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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Arthur, P. (2000b), “Archeologia del commercio” in R. Francovich and D. Manacorda (eds.), Dizionario di Archeologia, Rome-Bari, 65-75.
Arthur, P. (2002a), “Hierapolis tra Bisanzio e i Turchi”, in D. de Bernardi Ferreo (ed.), Saggi in onore di Paolo Verzone, Roma, 217-231.
Arthur, P. (2002b), Naples from Roman Town to City-State: an archaeological perspective, The British School at Rome monograph series no. 12.
Arthur, P. and Sedikova, L. (2001), “ Chersonesos. Excavation in the ancient city”, in The Study of Ancient Territories. Chersonesos and Metaponto, 2001 Annual Report, Institute of Classical Archaeology, The University of Texas, Austin, 9-22.
Bulliet, R. (1975) The Camel and the Wheel, Cambridge, Mass., Harvard University Press.
Crawford, J.S. (1990), The Byzantine Shops at Sardis, Archaeological Exploration of Sardis, Monograph 9, Cambridge, MA.
Ellis, S. (1984), An Archaeological Study of Urban Domestic Housing in the Mediterranean AD 400-700, Oxford Univ. Diss.
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Kiriliova Kirova, T. (1972), “Un palazzo ed una casa di età tardo-bizantina in Asia Minore”, Felix Ravenna , 275-305.
Pillinger, R., Kresten, O., Krinzinger F. and Russo, E. (1999), Efeso Paleocristiana e Bizantina, Vienna, Verlag der Osterreichischen Akademie der Wissenschaften, Archaologische Forschung Band 3.
Rheidt, K. (1991), Altertümer von Pergamon XV, 2, Die Stadtgrabung, Teil 2 Die Byzantische Wohnstadt, W de G, Berlin-New York.

Programma di ricerca

ARCHITETTURA E SOCIETA': PROCESSI DI SVILUPPO E TRASFORMAZIONE DELLE STRUTTURE ABITATIVE E COMMERCIALI NEL MEDITERRANEO ORIENTALE (GRECIA, TURCHIA, LIBANO) FRA L'ETA' CLASSICA E IL TARDO ANTICO
Università di riferimento
Università degli Studi di LECCE - BENI CULTURALI - LECCE(LE)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Paul Raymond ARTHUR
Descrizione
L'Unità di ricerca dell'Università di Lecce si è prefissato l'obbiettivo di analizzare le strutture abitative e commerciali a Hierapolis intorno all'età tardo antica, grosso modo nel periodo compreso tra le ristrutturazioni in seguito al terremoto avvenuto nel tardo IV secolo e i sostanziali cambiamenti dovuti alla fine della dominazione bizantina della città. La ricerca proposta fa parte di un più esteso programma di ricerca finalizzato alla comprensione dell'insediamento e del territorio nell'Anatolia, con particolare riguardo a Hierapolis, dove lavora la Missione Archeologica Italiana da oltre 40 anni (ora diretta dal Prof. Francesco D'Andria). Nello studio delle strutture abitative e commerciali intendiamo esaminare una serie di questioni che riguardono le trasformazione degli spazi e delle architetture come indici dei mutamenti economici e sociali a Hierapolis. È chiaro che questo comporterà analisi dettagliate delle architetture degli edifici e degli spazi commerciali e domestici. Questi fanno parte di un sistema assai complesso e potevano essere influenzati da vari fattori, ciascuno dei quali andrà a sua volta esaminato: - pattern sociale ed ideologie (p.es. i rispettivi ruoli e spazi di uomini e di donne; l'interazione tra pubblico e privato (spazio chiuso/spazio aperto); l'interazione fra diversi gruppi culturali presenti in Anatolia, un territorio tra Oriente ed Occidente, ecc.); - forme di scambio (beni, notizie, concetti e tradizioni) e ruolo degli spazi pubblici, in un periodo di diminuzione del commercio; ruolo della chiesa nello scambio; - immagazzinamento dei beni di consumo (entità dei surplus; gradi di conservazione delle derrate; distribuzione; ruolo del pithos); - rifornimento idrico, uso e conservazione dell'acqua. Cosa succede quando va in disuso il sistema romano di captazione e distribuzione dell'acqua potabile, forse già nel IV secolo, a seguito del terremoto? Fino a quando rimane in uso il castellum aquae, posto nelle colline a ridosso della città? Inoltre, quasi niente è stato fatto per quanto riguarda l'alimentazione nel periodo tardo antico ed alto medievale – in cosa consisteva, come cambiava e che cosa indica? Che effetto aveva sulle popolazioni, anche a livello di qualità della vita? Eventuali analisi di materiale