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Il sapere, il repertorio delle Muse non ha limiti. Una formula diffusa lo qualifica come "le cose che sono, che saranno, che sono state", cioè passato, presente e futuro. Ai poeti non è concesso fare altrettanto. Ad essi tocca scegliere un tempo, nello stesso momento in cui scelgono un genere. Ad uno toccheranno le gesta di eroi ed eroine antiche, ad un altro quelle, nobili o ignobili, di contemporanei. Questi poeti del presente sono i lirici, quando cantano un presente esistenziale, amoroso o sportivo, e gli elegiaci, quando cantano dolori recenti. Contemporanei sono anche gli eroi negativi del giambo. È il cosiddetto filone impegnato (Archiloco, Ipponatte), che verrà ereditato dal filone impegnato della commedia. Militante è infatti in primo luogo il teatro comico impegnato che ha i suoi esponenti principali nei comici dell'impegno, abituati ad attaccare individui reali e per nome: Pericle, Cleone, Iperbolo. Gli esponenti di questo teatro militante non sono solo Cratino, Eupoli, Aristofane, ma anche il primo Platone, alcune delle sue commedie erano addirittura esplicitamente intitolate agli uomini politici contemporanei presi di mira (Iperbolo, Pisandro, Cleofonte). Ad essi bisogna aggiungere anche Alessi, il cui Dropide era intitolato all'omonimo uomo politico e forse Filippide (fr. 25 K.). Questo quadro non è però così rigido, come potrebbe sembrare. Talora l'elegia racconta storia antica, preferibilmente di fondazione di una città, e così può fare eccezionalmente anche la lirica (per es. Simonide). E c'è anche un filone disimpegnato del giambo, che sarà ereditato dal filone disimpegnato della commedia. Allo stesso modo l'epica può scegliere storia recente, come fa Cherilo di Samo e in seguito vari poeti ellenistici. Impegnato può essere anche esplicitamente il teatro tragico greco, incluso il dramma satiresco. Questo tipo di dramma che sceglie i suoi pesonaggi tra i personaggi storici contemporanei o quasi è il cosiddetto dramma storico, nato all'inizio del V sec. a.C; con Frinico, autore di due e forse tre drammi storici, ad uno dei quali avrebbe attinto Eschilo per i Persiani, l'unico dramma storico greco superstite. Rispetto alla commedia impegnata, ciò che cambia è la qualità dell'impegno. Mentre la commedia si impegna infatti preferibilmente contro i nemici interni alla polis, la tragedia si impegna contro preferibilmente contro quelli esterni. Il dramma storico predilige contemporanei esotici. Il dramma storico nel V sec. a.C. è monograficamente dedicato allo scontro tra Occidente ed Oriente, tra Greci e Persiani. Questa centralità del tema persiano si riflette anche negli altri generi, dall'epica (Cherilo) alla lirica (Simonide, Timoteo) alla commedia (Epicarmo, Chionide, Ferecrate). Va anche precisato che una particolare menzione meritano anche i drammi mitici che pure hanno avuto una certa rilevanza nella storia della polis del V sec. a.C.: dall'indagine condotta sullo Ione di Euripide, ad esempio, sembra fondatamente emergere che il mito dell'autoctonia della razza ionica svolse una funzione celebrativa della grandezza di Atene proprio in quel delicato momento della Guerra del Peloponneso che ne stava di fatto segnando il drammatico declino. Interessante e variegato è anche il dramma storico dei secoli successivi, nei quali tragedie e drammi satireschi furono intitolati a personalità politiche o a re del glorioso passato (Temistocle, Gige, Mosè) oppure a tiranni contemporanei (per es. Mausolo). Questa produzione, per quanto frammentaria, merita di essere studiata anche per il suo rapporto con la storiografia, un genere spesso in concorrenza con la tragedia. Il dramma storico è un capitolo significativo non solo del teatro greco, ma anche di quello latino: i casi più noti sono il Clastidium di Nevio, la praetextata su tema storico contemporaneo ed autobiografico di cui parla Pollione (presso Cicerone Fam. 10.32.3), e che fu messa in scena nei ludi provinciali di Cordova nel 43 a.C. dal questore L. Cornelio Balbo, il Brutus di Accio e quello di Cassio, l'Octavia pseudo-senecana, l'unico dramma storico superstite del teatro latino. A tal riguardo, l'obiettivo della ricerca è quello di ricostruire la fisionomia spirituale del personaggio femminile di Octavia, valutando sia il peso dell'armamentario retorico nella caratterizzazione della sua posizione di uxor, sia l'osservanza di particolari categorie antropologiche di sicura affermazione nel corso dell'età imperiale; a questa prima fase di indagine seguirà l'analisi dei punti di contatto fra questo personaggio storico e le figure di eroine del mito che attraversano il teatro senecano. Manca uno studio specifico aggiornato sui drammi storici greci e latini, specie su quelli minori, e manca in particolare un'analisi puntuale dei resti dei drammi storici dei secoli successivi al V, che sono invece interessanti, perché mostrano l'evolversi della tragedia da genere democratico a genere di corte. La ricerca si propone pertanto di: 1. Il dramma storico greco e latino a. censimento dei drammi storici, certi e ipotetici, di autori noti e ignoti greci e latini. b. traduzione di tutti i frammenti. c. commento analitico. 2. Confronto tra i drammi storici e le commedie intitolate a politici contemporanei. 3. Ricostruzione della storia del dramma storico da Frinico ad Ezechiele, dal Clastidium di Nevio all'Octavia pseudosenecana, con cenni anche agli esiti moderni del dramma storico nelle letterature europee (per esempio il Bajazet di Racine o i drammi storici di Shakespeare). Particolare menzione merita infine il Fortleben del dramma storico nella letteratura tedesca, con riferimento al classicismo tedesco (Schiller) e al tardo neoclassicismo austriaco (Grillparzer).