale classificazione, definita Biopharmaceutics Classification System ( BCS ), La tecnologia utilizza un fluido supercritico come trasportatore del materiale da inglobare nella matrice polimerica. Il processo sfrutta le proprietà del fluido supercritico e soprattutto la capacità dello stesso di interagire con il polimero provocando un abbassamento della sua temperatura di transizione vetrosa. In questa maniera il fluido supercritico può veicolare all'intermo della matrice sostanze inizialmente solubilizzate nel fluido stesso. Al momento del rilascio della pressione il fluido supercritco passa allo stato gassoso, perde il suo potere solvente e può facilmente essere eliminato dalla matrice polimerica. Il processo è relativamente semplice ma richiede ulteriori approfondimenti in quanto non è sempre utilizzabile con buoni risultati. (alta percentuale di principio attivo nella matrice polimerica). La possibilità di veicolare un soluto all'interno del polimero è infatti strettamente connessa alla possibilità di solubilizzare lo stesso nel fluido supercritico. Il biossido di carbonio (che è il fluido che si intende utilizzare) ha caratteristiche apolari e pertanto risulta molto difficile la solubilizzazione di principi attivi polari. Si ritiene di escludere la possibilità di utilizzare cosolventi organici come modificatori del fluido supercritico in quanto si vuole avere a disposizione, alla fine, una tecnologia esente da solventi. Nella presente ricerca si vogliono invece utilizzare dei tensioattivi per realizzare delle dispersioni di sostanze idrofile in una fase continua costituita dal biossido di carbonio mettendole successivamente in contatto con le matrici polimeriche. Nel corso del presente studio saranno considerate due molecole , prese come esempio : l'aciclovir e l'insulina. Il primo è un principio attivo che appartiene alla categoria dei farmaci antivirali e rientra già in molte formulazioni farmaceutiche ed è caratterizzato da un assorbimento relativamente lento. L'insulina la cui molecola è costituita da due catene polipeptidiche unite da ponti contenenti solfo è presa come esempio per ottenere informazioni sulla possibilità di ottenere successivamente buoni risultati con le proteine. Polimeri e tensioattivi saranno scelti tra quelli approvati per uso biomedico. Tra i tensioattivi si possono citare quelli non ionici come il polietilenglicole e il pluronic (nome commerciale per designare un copolimero dell'ossido di etilene e di propilene) il polidimetilsilossano. Come polimeri saranno studiati sia polimeri organici che inorganici quali ad esempio il polivinilpirrolidone, il polivinilacetato, la silice. Nella prima fase sarà studiata la stabilità di microemulsioni realizzate con diversi tensioattivi usando una cella ad alta pressione dotata di finestre. Allo stesso tempo verrà messa a punto l'apparecchiatura per realizzare il processo di caricamento dei materiali polimerici prevedendo la doppia possibilità di operare sia in continuo che in discontinuo e modificando l'impianto già esistente presso il DICAMP. Nella seconda fase saranno condotte le prove di caricamento di materiali polimerici diversi. I materiali così funzionalizzati saranno caratterizzati da un punto di vista quantitativo per determinare la percentuale di materiale caricato. Verrà poi studiata anche la distribuzione del principio attivo (aciclovir e/o insulina) all'interno della matrice. In collaborazione con i Dipartimenti di Scienze farmaceutiche delle Università di Padova e di Trieste verranno poi determinati i profili di rilascio dei principi attivi falle matrici preparate.