antropologico potranno restituire informazioni sia sull'alimentazione di per sé, sia sulle condizioni igieniche, entrambi riflessione anche degli spazi abitativi e della loro qualità. Sicuramente i cambiamenti alimentari sono spia di cambiamenti economici, sociali ed anche culturali, e avranno avuto un ruolo determinante nelle forme delle strutture ed infrastrutture connesea all'immaganizzamento, preparazione e consumo del cibo. Per esempio, come cambiano le strutture domestiche (spazi di conservazione, forni, cucine) per far fronte ai diversi tipi di alimentazione nel tempo? L'uso del focolare nella cucina, come fonte di calore, come fattore aggregante (transizione focolare-cammino). Si intende esaminare anche l'interazione di forme alimentari orientali ed occidentali come, per esempio, l'utilizzo del cucinare entro fosse scavate per terra, già individuate a Hierapolis (per "pit-hearth cooking": cfr. Journal of Anthropological Archaeology 1997). Ulteriori riflessioni e domande verrano fuori durante la prosecuzione del progetto. Queste ed altre problematiche saranno esaminate attraverso i seguenti passi principali: Scavo archeologico Saranno scelte dell'aree da indagare attraverso lo scavo archeologico, da svolgere nell'estate di ogni anno, per ottenere dati nuovi, attraverso i più aggiornati sistemi di documentazione archeologica, ai fini del progetto. In particolare, si intende concentrare l'attenzione sulle insulae che si affacciano sulla ‘Via di Frontino' (la plateia principale della città), dove già nel passato sono emersi dei quartieri abitativi databili dal primo impero fino al X secolo e dove, probabilmente, si è concentrato una larga parte dell'attività commerciale dell'insediamento nel corso dei secoli. Per quanto riguarda i singoli interventi di scavo, abbiamo l'intenzione di avvalerci dei più aggiornati sistemi di raccolta ed analisi dei dati. Difatti, con precedenti finanziamenti, ci siamo già attrezzati di sistemi informativi, compresi un banca dati relazionale già realizzata, ed un sistema GIS, per gestire i dati provenienti sia da ricognizioni, sia da scavi archeologici. I dati di scavo verrano registrati sempre attraverso il rilievo diretto con punti di verifica ottenuti con l'impiego della stazione totale, nonché tramite le schede preimpostate del database relazionale (per il sistema da noi impiegato cfr. gli articoli di Bruno, Gravili, Limoncelli, Tagliente e Trelogan, del 2001). Classificazione delle tecniche costruttive e strutture architettoniche Si intende rilevare le tecniche costruttive impiegate negli edifici dei vari periodo presi in esame in una prospettiva di creare una sequenza tipologica e cronologica, sia come ausilio per la datazione di altre strutture non scavate o scavate in passato, sia per valutare i livelli tecnologici-costruttivi impiegati durante il passare del tempo. Particolare attenzione sarà dato all'analisi delle murature, delle loro seguenze stratigrafiche, e dei materiali impiegati, affiancato da analisi delle malte e della terra utilizzate come agenti plastici incollanti. Le murature stesse verrano documentate attraverso rilievi fotogrammetrici. Si spera di poter presentare una tipologia base delle forme planimetriche delle strutture domestiche, per illustrare come cambiava la casa nel tempo, e perchè. Questo può essere realizzato anche con il confronto con altri siti indagati, compresa la vicina città di Aphrodisias e le città esaminate dalle altre unità di ricerca all'interno di questo progetto. Analisi dei reperti rinvenuti È chiaro che sarà necessario analizzare tutti i reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici, non solo per ottenere evidenze cronologiche dei singoli strati e contesti archeologici, ma anche in merito alle informazioni che possono offrire sulle questioni economiche e sociali. Questi vengono classificati, fotografati e, in alcuni casi, disegnati, e tutti i reperti considerati di particolare significato vengono posizionati in tre dimensioni con la stazione totale ed inseriti nel database. Alcuni reperti, come campioni di malte o frammenti di ceramica, potranno essere portate in Italia per analisi, secondo il regolamento dello stato turco che permette l'esportazione temporanea per motivi