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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
M. Simonetti, Lettera e/o allegoria. Un contributo alla storia dell'esegesi patristica, Roma 1985;
Aa. Vv., La terminologia esegetica nell'antichità, Bari 1987;
Aa. Vv., Retorica ed esegesi. Il rilievo dei contenuti attraverso le forme, Bari 1996;
V. Recchia, Gregorio Magno papa ed esegeta biblico, Bari 1996;
V. Recchia, Lettere e profezie nell'esegesi di Gregorio Magno, Bari 2003;
P. Rollinson, Classical Theories of Allegory and Christian Culture, Pittsburgh 1981;
T. Morgan, Literate education in the Hellenistic and Roman Worlds, Cambridge 1998;
H. I. Marrou, Storia dell’educazione nell’antichità, Roma 1971;
W. V. Harris, Lettura e istruzione nel mondo antico, Roma-Bari 1991;
L. Holtz, Donat et la tradition de l’enseignement grammatical, Paris 1981.

Programma di ricerca

Interpretare e comunicare. Tradizioni di scuola nella letteratura latina tra III e VI secolo
Università di riferimento
Università degli Studi di FOGGIA - TRADIZIONE E FORTUNA DELL'ANTICO - FOGGIA(FG)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Marcello MARIN
Descrizione
Il programma di ricerca si propone di esaminare la permanenza e l'influsso delle tradizioni di scuola nelle opere latine fra III e VI secolo. L'ambito di ricerca prevede, sul piano della tradizione scolastica, l'analisi dei commentari sui grandi autori della latinità che si configurano come contenitori di materiale esegetico pregresso e come progetti fondati su specifici criteri metodologici e interpretativi adattati dal singolo autore. In particolare si prevede lo studio del commentario serviano per la verifica delle dichiarazioni programmatiche incluse nelle 'praefationes', delle applicazioni di esegesi allegorica, delle modalità e finalità delle citazioni di 'auctores'.Nell'ambito della letteratura cristiana dei secc. III-VI il progetto di ricerca si propone di contribuire a determinarne le nuove dimensioni nei rapporti di continuità e innovazione rispetto al patrimonio classico, nel ruolo maggiorato della 'inventio' fondata su contenuti biblici, negli aspetti diversificati delle forme di comunicazione, nella funzione per lungo tempo decisiva della formazione retorica comune all’intero mondo antico. Le indagini mirano pertanto ad evidenziare le capacità degli scrittori cristiani di organizzare il loro discorso secondo le norme della tradizione scolastica; a verificare come i dibattiti e la concreta prassi esegetica cristiana non trascurino strumenti e criteri della retorica classica; a sottolineare come gli stessi moduli espressivi degli autori cristiani riflettano puntualmente la loro formazione di scuola. La ricerca, incentrandosi sui binomi tradizione/innovazione, comunicazione/ricezione, intende contribuire ad una migliore definizione della vita culturale nei secoli III/VI, analizzando specifici generi letterari e loro trasformazioni, verificando le dinamiche della circolazione e la funzione degli intellettuali cristiani di fronte ai valori tradizionali della cultura pagana.Saranno presi in esame autori di epoche e regioni diverse: Agostino, Priscilliano, Ambrogio, Gregorio Magno, scritti pseudonimi (lo ps.ciprianeo 'Adversus aleatores') e testi agiografici. Di Agostino, il quale entrò nel vivo del rapporto tra ‘sapientia’ ed ‘eloquentia’, proponendo in forma nuova e originale l’annosa questione sul ruolo della retorica tradizionale, si analizzerà il ‘De catechizandis rudibus’ per lo studio dei modelli di catechesi, con interferenze tra retorica antica ed esegesi biblica; inoltre, si prenderà in esame dal punto di vista letterario e tematico il ‘De utilitate ieiunii’, opera in cui l’elaborazione retorica si fonde con la solida cultura biblica. Un altro settore di indagine sarà incentrato sulla produzione di Priscilliano vescovo di Avila, scrittore che le fonti antiche descrivono come assai dotto e versato nelle lettere e che nel contempo si rivela profondamente impregnato dal costante contatto con il testo biblico. Grande rilievo va assumendo nell’ambito della letteratura cristiana antica l’analisi intertestuale; in particolare si intende esaminare l’intertestualità di Ilario nell’’Expositio evangelii secundum Lucam’ di Ambrogio, al fine di proseguire nella ricerca delle tracce che gli scritti del vescovo di Poitiers possono avere lasciato nell’opera ambrosiana e nell’esegesi cristiana successiva. Attenzione specifica verrà prestata allo scritto pseudociprianeo 'Adversus aleatores', in cui l’autore sostiene teorie assimilabili al primato di Pietro e della Chiesa romana; di questo testo ci si propone di analizzare anche la storia delle edizioni, in particolare dell'’editio princeps’ del Morel (1564). Si intende esaminare l'utilizzo della Scrittura nella letteratura agiografica, con riguardo alla persistenza di moduli esegetici e iconografici e alle citazioni scritturistiche utilizzate nelle biografie di vescovi della Daunia per sostenere e avallare l'immagine del santo. Saranno esplorati i contributi della tradizione giuridica romana nel ‘Registrum epistolarum’ di Gregorio Magno, evidenziando le innovazioni e le trasformazioni nel campo della terminologia, della tecnica e delle istituzioni; i frequenti richiami ai 'loci' del ‘Codex Theodosianus’ e del ‘Corpus Iuris’ di Giustiniano e l’utilizzazione di passi scritturistici, espliciti o sottesi, costituiscono una variante ‘cristiana’ del processo che caratterizzerà la giustizia nella Chiesa e nelle società future.