scientifici. Disegno e rilievo delle evidenze Il posizionamento delle evidenze raccolte è avvantaggiato dal fatto che negli ultimi anni il Politecnico di Torino ha già proceduto a realizzare un GIS dell'intera città di Hierapolis, tramite il survey con stazioni totali e agganci con l'ausilio del GPS. Tali interventi saranno condotti in collaborazione con l'Unità del Politecnico di Torino. Analisi della documentazione di vecchi scavi In oltre 40 anni di scavo dalla Missione Archeologica Italiana a Hierapolis sono venute fuori alcune evidenze utili per i temi di questo progetto, non tutte edite. Saranno, perciò, prese in considerazione queste evidenze e, se necessario, si procederà a realizzare una documentazione aggiornata. Analisi e tentativi di ricostruzione virtuale Dopo che sono state raccolte tutti i dati di cui sopra, si intende realizzare delle ricostruzioni virtuali delle strutture abitative e commerciali, anche tramite l'impiego di AutoCad, come abbiamo avuto modo di fare in altri progetti (cfr. Limoncelli, 2003). Questo serve sia a sperimentare le varie soluzioni proposte, verificando o meno la loro fattibilità, anche a livello statico ed ingegneristico, sia a realizzare dei supporti illustrativi utili ad una migliore comprensione della città ai fini scientifici e divulgativi. Interventi di restauro conservativo È necessario, anche in seguito agli scavi archeologici, progettare e realizzare una serie di interventi di restauro conservativo dei resti emersi, condizione enfatizzata, giustamente, dal Ministero turco. Questi saranno condotti in collaborazione con l'Unità del Politecnico di Torino, che ha una consolidata esperienza in questo settore. Il restauro conservativo stesso rappresenta un momento di analisi delle strutture e restituirà le evidenze in una forma propedeutica anche alla fruizione pubblica del parco archeologico, per la quale sono già stati progettati degli itinerari di visita. L'attuale unità operativa è composto di archeologi, tutti con consolidata esperienza di scavo e di informatizzazione dei dati archeologici. Due persone hanno particolare esperienza nel rilievo delle murature e dell'impiego della stazione totale, mentre una è anche specialista nella ricostruzione virtuale di edifici antichi, anche tramite AutoCad e Cinema 4D Maxon. Intendiamo avvalerci di consultazioni con gli architetti di Torino, e con sociologi ed antropologi per le ricerche sull'utilizzo degli spazi, sia a livello funzionale, sia concettuale. Siamo già in possesso di un hardware di base per il progetto, compresa una stazione totale Nikon ed alcuni computers, portatili e PC, sebbene abbiamo intenzione di espandere il numero di computers, e di dotarci di un server per gestire quello che sta diventando una quantità veramente cospicua di dati. I risultati del progetto dovranno essere presentati sia attraverso conferenze e convegni, sia tramite una pubblicazione specifica. Bruno, B. (2001), "Written site documentation", in The Study of Ancient Territories. Chersonesos and Metaponto, 2001 Annual Report, Institute of Classical Archaeology, The University of Texas, Austin, p. 32. Gravili, G. (2001), "The relational database", in The Study of Ancient Territories. Chersonesos and Metaponto, 2001 Annual Report, Institute of Classical Archaeology, The University of Texas, Austin, pp. 29-31. Limoncelli , M. (2001), "Site planning", in The Study of Ancient Territories. Chersonesos and Metaponto, 2001 Annual Report, Institute of Classical Archaeology, The University of Texas, Austin, pp. 26-27. Limoncelli , M. (2003), "Dallo scavo archeologico alla riprogettazione virtuale di un edificio: la chiesa a doppia abside del casale di Quattro Macine, Giuggianello (LE)", in P. Peduto e R. Fiorillo (eds.), III Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, All'Insegna del Giglio, Firenze, pp. 458-463. Tagliente, P. (2001), "The finds laboratory", in The Study of Ancient Territories. Chersonesos and Metaponto, 2001 Annual Report, Institute of Classical Archaeology, The University of Texas, Austin, pp. 28-29. Trelogan, J. (2001), "Excavation GIS", in The Study of Ancient Territories. Chersonesos and Metaponto, 2001 Annual Report, Institute of Classical Archaeology, The University of Texas, Austin, pp. 23-25.